venerdì 18 agosto 2017

21 AGOSTO 2017 » eclissi totale di Sole (VIDEO)

Diciamo subito che l'Italia sarà estranea all'evento...


Toccherà agli Stati Uniti godersi lo spettacolo dell'eclissi totale di sole di Lunedì 21 Agosto.
Il posto migliore, ossia dove la durata sarà massima, e stimata in circa 2 minuti e 47 secondi circa, saranno le Montagne Rocciose.
L'Italia sarà totalmente esclusa dall'evento, ma Irlanda, Scozia e Islanda potranno vedere l'eclissi parziale.
COS'E' un ECLISSI SOLARE - E' un noto fenomeno ottico di oscuramento di tutto o di una parte del disco solare da parte della Luna visto dalla Terra che si verifica durante il novilunio. Si tratta di un evento piuttosto raro: Sole, Luna e Terra devono essere perfettamente allineati in quest'ordine; ciò è possibile solo quando la Luna, la cui orbita è inclinata di cinque gradi rispetto all'eclittica, interseca quest'ultima in un punto detto nodo. Quando il nodo si trova tra la Terra e il Sole, l'ombra della Luna passa in alcuni punti della superficie terrestre e si assiste a un'eclissi solare. Se invece il nodo si trova dalla parte opposta, si ha un'eclissi lunare.

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lunedì 7 agosto 2017

Arriva l'eclissi parziale di Luna, l'ultima dell'anno

GUARDA LA DIRETTA, DALLE 20,50

Se oltreoceano si attende con impazienza la spettacolare eclissi totale di sole del 21 agosto, da questa parte del pianeta dovremo accontentarci di un'eclissi parziale di Luna per il 7 agosto e sara' anche l'ultima visibile dall'Italia. Bisognera' infatti attendere un anno, fino al 27 luglio 2018, per poter ammirare dall'Italia un'eclissi totale di Luna.

Quella del 7 agosto e' anche la migliore eclissi che possiamo vedere, spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope: "la vedremo sorgere piena e bellissima, con il suo disco gia' intaccato da un 'morso' di ombra della Terra, perche' il fenomeno sara' gia' in corso. Sara' quindi molto suggestiva".

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domenica 6 agosto 2017

Eclissi di Luna il 7 agosto, lo spettacolo subito dopo il tramonto

L'ombra della Terra staccherà un 'morsò dal disco del nostro satellite naturale, lasciandolo nell'oscurità. Potremo ammirare il fenomeno quando sarà spuntata ed emersa completamente all'orizzonte, dopo le 20


UN "morso" di Luna nell'ombra della Terra, accadrà domani, al tramonto, quando la Luna piena spunterà dall'orizzonte. Un'eclissi parziale che sarà visibile anche dall'Italia. Solo un pezzetto della Luna sarà interessato dall'ombra, cioè dalla zona più scura che blocca i raggi solari, ma il nostro satellite così basso nel cielo, sarà virtualmente più grande per quella illusione ottica che tutti abbiamo potuto sperimentare: "La prossimità all'orizzonte fornisce in modo spontaneo dei termini di paragone dimensionali come palazzi o alberi - spiega Gianluca Masi, astrofisico del Virtualtelescope - riferimenti che, ovviamente non ci sono quando è alta, nel mezzo del cielo".

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venerdì 4 agosto 2017

L'Italia vista dallo spazio...

Stupenda immagine di questa notte dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Lo stivale italiano illuminato dalla luce della luna e dalle numerose città presenti sul nostro territorio.

Fonte

mercoledì 2 agosto 2017

Lanciato Vega, 10/o successo del razzo costruito in Italia

Con due satelliti costruiti in Israele, uno per Difesa italiana

ROMA- Successo per il decimo lancio di Vega, il lanciatore dell'Agenzia spaziale europea (Esa) costruito in Italia dalla Avio. Il razzo ha portato in orbita due satelliti per l'osservazione della Terra costruiti in Israele: Optsat-3000, del ministero della Difesa italiano, e Venus, destinato a una missione franco-israeliana finanziata da ministero per la Scienza e la Tecnologia di Israele e dal Consiglio nazionale delle Ricerche francese (Cnrs).
Il lancio è avvenuto alle 3:58 italiane dalla base europea di Kourou, nella Guyana francese. 

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Primo tweet di AstroPaolo, 'Non c'è due senza tre'

Scoperta la prima luna esterna al Sistema Solare

 

 

venerdì 28 luglio 2017

Scoperte le prime galassie nate all’alba dell’universo

Osservate com’erano 800 milioni di anni dopo il Big Bang

Scoperte le 23 galassie più antiche che hanno illuminato l’universo ai suoi albori: gli astronomi hanno potuto osservarle com’erano appena 800 milioni di anni dopo il Big Bang, poco dopo la loro nascita. La scoperta, pubblicata sull’Astrophysical Journal, è stata fatta da ricercatori della Arizona State University guidati da Sangeeta Malhotra e James Rhoads, in collaborazione con gruppi provenienti dal Cile e dalla Cina.

Tanto tempo fa, circa 300.000 anni dopo il Big Bang, l’universo era un posto completamente buio, privo di stelle e galassie: queste cominciarono ad apparire solo nel mezzo miliardo di anni seguente, illuminando e trasformando il cosmo. Questa drastica trasformazione è avvenuta in un intervallo di tempo compreso fra 300 milioni di anni e un miliardo di anni dopo l’inizio di tutto e l’attuale ricerca aiuterà gli astronomi a stabilire in maniera più precisa il momento esatto in cui è avvenuto il passaggio dal buio alla luce.

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martedì 25 luglio 2017

La Luna nasconde acqua nelle sue rocce vulcaniche

Lo indicano nuovi dati che fanno rivedere ipotesi su sua origine

La Luna nasconde quantità d'acqua sorprendentemente alte all'interno delle rocce vulcaniche che sono disseminate sulla sua superficie. Lo indicano i nuovi dati presentati sulla rivista Nature Geoscience dai ricercatori della Brown University di Providence, guidati da Ralph Milliken. L'acqua intrappolata in questi antichi depositi, che si ritiene siano fatti di grani di vetro formati dall'eruzione del magma dalle profondità lunari, fa pensare che il mantello lunare (cioè la parte interna) ne sia ricco, contrariamente alle teorie del passato, che lo ritenevano privo. Il quadro è iniziato a cambiare dal 2008, con la scoperta di tracce d'acqua in alcuni grani di vetro vulcanici arrivati sulla Terra con le missioni Apollo 15 e 17 sulla Luna. Nel 2011 poi lo studio dei minuscoli cristalli dentro questi grani ha mostrato che contengono quantità di acqua simili a quelle di alcuni tipi di basalto terrestre, suggerendo così che il mantello lunare, o almeno una sua parte, contenga tanta acqua quanto la Terra. Combinando le misure fatte sui campioni con i dati sulle temperature della superficie lunare, i ricercatori hanno trovato tracce dell'acqua in quasi tutte le rocce vulcaniche mappate, incluse quelle prese vicino i siti di atterraggio dell'Apollo 15 e 17.

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giovedì 20 luglio 2017

Accadde oggi: il 20 luglio 1969 avveniva lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11

« Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità. » Neil Amstrong
Apollo 11 fu la missione spaziale che per prima portò gli uomini sulla Luna, gli statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 20 luglio 1969 alle 20:18 UTC. Armstrong fu il primo a mettere piede sul suolo lunare, sei ore più tardi dell'allunaggio, il 21 luglio alle ore 02:56 UTC. Armstrong trascorse due ore e mezza al di fuori della navicella, Aldrin poco meno. Insieme raccolsero 21,5 kg di materiale lunare che riportarono a Terra. Un terzo membro della missione, Michael Collins, rimase in orbita lunare, pilotando il modulo di Comando che riportò gli astronauti a casa. La missione terminò il 24 luglio, con l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
Lanciata da un razzo Saturn V dal Kennedy Space Center, il 16 luglio, Apollo 11 fu la quinta missione con equipaggio del programma Apollo della NASA. La navicella spaziale Apollo era costituita da tre parti: un Modulo di Comando (CM) che ospitava i tre astronauti ed era l'unica parte che rientrava a Terra, un modulo di servizio (SM), che forniva il modulo di comando di propulsione, energia elettrica, ossigeno e acqua, e un Modulo Lunare (LM) per l'atterraggio sulla Luna.
La prima passeggiata lunare fu trasmessa in diretta televisiva per un pubblico mondiale.

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martedì 11 luglio 2017

Sul Sole una macchia gigantesca, grande quanto Giove

Larga 125mila chilometri, tra due giorni sarà di fronte alla Terra

Il Sole si sta avvicinando alla fase di minima attività, ma non troppo: sulla sua superficie è comparsa una macchia gigantesca, delle dimensioni di Giove. Si estende per 125.000 chilometri ed è già studiata da numerosi telescopi, a partire dal satellite della Nasa Sdo (Solar Dynamics Observatory).

La macchia extralarge si chiama AR2665 ed è visibile anche con telescopi solari amatoriali. Per il momento si trova vicino al bordo del disco del Sole, ''ma tra circa un paio di giorni arriverà al centro del disco e 'punterà' verso la Terra e a quel punto potremmo aspettarci fenomeni in grado di provocare tempeste magnetiche sul nostro pianeta'' ha detto all'ANSA Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per lo spaceweather della direzione scientifica dell'Inaf, e dell'università di Trieste.

''E' una tipica macchia di fine ciclo del Sole: è molto complessa dal punto di vista magnetico - ha aggiunto l'esperto - e si è formata a una bassa latitudine, perché quando la nostra stella si avvicina alla fase di attività minima le macchie tendono a formarsi verso l'equatore''.

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''Io ritorno tra le stelle''. La terza volta dell'astronauta Paolo Nespoli

 

 

sabato 8 luglio 2017

Stephen Hawking: "La terra scotterà come Venere"

In occasione del suo 75esimo compleanno, l’astrofisico Stephen Hawking attacca duramente il presidente Donald Trump 

Nell’intervista rilasciata alla BBC in occasione del suo 75esimo compleanno, l’astrofisico Stephen Hawking critica senza mezze misure la posizione del presidente americano Donald Trump, in relazione alla sua scelta di fare uscire gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi sul clima. Secondo l’astrofisico, le decisioni di Trump causeranno danni ambientali molto seri e in pochi anni il riscaldamento globale diventerà un processo irreversibile causando la fine del nostro pianeta.

Poi prende di mira l’intero genere umano ed indica una possibile soluzione al problema della “fine della terra”. Stephen Hawking nell’intervista rilasciata alla BBC non si limita a parlare solo di questo, ma affronta anche altri temi, come: la Brexit e il futuro della scienza nel Regno Unito, la sua malattia e alcuni obiettivi personali.

Il riscaldamento della terra

L’astrofisico britannico Stephen Hawking attacca Donald Trump per la decisione di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi. Sulla questione, dice: “Potrebbero verificarsi dei danni ambientali evitabili al nostro magnifico pianeta, mettendo in pericolo la natura per noi e i nostri figli.” Poi aggiunge: “Questa potrebbe essere una minaccia per l’ambiente. Siamo vicini al punto di non ritorno in cui il riscaldamento globale diventerà un processo irreversibile.”

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sabato 1 luglio 2017

E' l'Asteroid Day, occhi puntati sui 'sassi cosmici'

E' l'Asteroid Day, occhi puntati sui 'sassi cosmici'

Conto alla rovescia per l'Asteroid Day: il 30 giugno è la giornata internazionale dedicata agli asteroidi vicini alla Terra, i cosiddetti Neo (near Earth Objects) e alla loro sorveglianza. Sono previsti più di 700 eventi in 190 Paesi e sono numerose le iniziative orgaizzate in Italia. In programma anche una maratona online di 24 ore trasmessa dalla Tv della Nasa e dal Vrtual Telescope da Lussemburgo, che il canale ANSA Scienza e Tecnica  trasmetterà rispettivamente alle 19,00 e alle 21,00,  mentre l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha lanciato l'hashtag #Asteroid Day

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domenica 25 giugno 2017

Occhi su Saturno per tutta l'estate

La manifestazione dedicata al pianeta degli anelli durerà da giugno a settembre

Occhi e telescopi puntati sul pianeta degli anelli per tutta l'estate. La manifestazione 'Occhi su Saturno', giunta alla sesta edizione, quest'anno durerà da giugno a settembre, con oltre 100 eventi in tutta Italia tra serate di osservazione, conferenze e mostre.

L'iniziativa è promossa dall'Associazione Stellaria di Perinaldo (Imperia) quest'anno prevede eventi fino al 15 settembre, per celebrare anche la conclusione della missione Cassini, che sta esplorando il pianeta dal 2004. Come nelle precedenti edizioni è in programma, inoltre, una serata speciale, il 1 luglio, con eventi organizzati in contemporanea su tutta la penisola. ''Quest'anno abbiamo voluto 'allargare' la manifestazione per seguire la conclusione della missione Cassini e 'puntare gli occhi' anche sulla discesa della sonda nell'atmosfera del pianeta'' ha osservato l'ideatore dell'iniziativa Nicolò Conte, presidente dell'associazione Stellaria. 

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