sabato 9 dicembre 2017

In arrivo le Geminidi e l'asteroide Phaeton: "Lo show più bello dell'anno"

Le stelle cadenti di dicembre, secondo gli astronomi, saranno le più intense del 2017, meglio delle Perseidi di agosto, disturbate dal bagliore lunare. Il picco nella notte tra il 13 e il 14. Il 16 invece occhi al cielo per il passaggio del corpo celeste che le ha originate, alla minima distanza dalla Terra



COPRITEVI bene e uscite, anche se fa freddo, ne varrà la pena perché potrete vedere le stelle cadenti più spettacolari dell'anno. Le Geminidi hanno già fatto il loro debutto annuale sullo schermo della volta celeste all'inizio di dicembre ma il clou, le notti in cui la pioggia di meteore toccherà il suo picco, cadrà nella notte tra il 13 e il 14. Secondo gli astronomi lo show sarà il più intenso del 2017, superiore anche alle Perseidi di agosto, che sono state disturbate dalla presenza ingombrante della Luna. Eccezionalmente quest'anno assieme alle Geminidi troveremo anche il loro "genitore", l'asteroide Phaethon infatti è il responsabile della loro origine e ci farà visita, sfrecciando (a distanza di sicurezza) vicino alla Terra.

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domenica 3 dicembre 2017

E' la notte della Superluna

L'unica visibile del 2017, l'osservazione con il Virtual Telescope


E’ la notte della Superluna, l’unica visibile del 2017. Nuvole e pioggia permettendo, lo spettacolo è assicurato ovunque: basta alzare gli occhi al cielo. Purtroppo le luci delle città possono rendere più difficile apprezzare la maggiore brillantezza, ma si può comunque osservare che la Superluna piena appare un po’ più grande di una normale Luna piena. E' possibile osservarla in diretta sul canale ANA Scienza e Tecnica a partire dalle 17:00 con la guida dell'astrofisico Gianluca Masi, nella diretta con il Virtual Telescope, del quale è responsabile.

La Superluna una Luna piena che appare nel cielo circa il 7% più grande e il 16% più brillante perché si trova nel punto della sua orbita ellittica più vicino alla Terra (perigeo). Questo accaduto altre quattro volte nel corso dell’anno, ma si trattava di Lune nuove ed era perciò impossibile vederle.

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sabato 2 dicembre 2017

Il cielo di dicembre si 'concia per le feste'

Con Superluna, stelle cadenti e ultimi saluti a Nespoli


Superluna, stelle cadenti e ultimi saluti a Paolo Nespoli in orbita: sono tanti gli appuntamenti celesti che scandiranno il countdown verso le festività natalizie nel cielo di dicembre, come rilevano gli esperti dell'Unione astrofili italiani (Uai).

La prima data da segnare sul calendario è quella del 3 dicembre, quando si potrà ammirare l'unica Superluna piena del 2017, ovvero la Luna piena nel momento in cui avrà raggiunto la massima vicinanza alla Terra e apparirà più grande nel cielo.

Chi dovesse perderla per colpa delle nuvole, potrà rifarsi nella notte di Santa Lucia: erroneamente considerata la più lunga dell'anno, sarà illuminata da una pioggia di stelle cadenti, le Geminidi, paragonabili per quantità e brillantezza alle Perseidi (le 'lacrime di San Lorenzo' visibili ad agosto). Lo sciame di meteore diventerà particolarmente evidente a partire dal 10 dicembre e raggiungerà il picco "nella notte fra 13 e 14 dicembre", spiegano gli astrofili della Uai. "I più recenti studi hanno rilevato che questo sciame mostra un'attività massima sostenuta per parecchie ore, con due aumenti della frequenza: il primo più consistente, con meteore di debole luminosità, e il secondo meno cospicuo, con meteore più brillanti. Le circostanze con cui potremo osservarle irradiarsi da un'area poco a nord-ovest di Castore saranno quest'anno molto favorevoli, dato che non ci sarà alcun disturbo della Luna".

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Si avvicina la Notte della Superluna, unica visibile del 2017 

 

 

 

mercoledì 29 novembre 2017

AstroPaolo vede l'Italia e canta 'Nel blu dipinto di blu'

La fotografa anche di notte

Non solo fotografo: dopo aver visto e fotografato l'Italia, circondata dal blu intenso del Mediterraneo, astroPaolo si lascia ispirare dalle note de 'Nel blu, dipinto di blu', la celebre canzone di Domenico Modugno. Chi più di lui del resto, dallo spazio, può apprezzare al meglio l'azzurro intenso del mare visto dalla Cupola, la grande finestra panoramica della Stazione Spaziale Internazionale.

Così, guardando l'Italia, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) non può fare a meno di 'intonare' su Twitter il famoso ritornello: "Volare oh oh...Nel blu, dipinto di blu". Sempre all'Italia, Paolo Nespoli ha dedicato un'altra foto, ripresa nella notte e tempestata di luci, per augurare la buonasera ai suoi numerosissimi follower, ben 330.000 che lo seguono costantemente da tutto il mondo.

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sabato 25 novembre 2017

Altro che Black Friday, nello spazio si celebra il "Black Hole Friday": la Nasa pubblica le foto mozzafiato

Mentre sulla Terra si celebra il Black Friday, la corsa agli acquisti super scontati, nello spazio si festeggia il Black Hole Friday, il venerdì dedicato ai buchi neri, misteriose regioni dello spazio-tempo dotate di un campo gravitazionale così intenso da inghiottire tutto ciò che vi finisce dentro, luce compresa. Sempre più protagonisti, soprattutto da quando sono state rilevate le onde gravitazionali nate dai loro scontri, i buchi neri saranno al centro di una pioggia di immagini mozzafiato che la Nasa pubblicherà per tutta la giornata sui social con l'hashtag #BlackHoleFriday, mentre l'Agenzia spaziale europea (Esa) festeggerà con una serie di gadget scontati acquistabili nel suo shop online fino a lunedì.




Previsti dalla teoria della relatività generale di Einstein, i buchi neri devono il loro nome al fisico John Wheeler dell'Università di Princeton, che coniò questa definizione nel 1967. Sebbene 'buco nerò possa far pensare ad uno spazio vuoto, in realtà indica una regione in cui si concentra un'enorme quantità di materia, come se una stella dieci volte più grande del Sole venisse strizzata in una sfera del diametro della città di New York. E in effetti, la maggior parte dei buchi neri nasce dai resti di una supernova, una grande stella che muore generando una spettacolare esplosione.

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venerdì 24 novembre 2017

Perché si fluttua a bordo della Iss? Il libro scolastico sbaglia la risposta. E AstroSam lo boccia: ''E' una sciocchezza"

L'astronauta replica al tweet di una mamma con la foto tratta dal testo per i licei segnalando l'errore nella didascalia. E commenta: "Ma veramente si tratta di un testo scolastico?" E l'editore si scusa su Facebook


UNA mamma posta su Twitter una foto con didascalia tratta dal libro di scuola dei figli che spiega: sulla Stazione Spaziale non c'è gravità perché troppo lontana dalla Terra. E Samantha Cristoforetti risponde secca: "Quanto scritto è una grandissima sciocchezza". Aggiungendo allibita: "Ma veramente si tratta di un testo scolastico?"

 "Primo anno delle superiori" ha risposto la mamma, a questo punto incuriosita, come altri commentatori, che sono intervenuti chiedendo lumi. Il punto infatti è che, come AstroSamantha ha specificato, "alla quota della Iss l'attrazione gravitazionale è circa il 90% di quella sulla superficie terrestre", cioè praticamente uguale. Ma allora, perché fluttuano?

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mercoledì 22 novembre 2017

Meteora illumina la Lapponia, l’incredibile video

Avvistamento davvero suggestivo in Finlandia dove il cielo si è illuminato a giorno per il passaggio di una meteora. 

Una luminosissima meteora è stata immortalata sui cieli della Finlandia, in maniera del tutto fortuita, da un videoamatore intento a riprendere le aurore polari. Era il 16 novembre scorso ad Inari quando il cielo ha cominciato improvvisamente ad illuminarsi di un bagliore quasi accecante, per circa sei secondi. Era una meteora che, a contatto con l’atmosfera, ha prodotto una compressione dei gas atmosferici fino a produrre la ionizzazione degli atomi circostanti emettendo luce. Non è chiaro se i frammenti dell’oggetto abbiano raggiunto il terreno, in quel caso dovrà essere considerata come un meteorite. Il video, ripreso da Tony Bateman, ha fatto rapidamente il giro del web con migliaia di condivisioni.

 


Numerose le segnalazioni anche in Russia ed in Norvegia, data l’estrema luminosità dell‘oggetto. Nonostante siano in pochi ad osservare, almeno una volta nella vita, il passaggio di una meteora, l’evento è tutt’altro che raro, soprattutto in determinati momento dell’anno come il mese di novembre, periodo in cui sono osservabili le Leonidi. Molto spesso, però, le dimensioni dei frammenti spaziali sono talmente ridotte da non essere notate. 

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lunedì 20 novembre 2017

Da 20 anni l'Italia in cerca di ET

Il racconto del pioniere, Stelio Montebugnoli, e di Claudio Maccone, dell'Inaf

Il pioniere della partecipazione italiana al programma Seti (Search for Extra Terrestrial Life) lanciato nel 1960 per la ricerca di intelligenze extraterrestri, Stelio Montebugnoli, associato dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), racconta la storia del programma e delle ricerche svolte con il radiotelescopio dell'Inaf che si trova a Medicina, vicino Bologna. Con lui Claudio Maccone, associato dell'Inaf e direttore per l'Esplorazione scientifica presso l'Accademia Internazionale di Astronautica, fetta  uno sguardo agli scenari futuri della ricerca di vita intelligente nell'universo.

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sabato 18 novembre 2017

La vita vista dallo spazio in sei click della Nasa

Dal microrganismi agli ecosistemi, le osservazioni dei satelliti

La vita sulla Terra vista dallo spazio. E' il racconto per immagini attraverso una bellissima galleria fotografica pubblicata dalla Nasa, che con i suoi satelliti osserva da circa 20 anni il trascorrere della vita sulla Terra in tutte le sue innumerevoli espressioni.
Nel corso degli anni i ricercatori hanno utilizzato le osservazioni fatte dai satelliti per studiare i cambiamenti negli habitat animali, tracciare le epidemie, monitorare le foreste e persino scoprire nuove specie. Le immagini dei satelliti mostrano batteri, piante, animali, creature marine e uccelli e tutto ciò che l'osservazione dallo spazio può rivelare.
Una delle immagini più belle mostra le forme più abbondanti di vita nell'oceano, ossia i microrganismi vegetali che costituiscono il fitoplancton.

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venerdì 17 novembre 2017

Leonidi:“stelle cadenti” d'autunno e osservazione al telescopio

Sabato 18 novembre: Planetario e Osservatorio Astronomico di Cà Del Monte

dalle ore 21:00 alle ore 23:15

Come ad agosto tornano le “stelle cadenti” d’autunno, dopo le Draconidi, le Orionidi ad ottobre, arrivano, con la metà di novembre, le Leonidi.
Piccoli frammenti di roccia piovono sulla Terra regalandoci spettacolari scie di luce nel cielo.
Le Leonidi sono dovute al passaggio di una cometa periodica, la Tempel-Tuttle, che ripassa vicino al Sole ogni 33 anni, nel suo viaggio “sporca” una zona dell’orbita della Terra, nella quale, il nostro pianeta si trova a transitare ogni anno nello stesso periodo, regalandoci un fenomeno che ha affascinato popolazioni di tutto il mondo per millenni.


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giovedì 16 novembre 2017

Scoperta una nuova Terra a 11 anni luce dalla nostra

Ha un clima temperato e dimensioni simili alla Terra il nuovo pianeta scoperto da una squadra di astronomi dell'Osservatorio europeo australe (Eso). Questo nuovo pianeta chiamato RRoss 128b si trova intorno a una stella della costellazione della Vergine, situata a soli undici anni luce dal nostro sistema solare . Secondo i ricercatori sarebbe in grado di ospitare la vita perché per superficie e massa può essere compatibile con la presenza di acqua allo stato liquido.

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domenica 12 novembre 2017

Il ''bacio'' romantico di Giove e Venere: appuntamento a lunedì mattina

Appuntamento alle 6, in direzione Est, del 13 Novembre


Come due teneri amanti Giove e Venere si daranno appuntamento all'alba di Lunedi 13 novembre per scambiarsi un tenero "bacio" avvolti nella luce dell'aurora. Un bacio che sarà anche di addio perché sino a febbraio 2019 i due pianeti non si ritroveranno più così vicini.

Per vedere questa bellissima congiunzione dovremmo tuttavia svegliarci presto: poco dopo le 6 guardando in direzione Est, alle luci dell'alba, potremmo vederli appena sopra l'orizzonte. L'incontro durerà circa 1 ora, giusto il tempo di vedere sorgere il Sole e avvolgerli con la sua luce.

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venerdì 10 novembre 2017

Asteroidi killer, cosa rischierebbe la Terra

Pari al 13% le possibilità di un'estinzione di massa

Se un asteroide killer simile a quello che 66 milioni di anni fa ha provocato la scomparsa dei dinosauri prendesse di mira la Terra, avrebbe il 13% di possibilità di provocare un'estinzione di massa. E' la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell'università Tohoku e dell'Istituto di ricerca metereologico Tsukuba, in Giappone, in uno studio pubblicato su Nature.

Sessantasei milioni di anni fa, un asteroide di circa 9 chilometri di diametro ha colpito una vasta area con rocce sedimentarie ricche di idrocarburi e zolfo in quella che oggi è l'attuale Penisola dello Yucatan, in Messico. Recenti studi hanno dimostrato che l'impatto ha riscaldato gli idrocarburi e lo zolfo contenuti nelle rocce, liberando nell'atmosfera fuliggine e particelle di solfato che hanno oscurato per lungo tempo i raggi solari, causando un crollo globale delle temperature e la siccità. A questi eventi è seguita l'estinzione di massa che ha portato alla scomparsa dei dinosauri

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