venerdì 13 ottobre 2017

Il record spaziale di Astropaolo, 6.000 ore in orbita

Il fumettista Leo Ortolani gli dedica una vignetta di Rat-Man

Seimila ore nello spazio. E' il record raggiunto il 12 ottobre da AstroPaolo in orbita dal 28 luglio scorso a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per la missione "Vita" dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Paolo Nespoli ha infatti totalizzato complessivamente ben 250 giorni in orbita, considerando le sue prime due missioni, del 2007 e del 2010-11, e quella tutt'ora in corso.

"Un record assoluto - sottolinea l'Agenzia Spaziale Italiana - la più lunga permanenza di un italiano nello spazio!" E c'è chi ha pensato di festeggiare questo record in maniera speciale: il noto fumettista Leo Ortolani ha infatti dedicato all'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) una divertente vignetta di Rat-Man, il topo-supereroe protagonista di "C'è Spazio per Tutti", il primo albo a fumetti ad aver volato in orbita.

Nella vignetta, Rat-Man si congratula per le 6mila ore nello spazio, ma Nespoli sembra più preoccupato che, dopo tanta assenza dalla terra, il ticket del parcheggio della sua auto sia ormai scaduto. 

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Planetario e Osservatorio Astronomico di Cà Del Monte

Venerdì 13 ottobre: I Buchi neri - Segue osservazione astronomica al telescopio

mercoledì 4 ottobre 2017

L'era spaziale ha 60 anni, il 4 ottobre 1957 volava lo Sputnik

E' stato il primo satellite artificiale

In Italia erano le quasi 23,00 del 4 ottobre 1957 quando Radio Mosca annunciò in inglese che l'Unione Sovietica aveva lanciato in orbita il primo satellite artificiale. Lo Sputnik 1 brillava nel cielo, inseguito dai telescopi di tutto il mondo, e il suo 'bip' veniva ascoltato da radioamatori increduli.

L'era spaziale è iniziata così, 60 anni fa, in uno scenario profondamente diverso da quello attuale. Se oggi lo spazio significa soprattutto cooperazione e astronauti russi, europei, americani e giapponesi vivono e lavorano sulla Stazione Spaziale Internazionale, 60 anni fa il lancio dello Sputnik scatenava un'agguerrita corsa allo spazio fra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Lo Sputnik, il cui nome significa 'satellite', era stato lanciato in occasione dell'Anno Geofisico Internazionale da quella che oggi è la base russa di Baikonur, nel Kazakhstan, e che allora era un luogo assolutamente segreto. Era uscito alle 7,00 in punto del mattino dall'edificio di integrazione finale e ancora oggi è esattamente alla stessa ora che ogni lanciatore e la sua capsula vengono trasportati sul Treno del cosmo per raggiungere la rampa di lancio, in una sorta di scaramanzia che accompagna ogni missione, nella speranza di ripetere quel successo senza precedenti. A portare in orbita lo Sputnik era stato un razzo R-7, derivato dal primo missile balistico intercontinentale.

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lunedì 2 ottobre 2017

La Luna signora del cielo di ottobre

'Danza' con i pianeti e il 28 è la protagonista del Moonwatch Party

La Luna è la protagonista del cielo di ottobre: 'danza' con i pianeti e il 28 avrà gli occhi di tutto il mondo puntati addosso perché si celebra il Moonwatch Party, la Notte della Luna. Nella prima metà del mese tra le 19,00 e le 21,00 ci sono anche molte opportunità di osservare il passaggio della Stazione Spaziale Internazionale, a bordo della quale si trova l'astronauta Paolo Nespoli e che appare come un puntino luminoso che scorre velocemente nel cielo, come un satellite.

''L'evento di maggior rilievo di ottobre è l'edizione 2017 della Notte della Luna'', ha detto Paolo Volpini, dell'Unione Astrofili Italiani (Uai). L'International Observe the Moon Night (InOMN) è una iniziativa lanciata a livello mondiale da numerose organizzazioni, tra cui la Nasa, e in Italia è promossa da Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Uai.

In occasione della sua serata, il 28 ottobre, la Luna sarà poco oltre il primo quarto: la fase ideale per osservarla al telescopio perché si vedono i crateri e i monti. La Luna è anche protagonista anche di numerose congiunzioni, a partire dall'8 ottobre, quando sorgerà accompagnando l'ammasso stellare delle Pleiadi. Il 17 ottobre, invece, prima del sorgere del Sole si potrà osservare, tra le stelle della Vergine, la sottile falce di Luna calante sorgere seguita da Marte e Venere.

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giovedì 28 settembre 2017

Anche l'Italia cattura la sua prima onda gravitazionale


E' stata generata dalla fusione di due buchi neri a 1,8 miliardi di anni luce. Per la prima volta il segnale è stato catturato anche da Virgo, lo strumento italiano dell'Infn. E' la quarta osservazione in appena un anno e mezzo: le onde predette da Einstein promettono di rivoluzionare il nostro modo di guardare l'universo



Ha aperto gli occhi il primo agosto, dopo un lungo periodo di ammodernamento. E subito, il 14 di quel mese, l'antenna italiana Virgo ha catturato la sua prima onda gravitazionale. Anche questa violentissima "scossa" alla trama dello spazio-tempo è stata generata dalla collisione di due buchi neri, avvenuta a 1,8 miliardi di anni luce da noi (e quindi 1,8 miliardi di anni fa). E' la quarta osservazione in quasi due anni: segno che le onde gravitazionali possono diventare un nuovo ramo dell'astronomia, capace di leggere fenomeni estremamente violenti e inosservabili con altri strumenti, almeno per quanto riguarda i buchi neri. E fra le scommesse alla vigilia dell'assegnazione del Nobel (la fisica è prevista per il 3 ottobre) la scoperta di queste onde, prodotte da fenomeni estremamente violenti nell'universo e previste dalle teorie di Einstein oltre un secolo fa, è fra le favorite. La diretta dell'annuncio può essere seguita il 27 agosto dalle 18 e 30 in webcast sul sito di Virgo. L'annuncio è stato dato nell'ambito del G7 della scienza a Torino.

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martedì 26 settembre 2017

La Pianura Padana come una ragnatela

Nell'obiettivo di AstroPaolo la sua Lombardia

La pianura Padana di notte, come una grande ragnatela: AstroPaolo ha fotografato la sua Lombardia sfruttando uno dei passaggi della Stazione Spaziale sull'Italia e ha catturato un'altra immagine bellissima.

''Milano e la Pianura Padana sembrano davvero un'unica gigantesca brillante ragnatela'', scrive su Twitter l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Nella fitta rete di luci spiccano quelle più grandi e luminose di Milano, dove Paolo Nespoli ha studiato.

E' brillante e di una bellezza mozzafiato anche la spettacolare aurora colta dall'astronauta mentre si accende e poi comincia a danzare con i sui colori nelle regioni polari. ''Una splendida aurora... Di una bellezza spaziale!'',scrive AstroPaolo.

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martedì 19 settembre 2017

Planetario e Osservatorio Astronomico Cà del Monte (PV)

...l'universo a un passo da te!


Programmazione settembre:  Scarica QUI il nuovo programma autunno 2017 in PDF

Osservatorio
 
La zona dell'Oltrepò, data la sua specifica collocazione geografica, è il luogo ideale per l'osservazione astronomica. La vicinanza del mare, infatti, conferisce all'atmosfera una straordinaria stabilità che permette di godere di un cielo terso e trasparente. Ed è proprio per questo motivo che qui con noi al Planetario e Osservatorio di Ca' del Monte, sotto uno dei cieli più bui dell'italia nord-occidentale, è possibile connettersi al territorio e alla volta celeste per ammirarne la loro bellezza ed infinita profondità.

La peculiare struttura ad arco dell'Osservatorio è armonicamente inserita nel fianco della collina ed è concepita proprio per costruire un dialogo continuo e integrato tra le attività di ricerca, didattica e divulgazione. I diversi ambienti che costituiscono la struttura (la cupola centrale del Planetario, le due laterali e il teatro retrostante) sono interconnessi tra loro nello svolgimento dell'attività di osservazione che va dalla raccolta ed elaborazione dei dati fino alla loro comunicazione ai diversi utenti coinvolti.

Le cupole laterali sono principalmente dedicate alla ricerca e coinvolte nell'attività osservativa contestualmente alla strumentazione mobile, composta da binocoli giganti e telescopi.
La cupola centrale, invece, ha un diametro di 7,5 metri, accoglie oltre 60 posti a sedere e ospita il planetario digitale, suggestivo strumento per la conoscenza del cielo attraverso il quale sperimentare, in prima persona e con l'ausilio di proiezioni, distanze e fenomeni astronomici.

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lunedì 18 settembre 2017

La prima mappa completa dell'acqua sulla Luna

E' presente quasi ovunque

Pronta la prima mappa completa dell'acqua sulla Luna, con distribuzione e concentrazione. Pubblicato sulla rivista Science advance, il risultato si deve ai ricercatori della Brown University, guidati da Shuai Li. Dopo la scoperta avvenuta nel 2009 sul suolo lunare di acqua e di una sua molecola collegata, l'idrossile (composto da un atomo di idrogeno e di ossigeno), i ricercatori sono riusciti a ricalibrare i dati raccolti dallo strumento Moon Mineralogy Mapper della Nasa, che ha volato a bordo della sonda indiana Chandrayaan-1, diventata celebre appunto per aver individuato ghiaccio d'acqua sulla Luna.

"La 'firma' dell'acqua è presente quasi ovunque sulla superificie lunare, e non solo nelle regioni polari come riportato in un primo momento", sottolinea Li. "Aumenta verso i poli e non ci sono differenze significative a seconda delle composizioni dei terreni", continua. La concentrazione massima trovata, tra le 500 e 750 parti per milione, si ha alle latitudini più alte, e, pur essendo minore di quella delle sabbie dei deserti più secchi della Terra, "è comunque qualcosa. Adesso che sappiamo dove si trova l'acqua e in quali quantità, possiamo pensare a dove valga la pena estrarla", aggiunge Ralph Milliken, coautore dello studio. 

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venerdì 8 settembre 2017

Tempesta magnetica dopo la più forte eruzione solare degli ultimi 11 anni. E stasera ne arriva un'altra

Ha creato problemi a comunicazioni radio e navigazione Gps, ma anche aurore spettacolari



E' ARRIVATA ed è stata più intensa del previsto, la tempesta magnetica innescata dalla più potente eruzione solare degli ultimi 11 anni. E' stata classificata G4 nella scala da 1 a 5 e ha provocato blackout radio, problemi ai sistemi di navigazione Gps, e aurore che hanno fermato il traffico. Lo sciame di particelle elettricamente cariche scagliate dall'eruzione "ha colpito il campo magnetico della Terra alle 1,56 (ora italiana), qualche ora prima rispetto alle previsioni iniziali", ha detto all'ANSA il fisico solare Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell'Inaf e dell'università di Trieste. 

Adesso la tempesta è diventata più debole, ha aggiunto, ma questa notte era classificata di classe G4, cioè severa, nella scala di intensità che va da 1 a 5. 'La tempesta - ha proseguito Messerotti - ha creato problemi alle comunicazioni radio nelle regioni polari e anche a latitudini più basse e ha disturbato i sistemi di navigazione Gps perché l'atmosfera era ricca di particelle elettricamente cariche e i ricevitori a Terra non riuscivano a captare i segnali inviati dai satelliti Gps". Il fenomeno ha innescato anche aurore spettacolari, molto più brillanti del solito, visibili in tutte le zone polari, ma anche a latitudini più basse come l'Arkansas, negli Stati Uniti. In Scandinavia, secondo il sito Spaceweather, le aurore sono state così brillanti che hanno bloccato il traffico

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Tempesta magnetica in atto, la più intensa degli ultimi 11 anni

 

 

La vita passata su Marte diventa più probabile

Confermata la presenza di un ingrediente fondamentale 

Aumentano le probabilità che in passato Marte possa aver ospitato la vita, con la conferma della presenza sul suolo marziano di un elemento, il boro, la cui scoperta era stata annunciata per la prima volta nel dicembre 2016. Il risultato, otenuti nei Laboratori statunitensi di Los Alamos (Lanl) è pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.

A identificare a presenza del boro è stato il robot laboratorio della Nasa Curiosity, che sta esplorando il suolo di Marte dall'agosto 2012 e che ha trovato le tracce di questo elemento nel cratere Gale. Il boro è un elemento chimico che svolge un ruolo importante nella formazione dell'acido ribonucleico, l'Rna, la molecola della vita che è il braccio destro del Dna. "Trovare il boro su Marte, rende più probabile che in passato il pianeta possa aver ospitato la vita", spiega Patrick Gasda, autore principale dello studio. "I borati - ha aggiunto - rappresentano un possibile ponte tra molecole organiche semplici e Rna. Senza l'Rna, non c'è la vita".

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domenica 3 settembre 2017

AstroPaolo fotografa lo stretto di Messina

Intanto si prepara a salutare l’astronauta dei record, Peggy Whitson

Ancora una volta è l'Italia la protagonista delle foto dell'astronauta Paolo Nespoli che pubblica su Twitter una bellissima immagine dello stretto di Messina, con un pensiero a Scilla e Cariddi. Intanto AstroPaolo si prepara a salutare l'astronauta dei record, Peggy Whitson, che il 2 settembre ritornerà a Terra. ''Scilla e Cariddi... Per fortuna noi argonauti dello spazio siamo salvi a questa altezza!'' ha scritto su Twitter riferendosi al mito greco degli Argonauti, i conquistatori del mitico vello d'oro, che durante il loro viaggio sulla nave Argo, nello stretto di Messina dovettero affrontare i mostri Scilla e Cariddi.

Nella foto si vedono due lembi di Sicilia e Calabria separati dal mare di un colore azzurro mozzafiato. Nel frattempo, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) si prepara a salutare Peggy Whitson e gli altri due astronauti in partenza: il russo Fyodor Yurchikhin e l'americano Jack Fischer.

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mercoledì 30 agosto 2017

Un asteroide...

UN ASTEROIDE classificato come “potenzialmente pericoloso” transiterà nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre non lontano dal nostro pianeta, ma comunque a distanza di sicurezza. È poco più grande della cometa esplorata da Rosetta, circa 4,3 chilometri di diametro, e passerà a poco meno di sette milioni di chilometri (18 volte la distanza tra la Terra e la Luna). Si chiama FLORENCE. Non abbastanza per costituire un rischio di impatto ma vicino a sufficienza da poter essere visto comodamente con un binocolo o un piccolo telescopio anche dall'Italia.

Fonte

martedì 22 agosto 2017

Altri cinque possibili 'fratelli' della Terra, due abitabili

Individuati intorno a stelle 'vicine di casa' del Sole

Dopo la scoperta dei pianeti di Trappist-1, si aggiungono altri cinque possibili 'fratelli' della Terra che si troverebbero dietro l'angolo, in orbita intorno a stelle vicine a noi: il primo pianeta, descritto sull'Astrophysical Journal, potrebbe trovarsi a 16 anni luce, intorno alla stella Gliese 832; altri quattro, descritti su Astronomical Journal, sono stati individuati a 12 anni luce da noi intorno alla stella tau Ceti, e due di essi orbiterebbero nella cosiddetta zona abitabile, ossia a una distanza tale dalla loro stella da poter avere acqua liquida in superficie.

Questi quattro pianeti, con masse pari a 1,7 volte quella terrestre, sono tra i più piccoli mai scoperti intorno a una stella simile al Sole e così vicina. La loro presenza è stata individuata grazie agli strumenti dell'Osservatorio europeo australe (Eso) e dell'Osservatorio Keck alle Hawaii, che hanno permesso di riconoscere le piccolissime oscillazioni della stella madre (circa 30 centimetri al secondo) dovute al loro 'abbraccio' gravitazionale. 

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