domenica 18 febbraio 2018

Et non fa paura, anzi piacerebbe a molti

Lo indicano tre ricerche condotte in Usa


Dalla Guerra dei mondi a Indipendence day e Mars Attacks, sono tanti i film di fantascienza che hanno immaginato un'invasione ostile degli alieni, ma nella realtà agli esseri umani l'idea che possano esistere civiltà extraterrestri non fa paura, anzi piace molto. Lo indicano tre ricerche pubblicate sulla rivista Frontiers in Psychology e condotte negli Stati Uniti, presso l'Arizona State University, basate sull'analisi di articoli usciti su quotidiani e interviste.

"Se ci trovassimo faccia a faccia con forme di vita aliene saremmo molto contenti. Finora c'è stata molta speculazione su come avremmo risposto a questo tipo di notizia, ma di fatto non ci sono quasi studi empirici", ha osservato il coordinatore di una delle ricerche, Michael Varnum.

Nel primo studio sono stati passati in rassegna gli articoli pubblicati dal 1996, anno della scoperta del meteorite che aveva fatto pensare a eventuali microrganismi fossili, alle più recenti notizie sulla Tabby Star, che aveva fatto immaginare gigantesche costruzione di una civiltà aliena, e sull'asteroide  Oumuamua arrivato da un altro sistema planetario. Analizzando il linguaggio dei giornali con l'aiuto di un software, sono emersi emozioni e atteggiamenti quasi sempre positivi.
Nel secondo studio gli stessi ricercatori hanno chiesto a 500 persone di scrivere le loro possibili reazioni all'annuncio della scoperta di vita extraterrestre in forma di microrganismi. Anche in questo caso le risposte sono state ottimiste.

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venerdì 16 febbraio 2018

Gabriele Cremonese e l’esplorazione di Marte


Il suolo di Marte è più vicino di quanto pensassimo. Possiamo constatarlo con i nostri stessi occhi grazie alle foto che ci fornisce HiRISE, cioè il più grande telescopio mai realizzato per l’esplorazione del sistema solare, a bordo della Mars Reconnaissance Orbiter (MRO).
HiRISE è il più grande telescopio che sia mai stato costruito per una missione planetaria. È stato realizzato dalla NASA ed è in orbita intorno a Marte da 11 anni – ha dichiarato Gabriele Cremonese astronomo dell’Istituto nazionale di Astrofisica di Padova, co-principal investigator di CaSSIS, strumento di uno dei più importanti satelliti della nostra agenzia spaziale Europea, ossia il Trace gas Orbiter (TGO) della missione ExoMars, in orbita dal 2016 -. In questi 11 anni ha raccolto una quantità straordinaria di immagini e pensate che può arrivare ad una risoluzione di 30 centimetri”.

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giovedì 15 febbraio 2018

Satellite cinese fuori controllo cadra' sulla Terra. Italia nella zona "rossa"

Satellite cinese Tiangong-1 fuori controllo, precipiterà sulla Terra. Anche l'Italia tra le possibili aree di impatto.

Osservato speciale di questi ultimi mesi è il satellite cinese Tiangong-1, il quale da ormai un anno è stato dichiarato fuori controllo e destinato a precipitare sulla Terra. Il suo "rientro" è previsto nei primi mesi del 2018, quindi ormai dovrebbe essere imminente la sua caduta e proprio per questo la comunità scientifica sta intensificando il lavoro per riuscire ad individuare il punto di caduta della pioggia dei detriti.

Il satellite cinese Tiangong-1 è di notevoli dimensioni : è largo 16 metri e pesa oltre 8 tonnellate. Al suo rientro in atmosfera, a causa della forza d'attrito, tenderà a surriscaldarsi e ad esplodere in molti frammenti, alcuni dei quali potrebbero anche raggiungere il suolo terrestre a grandissima velocità. Stando all'università "La Sapienza" di Roma, dove il gruppo di studio S5 Lab coordinato da Fabrizio Piergentili e Fabio Santoni sta seguendo la situazione, è ormai certo che non si può in alcun modo modificare la rotta del satellite.

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mercoledì 14 febbraio 2018

Dallo spazio un cuore rosso per San Valentino

L'isola di Netrani ripresa dal satellite Sentinel-2 dell'Esa

Un cuore rosso per San Valentino. E' il dono dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) agli innamorati nel giorno della loro festa: in realtà si tratta di Netrani, una piccola isola disabitata a forma di cuore, situata a circa 20 chilometri al largo della costa dello stato indiano del Karnataka, nel Mar Arabico, che per l'occasione l'Esa ha voluto fotografare dallo spazio.

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venerdì 9 febbraio 2018

Nel deserto dell'Oman prove tecniche di sbarco su Marte

Collabora il dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università degli studi di Perugia


Il dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università degli studi di Perugia, con i ricercatori Maurizio Ercoli e Cristina Pauselli, è fra i protagonisti di Amadee-18, una missione su Marte simulata nel deserto dell'Oman. Amadee-18 è coordinata dall'Austrian Space Forum, ente specializzato nello sviluppo delle tute spaziali e delle procedure legate all'esplorazione umana del "Pianeta Rosso": il deserto dell'Oman è stato scelto per le sue caratteristiche geologiche analoghe al pianeta Marte.

Nell'ambito della missione, che porterà avanti esperimenti di medicina, robotica, astrobiologia e geoscienze, il dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università degli studi di Perugia, in collaborazione con l'Istituto di Astrofisica e Planetologia spaziali (Iaps) dell'Istituto nazionale di Astrofisica, ed in particolare di Alessandro Frigeri, contribuirà al ritorno scientifico di Amadee1-8 con l'esperimento "ScanMars", ovvero un'indagine geofisica eseguita con lo strumento "Ground Penetrating Radar" (Gpr) dello stesso dipartimento di Fisica e Geologia.

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mercoledì 7 febbraio 2018

Space X, una Tesla nello spazio: la Terra vista dall'auto di Elon Musk

Il super razzo Falcon Heavy di Elon Musk, fondatore di Space X nonché di tesla Motors, è partito da Cape Canaveral senza problemi, con a bordo una Tesla Roadster. Sul canale ufficiale di YouTube sono state trasmesse in diretta le immagini della Terra dallo spazio vista dall'auto, di cui vi proponiamo un estratto video

venerdì 26 gennaio 2018

Osservati i venti dei buchi neri

Riprodotti con una simulazione

Per la prima volta sono stati descritti i forti venti che soffiano intorno ai buchi neri quando questi mostri cosmici sono impegnati a consumare i loro voraci pasti. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, aiuta a capire come i buchi neri modifichino la loro massa e come influenzino l’ambiente che li circonda.

Gli astrofisici dell’Università canadese di Alberta, coordinati da Bailey Tetarenko, hanno individuato i venti dei buchi neri grazie a simulazioni al computer e all’analisi dei dati raccolti su alcuni di questi giganti voracissimi, mentre sono intenti a divorare stelle capitate troppo vicine. Tutto ciò che si trova, infatti, a breve distanza dal buco nero è destinato a essere inghiottito dalle sue fauci, luce compresa, a causa del suo incredibile abbraccio gravitazionale.

La materia risucchiata nel buco nero forma un enorme disco di accrescimento che può avere anche un diametro di 5 milioni di chilometri. Adesso gli astrofisici hanno osservato il comportamento dei venti generati durante i ‘pasti’ dei buchi neri, in grado di alterare la geometria del disco. 

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martedì 16 gennaio 2018

In arrivo RemoveDebris, il satellite che pulirà i rifiuti dello Spazio

Progettato in Italia Remove Debris avrà il compito di imprigionare i rifiuti cosmici che orbitano intorno alla Terra per disintegrarli a contatto con l'atmosfera.

ESA: la scia di detriti spaziali che orbita intorno alla Terra


Nell'orbita intorno alla Terra circolano alcune decine di migliaia di oggetti che misurano più di 10 centimetri e che rappresentano un problema per la sicurezza degli astronauti che operano nell'orbita terrestre. Per ovviare  questa situazione di crescente pericolo l'ingegnere italiano Guglielmo Aglietti ha progettato il satellite Remove Debris, che a marzo verrà lanciato verso la Stazione Spaziale Internazionale, la ISS, trasportato dalla navicella privata Dragon.
La stessa ISS è costretta periodicamente a modellare la sua traiettoria per evitare di scontrarsi con alcuni di questi detriti. Il satellite RemoneDebris avrà il compito di sganciare un nanosatellite che imprigionerà all'interno di una rete i rifiuti incontrati nell'orbita terrestre, grazie anche a un software intelligente capace di individuare la loro presenza attraverso un raggio laser. Sarà successivamente agganciato da un arpione che lo trascinerà verso un'orbita più bassa e verrà dispiegata una vela spaziale che rallenterà il RemoveDebrise, favorendone una disintegrazione controllata.

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giovedì 21 dicembre 2017

Arriva il giorno più corto dell'anno, al Sud durerà quasi 1 ora in più

Oggi il Sole protagonista con Saturno e le stelle cadenti 

L'arco che percorre il Sole nel suo moto diurno dall'alba al tramonto nel giorno del Solstizio dalla riserva naturale di Daccia Botrona (Gr) (fonte: Marco Meniero, www.meniero.it)

Conto alla rovescia per il solstizio d'inverno, che cadrà il 21 dicembre alle ore 16:28 segnando il giorno più corto dell'anno. Nella sua fugace apparizione, il Sole avrà un occhio di riguardo per il sud Italia, a cui donerà quasi un'ora di luce in più rispetto al nord. La notte più lunga sarà invece l'occasione per tentare di scorgere le ultime stelle cadenti del 2017, le Ursidi, che continueranno a illuminare il cielo fino a Natale. Un altro regalo del Sole, insomma, che domani sarà particolarmente pigro.

A Roma, per esempio, sorgerà alle 7:34 e tramonterà alle 16:42: il suo cammino nel cielo durerà a malapena 9 ore e 8 minuti, e culminerà a mezzogiorno raggiungendo l'altezza minima rispetto all'orizzonte. "Tutti sappiamo che il solstizio d'inverno segna il giorno più corto - spiega Paolo Volpini, dell'Unione astrofili italiani (Uai) - ma pochi sanno che la sua durata varia ampiamente in base alla latitudine, perfino lungo lo Stivale: a Palermo, per esempio, il giorno durerà quasi 25 minuti in più che a Roma e 55 minuti in più che a Belluno". 

Per il Sole sarà comunque una giornata breve ma intensa, che lo vedrà protagonista di una congiunzione 'fantasma' con Saturno. "Il 21 dicembre il pianeta terminerà il suo lungo periodo di permanenza nel cielo notturno, raggiungendo la minima distanza angolare dal Sole: la congiunzione non sarà visibile, ma sarà ugualmente importante - ricorda l'astrofilo - perché segnerà un punto di svolta: all'inizio dell'anno nuovo, infatti, Saturno tornerà ad essere visibile poco prima dell'alba".

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venerdì 15 dicembre 2017

Scoperto un sosia del Sistema Solare

Dal telescopio Kepler, con l'aiuto dell'intelligenza artificiale di Google

Scoperto un piccolo 'sosia' del Sistema Solare: è formato da otto pianeti che ruotano intorno alla stella Kepler-90, distante 2.545 anni luce. L'ottavo componente di questa 'famiglia' da record è stato scovato da un sistema di intelligenza artificiale di Google, che ha vagliato i dati relativi a 35.000 possibili pianeti raccolti dal telescopio Kepler. La scoperta, pubblicata sull'Astronomical Journal, è annunciata della Nasa in una conferenza stampa.

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L'asteroide Fetonte mai così vicino da 34 anni - DIRETTA DALLE 9,00


giovedì 14 dicembre 2017

Atterrata la Soyuz, AstroPaolo è tornato


E' atterrata la navetta russa Soyuz. L’astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Paolo Nespoli è rientrato a Terra insieme ai suoi compagni di equipaggio, l'americano Randy Bresnik e il russo Sergei Ryazansky, con i quali il 28 luglio aveva fatto il viaggio di andata.. Dopo 139 giorni si conclude così la missione Vita, dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). L’atterraggio, nella steppa del Kazakhstan, è avvenuto puntualmente alle 9,38 italiane. 


Paolo Nespoli è stato il secondo a uscire dalla navetta, dopo il russo Sergei Ryazansky, quindi è stata la volta dell’americano Randy Bresnik. Ad accoglierli il freddo della steppa, con meno 16 gradi, ma anche tanto entusiasmo.

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sabato 9 dicembre 2017

In arrivo le Geminidi e l'asteroide Phaeton: "Lo show più bello dell'anno"

Le stelle cadenti di dicembre, secondo gli astronomi, saranno le più intense del 2017, meglio delle Perseidi di agosto, disturbate dal bagliore lunare. Il picco nella notte tra il 13 e il 14. Il 16 invece occhi al cielo per il passaggio del corpo celeste che le ha originate, alla minima distanza dalla Terra



COPRITEVI bene e uscite, anche se fa freddo, ne varrà la pena perché potrete vedere le stelle cadenti più spettacolari dell'anno. Le Geminidi hanno già fatto il loro debutto annuale sullo schermo della volta celeste all'inizio di dicembre ma il clou, le notti in cui la pioggia di meteore toccherà il suo picco, cadrà nella notte tra il 13 e il 14. Secondo gli astronomi lo show sarà il più intenso del 2017, superiore anche alle Perseidi di agosto, che sono state disturbate dalla presenza ingombrante della Luna. Eccezionalmente quest'anno assieme alle Geminidi troveremo anche il loro "genitore", l'asteroide Phaethon infatti è il responsabile della loro origine e ci farà visita, sfrecciando (a distanza di sicurezza) vicino alla Terra.

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