martedì 30 dicembre 2008

Un pianeta extrasolare simile alla Terra













Un nuovo pianeta extrasolare con caratteristiche molto
simili a quelle della Tera, orbitante intorno alla stella Giese 581, è stato individuato da un gruppo di ricercatori dell'osservatorio Eso, European Southern Observatory, un'organizzazione astronomica internazionale, creata nel 1962, di cui fanno parte, al momento, dieci nazioni dell'Unione Europea.
Il nuovo pianeta, situato a circa venti anni luce da noi, è grande circa una volta e mezza la Terra, ha una massa cinque volte superiore e dovrebbe avere una temperatura compresa tra 0 e 40 gradi, inoltre, secondo i ricercatori, si tratta di un pianeta roccioso e con molta probabilità sulla superficie è presente acqua allo stato liquido, un insieme di caratteristiche che potrebbero aver permesso la nascita di forme di vita elementari.
Il nuovo pianeta è stato individuato da un gruppo di ricercatori provenienti da Svizzera, Francia e Portogallo grazie all'ausilio di un telescopio da 3,6 metri dell'Eso di base a La Silla, in Cile. E' infatti in Sud America (Cile) che l'Osservatorio Europeo Meridionale ha la maggior parte dei suoi osservatori, i centri amministrativi si trovano invece a Garching, una piccola cittadina della Germania. Nel deserto di Atacama, in Cile, l'ESO ha due dei più grandi osservatori mai costruiti, l'Osservatorio di La Silla e l'Osservatorio del Paranal, quest'ultimo comprende il Very Large Telescope ed il VLT Survey Telescope.
Il pianeta si trova nella costellazione della Bilancia ed è attualmente (Aprile 2007) il più piccolo corpo celeste che sia mai stato scoperto fuori dal nostro sistema solare. A differenza della terra, gira intorno al suo sole in soli 13 giorni. La distanza dalla sua stella, Gliese 581, è 14 volte inferiore alla distanza che la Terra ha dal Sole.
Gliese 581 è una nana rossa, ha una massa pari ad un terzo di quella del Sole, una luminosità 50 volte inferiore ed è molto meno calda, per questo motivo anche se il pianeta extra solare si trova molto più vicino rispetto alla distanza Terra-Sole è nella cosiddetta "zona abitabile", una collocazione che permetta all'acqua di esistere allo stato liquido sulla superficie.
Xavier Delfosse, dell'Università di Grenoble, spiega che l'acqua allo stadio liquido è essenziale per la vita come la conosciamo, inoltre, per la sua temperatura e la nostra relativa vicinanza a questo pianeta, sarà probabilmente una meta importantissima per le future missioni spaziali alla ricerca di forme vita extraterrestre.
L'astrofisico Steve Maran aggiunge che questo appena scoperto, anche se non si sa ancora come si possa differenziare dalla terra, è il pianeta che vi assomigli di più degli oltre duecento scoperti fino ad oggi.
Il prossimo obiettivo degli scienziati sarà quindi quello di capire se il nuovo pineta possa essere abitato.

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martedì 23 dicembre 2008

La stella di Natale

Quando Gesù fu nato a Betlemme di Giudea ai tempi del Re Erode, ecco apparire dall'Oriente a Gerusalemme alcuni Magi, i quali andavano chiedendo dove fosse nato il Re dei Giudei, perché - dicevano - avevano visto la sua stella al suo sorgere ed erano venuti ad adorarlo [...]. Allora Erode, accolti segretamente i Magi, si informò accuratamente da loro circa l'epoca in cui la stella era apparsa [...]. Udito il re, essi partirono ed ecco, la stella che avevano visto al suo sorgere, apparve di fronte a loro, finché si arrestò sul luogo dove stava il Bambino. Matteo (II, 1-2)


In ogni presepio del mondo, sopra la grotta che ospita la sacra famiglia, o sulla punta dell'albero addobbato per la festa, trova posto da tempo immemorabile una splendente stella cometa. Vuole la tradizione che i re Magi fossero stati guidati nel luogo dove nacque Gesù proprio da una luminosa cometa, divino messaggero del glorioso evento. Ma quanto c'è di verificabile, dal punto di vista astronomico, in questa affascinante rappresentazione? La stella dei Magi è esistita davvero?
I progressi odierni della scienza permettono, grazie a computer con programmi di calcolo sempre più potenti ed all'affinamento dell'indagine storiografica ed archeologica di ricostruire con grande precisione il cielo notturno osservato dai nostri progenitori migliaia di anni e di dare un contributo decisivo alla risoluzione di un "caso" affascinante ed assai complicato.
L'interesse degli astronomi per la stella di Betlemme è sempre stato vivo e non accenna a diminuire: dopo duemila anni si susseguono ancora interpretazioni e studi al riguardo. Superata come è giusto che sia la volontà di far corrispondere fatti ed eventi scientificamente provati alle parole degli Evangelisti, come se l'attendibilità delle Sacre Scritture dovesse risiedere nella verificabilità storica e scientifica dell'interpretazione letterale, pare sia mantenuta solo dagli astronomi la speranza di poter conferire un senso preciso a questo astro misterioso.

Quando nacque Gesù?

Diventa necessario per la nostra indagine andare alla ricerca di tutti i possibili fenomeni astronomicamente rilevanti, e possibilmente riportati nelle cronache dell'epoca, avvenuti in corrispondenza della nascita di Gesù.
Questa viene celebrata, come tutti sappiamo, il 25 dicembre: ma nel passato le cose andavano ben diversamente. Su questa data per lungo tempo la comunità cristiana fu dubbiosa, visto che mancava al riguardo una tradizione apostolica. L'origine della natività del 25 dicembre andrebbe considerata nell'ottica di un'importante festa pagana, la celebrazione del Sol invictus, dio del Sole e signore dei pianeti: in quei giorni, infatti, avviene il solstizio invernale, che segna il momento a partire dal quale il Sole riprende il suo moto in salita sull'eclittica (1) facendo allungare di conseguenza le giornate. Il messia veniva spesso descritto come "Sole di giustizia" e lo stesso vangelo ne parla a volte paragonandolo al Sole. Ecco spiegata la preferenza per questa data, anche se probabilmente non è esatta: la scelta del 25 dicembre sembra quindi essere derivata dalla necessità, per la nuova religione del Cristianesimo che si stava diffondendo, di contrapporre una festa cristiana ad una pagana, ed è stata accettata come storicamente certa da Sant'Agostino verso la metà del IV secolo.
Ricordiamo che in Palestina e a Gerusalemme ancora fino al V secolo era comunque l'Epifania ad essere festeggiata in memoria della nascita di Cristo. Storici famosi come Clemente Alessandrino propendevano per il 6 gennaio, altri per il 10 gennaio o il 25 marzo. Consideriamo allora come intervallo temporale accettabile per la nascita di Cristo il periodo dal 20 dicembre al 20 marzo. E per quanto riguarda l'anno di nascita?
L'anno zero della nostra epoca fu stabilito dal monaco Dionigi il piccolo vissuto nel VI secolo: dopo laboriosi calcoli ed indagini egli si convinse che coincidesse con il 754° anno dalla fondazione di Roma. Oggi sappiamo che Dionigi sbagliò in eccesso di almeno quattro anni. Nella lettura dei Vangeli vi sono riferimenti che ci aiutano a fissare un limite superiore ed uno inferiore alla nascita di Cristo.
Lo storico Giuseppe Flavio racconta che Erode morì in un giorno intermedio tra un'eclisse di Luna visibile a Gerico e la Pasqua ebraica successiva. Conti alla mano si scopre che questa eclisse avvenne nella notte tra il 13 e il 14 Marzo dell'anno 4 avanti Cristo. Allora, essendo Erode morto nella primavera del 4 a.C. ed essendo stato visitato dai Magi quando Gesù era già nato, Gesù stesso deve essere venuto alla luce come minimo quattro anni prima di quanto vuole la tradizione. D'altra parte questa data non può essere anticipata oltre il 7 a.C., perché questo è l'anno del censimento voluto da Augusto in conseguenza del quale - secondo l'evangelista Luca - Giuseppe e Maria, genitori di Gesù, furono costretti a tornare nella natia Betlemme. Fu allora che Erode "mandò ad uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il territorio dall'età di due anni in giù, secondo il tempo del quale s'era esattamente informato dai Magi", Matteo (2,16).

Chi erano i magi?

I Magi appartenevano originariamente una delle dei tribù in cui era diviso il popolo dei Medi. Essi costituivano la classe sacerdotale: in Persia infatti, dove vivevano, il loro nome assunse il significato generico di sacerdoti. I Magi esercitavano la professione che oggi definiremo astrologia: alla corte di Babilonia essi interpretavano i segni celesti, osservando i moti delle stelle e dei pianeti, traendone auspici favorevoli o meno. La "stella" che essi videro era uno di quei segni con i quali presso i pagani la divinità rendeva noti i propri disegni. Alcuni testi arabi collegano i Magi alla religione iranica e a Zoroastro "fondatore della dottrina del magismo", al quale veniva attribuita tra le altre cose anche la profezia della nascita di Cristo.
Oggi sorridiamo del fatto che gli astri possano avere un'influenza prevedibile sul nostro agire quotidiano, o che tantomeno permettano di predire eventi futuri: l'astrologia ha perso ogni fondamento di scientificità, anche presunta, con l'avvento del metodo scientifico nel 16° secolo. Non dobbiamo dimenticare tuttavia che astronomia e astrologia hanno proceduto di pari passo per secoli, la prima al servizio della seconda. Fu a causa della creduta influenza dei corpi celesti sul destino dell'uomo che i sapienti dell'epoca affinarono la propria conoscenza sull'astronomia posizionale.



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giovedì 18 dicembre 2008

Le comete


Le comete sono tra i corpi celesti più caratteristici e affascinanti, grazie alla loro lunga coda luminosa. Esse hanno sempre affascinato e intimorito l'uomo per il loro aspetto e la loro improvvisa apparizione in cielo. Secondo le antiche credenze popolari, le comete erano portatrici di sventure, pestilenze e guerre.
In realtà, esse non sono altro che innocue "palle di neve sporca", composte da rocce mescolate a gas congelati, acqua, metano, ammoniaca e polvere.

Le comete provengono da un insieme di milioni e milioni di corpi rocciosi, detto "nube di Oort". Questa nube, a forma di guscio sferico, si trova ai confini del Sistema Solare e si estende fino a cinquantamila volte la distanza Terra-Sole.
Le comete si trovano nella nube di Oort fin da quando il Sistema Solare si è formato e si sono conservate uguali ad allora, come in un grande "frigorifero cosmico". Ogni tanto, quando qualche cosa disturba la loro orbita, uno di questi pezzi di roccia ghiacciata sfugge dalla nube e si avvicina al Sole a grande velocità. Esso entra in un'orbita molto allungata e diventa una cometa.
Alcune comete percorrono un'orbita chiusa, di forma ellittica, perciò si ripresentano periodicamente, mentre altre percorrono un'orbita aperta e quindi passano solo una volta in prossimità del Sole.

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lunedì 15 dicembre 2008

Orsa Maggiore, il grande carro









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Questa è la terza costellazione in ordine di grandezza, è sicuramente la costellazione più conosciuta. Contiene la nana rossa Lalande 21185, mag. 7.5, distante 8.1 a.l., la quarta stella più vicina al nostro sistema solare. Questa stella si pensa possa ospitare un sistema solare simile al nostro. All'interno dell'orsa maggiore vi sono anche delle galassie, alcune delle quali sono osservabili con un telescopio amatoriale.

alfa Ursae majoris (Dubhe, l’orsa), mag. 1.8, una gigante gialla distante 75 a.l. Ha una compagna molto stretta di mag. 4.8, visibile solo con un telescopio di almeno 220 mm, che le ruota intorno con un periodo orbitale di 44 anni.

beta UMa (Merak, lombo), mag. 2.4, è una stella bianca distante 62 a.l.

gamma UMa (Phecda, coscia), rnag. 2.4, è una stella bianca distante 75 a.l.

delta UMa (Megrez, radice della coda), mag. 3.3, è una stella bianca distante 65 a.l.

epsilon UMa (Alioth), distante 78 a.l., una stella bianca variabile tra mag. 1.7 e 1.8 con un periodo di 5.1 giorni.

zeta UMa (Mizar), mag. 2.3, è una celebre stella multipla. Con buoni occhi, o con un binocolo, è visibile una compagna di mag. 4.0, Alcor. Mizar è distante 60 a.l., dalla Terra e Alcor 80 a.l., troppo discoste per far parte di una autentica binaria. Con un piccolo telescopio si può vedere che Mizar ha un’altra compagna di mag. 4.0, più vicina ad essa e con la quale è legata fisicamente. Questa stella fu scoperta con un telescopio da Giovanni Riccioli, nel 1650. Nel 1889, E. C. Pickering scoprì che Mizar è anche una binaria spettroscopica. La compagna di Mizar è un’altra binaria spettroscopica, e tale è anche Alcor.

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mercoledì 10 dicembre 2008

Orsa Minore, il piccolo carro

Nomi delle 88 Costellazioni

Costellazione dell'Ursa minor ( L'ORSA MINORE, IL PICCOLO CARRO )






Questa costellazione era nota fin dal 600 a.C., assemblata da Talete. L'orsa minore contiene il polo nord celeste, e ospita la stella Polaris, nota appunto come stella Polare. Nel 2100 la stella polare per effetto della precessione raggiungerà la massima vicinanza al polo, da allora però si allontanerà sempre più. Le stelle beta e gamma Ursae minors prendono il nome anche di Guardiani del polo.

alfa Ursae minoris (Polaris o Cynosura) è una supergigante gialla distante circa 700 a.l. È una variabile cefeide che varia tra mag. 2.1 e 2.2 con un periodo di circa 4 giorni. Polaris è anche una stella doppia, con una compagna di 9&ordt; magnitudine visibile con un piccolo telescopio.

beta UMi (Kochab), mag. 2.1, è una gigante arancio distante 95 a.l.

gamma UMi (Pherkad), mag. 3.1, è una stella bianco-azzurra distante 230 a.l. La stella di 5&ordt; magnitudine 11 UMi che si vede vicino non ha con essa alcun legame fisico.

delta UMi, mag. 4.4, è una stella bianco-azzurra distante 140 a.l.

epsilon UMi, mag. 4.2, distante 200 a.l., è una gigante gialla con una compagna più debole che la eclissa ogni 39.5 giorni, provocando una variazione di circa 1/10 di magnitudine, non avvertibile a occhio nudo.

zeta UMi, mag. 4.3, è una stella bianco-azzurra distante 110 a.l.

eta UMi, mag. 5.0, è una stella bianca distante 91 a.l.


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domenica 7 dicembre 2008

Pianeti a grappoli

Il telescopio Gemini North del Keck (Hawai) ed il telescopio spaziale Hubble stanno facendo a gara nello scoprire pianeti extrasolari attraverso immagini dirette. Una nuova fase di ricerca si sta aprendo…

Fino a poco tempo fa i pianeti attorno ad altre stelle si trovavano essenzialmente in tre modi: con le curve spettroscopiche che evidenziavano la presenza di uno o più corpi planetari attraverso lo spostamento delle righe dello spettro stellare (a seconda se il pianeta si avvicinava o si allontanava da noi). Con l’occultazione della stella da parte del pianeta (un leggero calo di luminosità dovuto al passaggio del pianeta davanti all’astro). Con l’effetto di microlensing (di cui abbiamo già parlato in questo sito), che evidenzia il pianeta attraverso la deformazione e l’intensificazione dell’immagine distorta di un oggetto lontanissimo occultato dalla stella più vicina. Ora siamo arrivati alle osservazioni dirette, sicuramente ancora più affascinanti.

Ecco quindi la coppia di pianeti ripresi alle Hawaii con l’ottica adattiva (la stella centrale è stata oscurata) che rivolvono attorno a HR 8799, astro di 1.5 masse solari, più giovane e distante 130 Anni Luce dal Sole. Il sistema planetario è ancora in formazione, ma si vedono benissimo i due pianeti b) e c). Il più vicino (a 40 Unità Astronomiche) è circa 10 volte la massa di Giove, l’altro (a 70 UA) circa 7.

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giovedì 4 dicembre 2008

Buchi neri galattici: cuori solitari

Una nuova meravigliosa analogia con l’essere umano coinvolge i buchi neri galattici. Questo “mostro” cannibale, come spesso viene descritto, può invece paragonarsi ad un vero e proprio “cuore” che batte e sostiene la vita dell’intera galassia.

Buchi neri galattici: cuori solitari

La galassia M84 vista a raggi X

e nel visibile. Al centro si intuisce il

suo enorme “cuore” pulsante


Il NASA’s Chandra X-Ray Observatory non smette mai di fornirci immagini incredibili e di fare scoperte a volte stupefacenti. L’osservazione continua della galassia M84 e del suo buco nero centrale ha mostrato che l’energia liberata dall’oggetto centrale non viene espulsa violentemente in modo repentino e drammatico, ma con un ritmo continuo ed estremamente dolce. E’ come se fosse un “cuore” che a ritmo costante pompasse la sua energia verso l’esterno mantenendosi vivo e aiutando la nascita di nuove stelle. Il “cibo” che proviene dalla materia circostante viene catturato dal buco nero e poi rilasciato sotto forma di energia, ritmicamente e con estrema gentilezza. Nessuna violenza, ma un’attenta gestione del delicatissimo equilibrio che regola una struttura così complessa come una gigantesca galassia.

Non sarà una scoperta esaltante come molte altre, ma è bellissimo pensare al terribile gigantesco buco nero come ad un armonioso e amorevole cuore pulsante … Che ne dite?


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lunedì 1 dicembre 2008

Occultazione di Venere del 1 dicembre 2008

Il prossimo 1 dicembre 2008 si verificherà un’occultazione di Venere da parte della Luna. L’evento sarà visibile comodamente al tramonto sotto la supervisione di un altro pianeta, Giove.

Prima di analizzare le fasi dell’evento, permettetemi di segnalarvi che nei giorni precedenti l’evento ed anche nei successivi, il pianeta Venere, subito dopo il tramonto, si troverà molto vicino a Giove, che raggiungerà il giorno 30, allorchè arriverà a circa 2 gradi di distanza angolare dal pianeta gigante.

Per la cronaca (soprattutto per aiutare chi si sta avvicinando all’astronomia!) Venere è il più brillante tra i due pianeti e in visuale sarà sempre il più vicino all’orizzonte, il più basso dei due.

Veniamo dunque all’evento: il primo dicembre alla coppia planetaria dunque si aggiungerà anche la Luna che si avvicinerà così tanto al duo, da occultarne il più splendente!

Questo evento sarà visibile in tutta Italia con tempi differenti e comunque sempre prima che la Luna tramonti. Ecco dunque che grazie al programma Occult 4.0, ho approntato una tabella con gli orari (espressi in tempo solare, l’ora del nostro orologio!) per gli istanti di inizio e di fine dell’occultazione per le città capoluogo di regione.

Orari Occultazione di Venere del 1 dicembre 2008

Orari dell’occultazione per le città capoluogo di regione

Inoltre, solo per la città di Roma, ho effettuato alcune “foto” dell’evento con il programma Stellarium,foto che potranno dare anche ai non romani un’idea di quello che si potrà osservare.


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sabato 29 novembre 2008

Stelle














Cosa sono le stelle ? Una domanda che per molto tempo ha afflitto l'umanità. In realtà la composizione delle stelle non è complicatissima, infatti le stelle sono sfere di gas rese incandescenti dall'energia derivante dalle reazioni nucleari che avvengono nel loro interno. Naturalmente ci sono innumerevoli tipi di stelle in quando a grandezze e luminosità, infatti possiamo trovare tipi di stelle nane, il cui diametro arriva fino a 100 volte meno del Sole, a super giganti, il cui diametro è centinaia di volte maggiore del Sole. Le stelle di diversificano fra loro anche come temperature medie e colori, si va dai 20.000 °C e oltre delle stelle bianco-azzurre, ai 3.000 °C delle rosse. Il Sole è una stella gialla di temperatura media, e risulta una stella media un pò in tutto. Le stelle nascono da enormi ammassi liberi di gas e di polveri. Le nubi gassose interstellari sono chiamate nebulose, le nebulose non sono uniformi nello spazio, presentano dei nodi, che sono i semi di future stelle. Se questi nodi sono abbastanza densi, cominciano a contrarsi a causa dell'attrazione gravitazionale. Contraendosi si forma un nucleo che piano piano si riscalda e compatta. Se la temperatura del nucleo e la pressione interna è favorevole il nucleo si riscalda tanto da attivare reazioni nucleari. La sfera di gas diventerà una stella che produrrà calore ed energia per milioni di anni. Una nebulosa molto famosa e bella da vedere è la nebulosa di Orione, che si pensa abbia generato gia delle stelle. Questa nebulosa è osservabile ad occhio nudo, e presenta un colore verdastro, naturalmente per vederla chiaramente consigliamo almeno un almeno un piccolo telescopio. La nebulosa è osservabile grazie ad una serie di stelle che la illuminano, al centro della nebulosa infatti troviamo Theta Orionis che osservata meglio si rivela una stella multipla con 4 componenti. Si calcola che questa nebulosa ha materiale sufficiente per generare almeno 10.000 stelle. La nebulosa più grande che si conosca è la nebulosa della Tarantola della costellazione australe di Dorado. In paragone la nebulosa di Orione è nana. Il colore di una stella è indice indiretto della sua temperatura. Il modo più preciso per misurare la temperatura di una stella è quello di studiarne lo spettro, viene analizzata la luce con uno strumento detto spettroscopio.Le stelle vengono classificate in una sequenza di classi spettrali, secondo la loro temperatura. Le stelle più calde appartengono alle classi O e B. Poi in ordine come descritto sotto le altre classi. Comunque le stelle più fredde sono le rosse.

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Galassie

Le galassie sono un anello di miliardi di stelle che rimangono vicine grazie all'insieme della loro forza gravitazionale. Lo stesso Sole fa parte della nostra galassia come le stelle che vediamo nel cielo. Le galassie possono avere diverse forme, la nostra ha forma a spirale con bracci composti da milioni di stelle, il diametro è di circa 100.000 anni luce, il nostro Sole è situato nella periferia della galassia. La nostra galassia è di dimensioni medie, contiene circa cento miliardi di stelle. La zona dove si trovano più stelle e che ci appare dalla Terra come un grande alone luminoso prende il nome di "Via Lattea". Vicino alla costellazione del Sagittario c'è il centro virtuale della galassia, dove c'è un altissima concentrazione di nubi e stelle. Il piano immaginario della via Lattea ha un inclinazione di 62° rispetto all'equatore celeste. Dopo le zone periferiche c'è una zona dove possiamo trovare numerosissimi (circa 100) amassi stellari con una forma sferica, chiamati amassi globulari, spesso questi sono visibili con un semplice binocolo. Questi ammassi possono contenere da 100.000 stelle al milione, ruotando su un punto gravitazionale unico. Dalla Terra gli ammassi più facilmente visibili sono l'Omega Centauri e 47 Tucanae, visibili dall'emisfero australe, nell'emisfero boreale M13 nella costellazione di Ercole. Altre osservazione spettacolare con telescopio sono le nubi di Magellano, la piccola nube contiene circa 10 miliardi di stelle, la grande nube di Magellano contiene circa 50 miliardi di stelle, entrambi si trovano al di fuori della nostra galassia. La nostra galassia appartiene ad un gruppo di 30 galassie che prendono il nome di gruppo locale, la nostra è la seconda in ordine di grandezza, seconda solo alla galassia di Andromeda, visibile in condizioni particolarmente favorevoli ad occhio nudo. La galassia di Andromeda si pensa contenga circa il doppio di stelle della nostra galassia, e ha un diametro maggiore di ¼ . Dista dalla nostra galassia 2.2 milioni di anni luce, ed ha una forma a spirale, quindi molto simile alla nostra. Le galassie si distinguono principalmente in 3 tipi, le ellittiche, a spirale e a spirale barrate.

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lunedì 24 novembre 2008

Le Costellazioni

Di notte solitamente se il cielo è libero da nuvole, possiamo ammirare uno spettacolo veramente eccezionale. Sicuramente capire ciò che si vede non è semplicissimo, anche perché a seconda dell'ora e della stagione la volta celeste apparirà sempre diversa all'osservatore. Uno spettacolo per cui non è necessario usare telescopi. Normalmente per orientarsi è sufficiente una cartina stellare e un binocolo. Le stelle appaiono come piccole luci tremolanti e lampeggianti, che spesso cambiano anche di colore. Sono lampeggianti e tremolanti a causa della nostra atmosfera, che con correnti d'aria e turbolenze varie disturbano la visione, con un'atmosfera più calma si possono avere meno disturbi di questo tipo. A occhio nudo le stelle sembrano avere delle punte, che sono causa di un effetto ottico dipendente dall'occhio dell'osservatore.

In verità le stelle sono sfere di gas simili al Sole. A occhio nudo durante una notte limpida possiamo avvistare circa 2000 stelle, sicuramente tutte queste stelle non hanno la stessa importanza, quindi consigliamo di " studiare " solo le più importanti, ossia quelle più luminose e quelle delle costellazioni maggiori. Una volta memorizzate le stelle principali Vi saprete muovere nella volta celeste più rapidamente senza più rimanere smarriti. Il cielo è diviso in 88 parti, denominati costellazioni, che gli astronomi usano per ubicare e denominare gli oggetti celesti.

Le maggiori costellazioni furono ideate migliaia di anni fa, all'inizio della storia umana da popoli meridionali, che vedevano in cielo disegni e forme che comparavano a creature favolose ed eroi mitologici. Le dodici costellazioni dello zodiaco, i cui nomi sono a tutti familiari grazie a rubriche astrologiche. Le costellazioni zodiacali sono quelle alle quali il Sole passa davanti nel suo percorso annuale. Va però detto che i segni astrologici dello zodiaco non coincidono con le costellazioni astronomiche moderne che pur hanno gli stessi nomi. In quasi tutti i casi le stelle di una costellazione non ha alcuna connessione reale, la loro distanza dalla Terra può essere notevolmente diversa, ed è semplice coincidenza che formano una specie di disegno. Alcune costellazioni, come ad esempio Orione o Cassiopea, hanno una configurazione più facilmente riconoscibile che non altre, deboli e oscure, come lince e il Telescopio.

Le nuove costellazioni derivano da un elenco di 48 costellazioni riconosciute dall'astronomo greco Tolomeo nel 150 a.C.. Elenco che poi fu ampliato da vari astronomi e disegnatori del cielo. Attualmente comunque l'Unione astronomica internazionale riconosce 88 costellazioni.


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martedì 18 novembre 2008

Turismo spaziale









Il turismo spaziale, in un futuro non molto lontano, potrà essere una realtà. E' vero che qualche turista spaziale c'è già stato, per esempio l'americano Tito Dennis o l'americana di origini iraniane Anousheh Ansari, rispettivamente il primo e la prima donna che hanno avuto il privilegio di fare una vacanza alternativa nello spazio, ma è anche vero che per la loro vacanza hanno spesso delle cifre considerevoli non alla portata di tutti.

Per i voli spaziali sembra però preannunciarsi un panorama simile a quello che è accaduto con i voli di linea. Alcuni anni fa prendere l'aereo era molto dispendioso, oggi invece, grazia anche ai voli low cost, è ormai alla portata di tutti. Grazie ad un accordo tra la Your Private Italy e la Virgin Galactic, è già possibile prenotare il proprio viaggio spaziale, la data di partenza però non potrà essere antecedente al 2010. A partire da agosto 2008 inizieranno invece i test preliminari sul nuovo velivolo spaziale (Space Ship 2).

Man mano che si andrà avanti il turismo spaziale avrà dei costi sempre più accessibili, per il momento si parla di una cifra intorno ai 200 mila dollari, al cambio attuale circa 130 mila euro. Cosa prevede per ora la vacanza che si può prenotare tramite la Your Private Italy? I passeggeri passeranno inizialmente tre giorni presso un hotel a 5 stelle nel New Mexico, sede dell'aeroporto spaziale Spaceport America, dove verranno preparati per il volo. Finita la preparazione, i turisti saliranno sulla Space Ship Two che in questa fase è agganciata alla navetta madre battezzata Whiteknighttwo (Wk2). Nella prima parte del viaggio, voleranno per circa 45 minuti fino ad arrivare a 15mila metri dal nostro pianeta da dove si potrà ammirare la curva terrestre. Nella fase successiva, dopo lo sgancio dalla navetta madre, la Space Ship Two accenderà i propulsori e in pochi secondi supererà di tre volte la velocità del suono.

Ogni volo spaziale prevede un numero massimo di 6 turisti, il viaggio avrà una durata 2 ore e mezzo durante le quali si potrà sperimentare l'assenza di peso e la velocità del suono. Alcuni potrebbero pensare che per poter essere dei turisti spaziali ci sia bisogno di un fisico particolare, sebbene siano necessari alcuni perquisiti non sembra ci siano dei limiti particolari. Per il momento in lista d'attesa per un volo con la Virgin Galactic ci sono passeggeri che vanno dai 22 agli 88 anni, compresi un uomo privo delle gambe e un portatore di bypass.


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giovedì 13 novembre 2008

Leonidi

Le Leonidi sono un prolifico sciame meteorico associato alla Cometa 55P/Tempel-Tuttle. Lo sciame è visibile ogni anno intorno al 17 novembre ed è formato da particelle emesse dalla cometa al suo passaggio accanto al Sole. Quando la Terra attraversa l'orbita della cometa (e quindi la sua scia) nel tratto più vicino al sole, la pioggia di meteore è visibile.
Le Leonidi sono così chiamate perché il loro radiante (il punto da cui sembrano provenire) è chiaramente localizzato nella costellazione del Leone.
Le piogge di Leonidi sono famose per la loro spettacolarità, e in alcune circostanze possono assumere la natura di "tempeste", con migliaia di meteore ogni ora. Sembrano seguire un ciclo di 33 anni, associato con l'orbita di 33 anni della Tempel-Tuttle. Leonidi di particolare rilevanza furono osservate nel 1698, 1799, 1833, 1866, 1966, 1999 e 2001.

Cosa sono le "stelle cadenti"
Gli sciami meteorici
L'origine degli sciami
Lo show ritorna
La cometa Tempel Tuttle
Come vedere lo show
Come fotografare le Leonidi

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martedì 11 novembre 2008

giovedì 6 novembre 2008

Urano

Urano Il settimo pianeta del sistema solare, visibile ad occhio nudo solo se al massimo del suo splendore, con una magnitudine attestata a 5.5. Fu scoperto molto tardi, infatti fino al 1781 il sistema solare si pensava finisse con saturno, William Herschel lo scorse durante una casuale esplorazione alla volta celeste. Al telescopio Urano è molto affascinante per il suo colore verdazzurro, ma neanche con un grosso telescopio si possono distinguere particolari a causa della sua distanza dalla Terra. Urano fa parte della famiglia dei 4 "giganti gassosi" del sistema solare esterno (gli altri sono Giove, Saturno e Nettuno). All'equatore Urano ha un diametro di 52.000 km, meno di metà di quello di Saturno, ma quattro volte della Terra. Dista 2900 milioni di km dal Sole, 19 volte più della Terra. Urano impiega 84 anni a compiere un giro completo intorno al Sole, è inclinato su un lato di ben 98°, ciò significa che il suo asse di rotazione è quasi all'altezza del suo piano orbitale. Ogni 42 anni 1 dei poli di Urano è puntato verso il Sole, mentre l'altro polo rimane al buoi per decine di anni. Il motivo di questa inclinazione è solo ipotizzabile, infatti si pensa che possa aver subito un grosso impatto con un altro oggetto celeste che gli ha fatto prendere questa singolare inclinazione. Un altro particolare di Urano che non tutti conoscono è l'esistenza di anelli simili a quelli di Saturno. Questi anelli però sono molto più sottili e impercettibili con un telescopio dalla Terra, sono 9 e di dimensioni che vanno da 10 a 100 km e separati fra di loro da vuoti che vanno da 300 a 2000 km. Gli anelli distano da 15.000 a 25.000 km dalla superficie del pianeta, e derivano come su Saturno da alcuni satelliti avvicinatesi troppo alla superficie di Urano. Urano come tutti i suoi fratelli gassosi ha parecchi satelliti, i più significativi sono, Miranda, Ariel, Umbriel, Titania e Oberon, con diametri che vanno da 300 a 1100 km. Naturalmente orbitano intorno all'asse inclinato di Urano come i suoi dischi. Altro particolare di Urano è il fatto di essere un pianeta retrogrado. Come gli altri pianeti gassosi si ritiene che Urano abbia un nucleo roccioso coperto da uno strato ghiacciato, con un'atmosfera di idrogeno , elio e metano che gli da il colore azzurro verdastro.

Caratteristiche di Urano:
  • Distanza media dal sole: 2.900.000.000 Km
  • Diametro: 51.800 Km
  • Massa: 14.48 quella terrestre (terra 1)
  • Gravità: 1.15 (terra 1)
dimensione di urano

Animazione di Urano

I satelliti di Urano
satellite di urano ariel
Ariel
satellite di urano miranda
Miranda
satellite di urano oberon
Oberon
satellite di urano titania
Titania
satellite di urano umbriel
Umbriel

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lunedì 3 novembre 2008

Un telescopio lungo miliardi di anni luce

Sfruttando l’effetto lente di una galassia intermedia si è ricostruita una catastrofe cosmica di enormi dimensioni risalente a 12 miliardi di anni fa.
Anche i più grandi telescopi del mondo diventano poca cosa se confrontati con quelli che la Natura ci mette a disposizione. Questo capita quando un oggetto massiccio, come una galassia, si allinea perfettamente tra noi e un oggetto ancora più distante ed altrimenti invisibile. La luce di questo oggetto viene curvata dalla massa della galassia intermedia ed arriva all’osservatore ingigantendo l’immagine originale. Proprio come se il nostro telescopio avesse una lente gigantesca posta alla distanza dell’oggetto intermedio. In questo modo si riescono a studiare galassie in formazione, collisioni, esplosioni immani che risalgono a tempi molto vicini al Big Bang.

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venerdì 31 ottobre 2008

Nettuno

nettuno Nettuno è al penultimo pianeta del sistema solare, molto simile ad Urano sia come colore che come dimensioni. E' leggermente più piccolo di Urano, con un di circa 48.000 km, è una palla di gas che se osservato non offre particolari osservabili. La sua osservazione non è delle più facili, infatti quando è al massimo della sua luminosità arriva ad una magnitudine 8, sicuramente impossibile da osservare ad occhio nudo. Nettuno fu cercato in passato, perché si notò che l'orbita di Urano era disturbata da un altro campo gravitazionale. L'orbita di Nettuno è molto lunga, infatti per compiere un giro attorno al Sole impiega 165 anni con una distanza media da Sole di 4500 milioni di km, circa 30 volte più lontano della Terra, compie un giro su se stesso in 16 ore e 3 minuti. L'unico particolare degno di nota di Nettuno è "l'occhio", che come su Giove è l'unione di tempeste superficiali. Nettuno ha due satelliti, Tritone che ha un'orbita retrograda. Tritone ha un triste destino, infatti la gravità di Nettuno lo costringe ad un orbita sempre più stretta, ed è previsto fra 10 e 100 milioni di anni il suo impatto sulla superficie di Nettuno. Lo sbriciolamento di Tritone su Nettuno creerà intorno a quest'ultimo un anello di detriti, Tritone ha un diametro superiore a quello lunare, con 3700 km di diametro. Il secondo satellite di Nettuno è Nereide, molto piccolo, con un diametro di soli 500 km, e un orbita ellittica che varia da 1.4 milioni di km a 9.7 da Nettuno, questo tratto viene compiuto in 360 giorni. Nettuno a causa dell'enorme distanza che lo separa dal Sole è un pianeta cupo e freddo, la luce sulla sua superficie è 1000 volte inferiore a quella terrestre. Nettuno come il suo gemello Urano è un sfera di roccia fusa e acqua, con un atmosfera di idrogeno, elio e metano, quest'ultimo colora il pianeta di un colore azzurro verdognolo.

Caratteristiche di Nettuno:

  • Distanza media dal sole: 4.500.000.000 Km
  • Diametro: 49.500 Km
  • Massa: 17.2 quella terrestre (terra 1)
  • Gravità: 1.19 (terra 1)
dimesnioni di nettuno
Il satellite di Nettuno
satellite tritone
Tritone

martedì 28 ottobre 2008

Saturno


saturno Il pianeta del sistema solare sicuramente più elegante e affascinante grazie agli anelli che lo caratterizzano dagli altri pianeti. Il sesto pianeta a partire dal Sole, di costituzione gassosa come Giove, Urano e Nettuno. Può essere scorto nel cielo con un telescopio amatoriale, con cui è possibile distinguere anche gli anelli e il suo più grande satellite, Titano che ruota su di esso in 16 giorni. Gli anelli di Saturno riflettono più luce del globo stesso, quindi è possibile vederlo con una magnitudine fino a -0.3. Può capitare durante le osservazioni mirate su questo splendido astro di non percepire la presenza degli anelli, questo perché il pianeta è inclinato di ben 29° rispetto al verticale, quindi mentre ruota intorno al Sole capita che i suoi anelli sono inclinati verso di noi, mentre altre volte si presentano di taglio (fatto che capita ogni 15 giorni). Saturno ruota lentamente intorno al Sole, in un periodo di 29.5 anni, ad una distanza media di 1430 milioni di km, quasi 10 volte la distanza che separa la terra dal Sole. Come dimensione Saturno è secondo solo a Giove, con un diametro equatoriale di 120.000 km, con una rotazione su se stesso di 10.25 ore è il più breve dopo quello di Giove, altro fatto simile a Giove è la composizione, infatti è composto per lo più di idrogeno e elio. Caratteristica che differenzia Saturno da tutti i pianeti è la sua densità media, che di fatto è inferiore a quella dell'acqua. Se il pianeta fosse messo in un oceano abbastanza grande ci potrebbe galleggiare. Il diametro di Saturno da polo a polo è ancor più schiacciato di quello di Giove, infatti è di 108.000 km, circa il 10% meno del suo diametro equatoriale, su Giove la differenza è del 6%. La meteorologia di Saturno non è molto diversa da quella del suo fratello maggiore Giove, infatti entrambi hanno una fonte interna di calore, Saturno irradia 2 volte e mezza il calore che riceve dal Sole, ha un sistema nuvoloso con venti che soffiano fino a 1200 km orari, quattro volte più velocemente che su Giove. Molti studi natura lmente sono stati fatti più che altro sulla caratteristica principale di Saturno ossia gli anelli, studi che hanno portato a scoprire che gli anelli non sono solidi come si pensava al principio, ma bensì formati da miliardi di particelle minuscole. Gli anelli vengono divisi in due parti, la "A" che sarebbe la parte più esterna, meno intensa come luminosità, la parte "B" che è separata dalla parte "A" da uno spazio di circa 3000 km, chiamata divisione di Cassini. All'interno dell'anello B c'è un anello ancora più debole e trasparente detto C o anello di "garza". Le particelle che costituiscono gli anelli sono di varie dimensioni, da minuscoli polveri e granelli a macigni grandi quanto un palazzo. Composti da acqua ghiacciata e polveri di varia natura. Un'ipotesi è che tutti questi detriti intorno a Saturno siano i resti di un satellite avvicinatosi troppo a Saturno disintegrandosi. I raggi di Saturno sono di un diametro che arriva fino a 270.000 km. un'immensità in rapporto allo spessore, che arriva ad un massimo di 100 m.. Saturno ha 9 satelliti degni di nota per dimensioni, Mimas, Encelado, Teti, Dione, Rea, Titano, Iperione, Giapeto e Febe. Mimas è una palla di neve composto da ghiaccio e roccia, con la particolarità di un enorme cratere del diametro di 390 km di diametro. Giapeto il satellite più esterno dopo Febe, ha la particolarità di aver un lato 5 volte più scuro dell'altro, probabilmente a causa dello staccarsi di particelle da Febe che è molto più scuro. Il satellite più grande di Saturno è Titano con un diametro di 5100 km, più grande di Mercurio ma più piccolo di Ganimede, satellite di Giove, l'unico ad avere un'atmosfera sulla superficie, del 50% maggiore di quella della Terra al livello del mare. Atmosfera composta per il 90% di azoto e il resto quasi interamente di metano. Nubi di smog arancioni impediscono alle sonde di fotografarne la superficie, nonostante le dense nubi la temperatura su Titano è rigidissima, circa -180°C.


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sabato 25 ottobre 2008

giovedì 23 ottobre 2008

Il pianeta terra

SISTEMA SOLARE

Pianeta Terra








Siamo arrivati al nostro pianeta, il terzo nell'ordine a partire dal Sole, un insieme di caratteristiche ha permesso alla vita di esistere, svilupparsi e riprodursi. Che cosa ci distingue dagli altri pianeti ? Sicuramente l'atmosfera e la grande quantità d'acqua che il nostro pianeta contiene, circa il 70% del globo infatti è sommerso. La terra si divide in 2 parti, dall'equatore in su prende il nome di emisfero Boreale, a sud emisfero Australe. Ai poli troviamo formazioni ghiacciate, dovute alla bassa temperatura della zona, infatti per circa 6 mesi all'anno queste due parti non sono praticamente illuminate, visto che il nostro pianeta hai un inclinazione del suo asse di circa 22°. Il nostro pianeta ruota intorno al Sole in poco più di 365 giorni, infatti ogni 4 anni questo piccolo scarto viene recuperato con un giorno in più inserito nel mese di febbraio (29), quest'anno viene chiamato anno bisestile. L'anno a sua volta è diviso in 4 stagioni, primavera, estate, autunno e inverno. Quando nell'emisfero boreale è inverno in quello australe è estate e viceversa, quando nell'emisfero boreale è autunno in quello australe sarà primavera e viceversa.

Caratteristiche della Terra:

  • Distanza media dal sole: 149.600.000 Km
  • Diametro: 12.756 Km
  • Massa: 5.973
  • Gravità: 1

La Luna

luna








La Luna unico satellite naturale della Terra è anche il corpo celeste più vicino a noi, oggetto facilmente visibile ad occhio nudo, e praticamente osservabile nei dettagli anche con un binocolo di bassa qualità. La Luna sicuramente è un astro molto piccolo, infatti è solo 1/4 della Terra, ma relativamente molto vicino, 384.400 km mediamente. Tutti i mesi la Luna attraversa delle fasi, dette fasi della luna nuova (buia) della luna crescente (primo quarto) della luna piena e della luna calante (ultimo quarto). Vi sono 2 tipi di mesi, il primo dura 27.3 giorni, il tempo che la Luna impiega per compiere una rivoluzione intorno alla Terra rispetto al punto fisso, come le stelle remote ; questo è chiamato mese siderale . Ma la Terra . durante questo tempo, si muove anch'essa rispetto al Sole, sicchè la Luna deve compiere qualcosa di più di una rivoluzione per ritornare alla medesima fase osservata dalla Terra. Il tempo che la Luna impiega a compiere un'intero ciclo di fasi è di 29.5 giorni, e si chiama mese sidonico. Il Sole illumina ogni parte della superficie Lunare per due settimane, durante le quali la temperatura superficiale raggiunge il punto di ebollizione dell'acqua. (100°C circa) seguite da una notte di altrettanta durata, fase in cui la temperatura scende fino a -170°C. La luna ruota sul proprio asse in 27.3 giorni, il medesimo tempo con cui compie un giro intorno alla terra, sicchè ci rivolge sempre la stessa faccia.

Caratteristiche della Luna:
  • Diametro: 3475,6 km
  • Massa: 0.012
  • Gravità: 0.165 (terra 1)

dimensione della luna


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lunedì 20 ottobre 2008

Il sistema solare: Mercurio

SISTEMA SOLARE

mercurio Il primo pianeta del sistema solare, un vero rebus da osservare, anche per chi dispone di telescopi professionali, questo pianeta non da molte soddisfazioni. Non si distinguono ne macchie ne altri particolari, appare come una piccola macchia arancione. Questo è dovuto in parte dalla vicinanza al Sole ed in parte alle piccole dimensioni del pianeta, infatti Mercurio impiega solo 88 giorni a compiere un giro intorno al Sole. Per riuscire ad osservare Mercurio bisogna scrutare vicino al Sole durante l'alba o il tramonto, quindi la visuale è sempre disturbata dalla luce solare. Un giorno su Mercurio dura 176 giorni, più di un anno, è il pianeta del sistema solare più caldo. Ha la superficie rocciosa cosparsa di crateri ed è poco più grande della Luna. Sono stati fatti pochi studi su Mercurio, l'unica sonda mandata per studiarlo da vicino è stata la Mariner 10. Visto da Mercurio il Sole appare 2 volte più grande che dalla Terra. A mezzogiorno sull'equatore di Mercurio possiamo trovare una temperatura di 400°C, temperatura sufficiente a fondere lo stagno e il piombo. Essendo senza atmosfera il pianeta non riesce a trattenere il calore, e durante la lunga notte il pianeta scende fino a -170°C. Mercurio ha un diametro di soli 4880 km, esso è il 50% più grande della luna, più piccolo di Mercurio troviamo solo Plutone fra i 9 pianeti del sistema solare (satelliti esclusi), esso è anche il più scuro e riflette appena il 6% della luce solare. Concludendo possiamo dire che Mercurio è ancora il pianeta meno esplorato se consideriamo che soltanto una sonda si è soffermata a studiarlo, rimane il grande mistero del sistema solare.

Caratteristiche di Mercurio:
  • Distanza media dal sole: 57.910.000 Km
  • Diametro: 4.880 Km
  • Massa: 0.055 quella terrestre (terra 1)
  • Gravità: 0.376 (terra 1)

dimensione di mercurio

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venerdì 17 ottobre 2008

Una piccola (maligna ?) riflessione …

Non volevo sollevare subito una nuova polemica, ma quello che ho sentito in questi giorni mi ha veramente costretto a non tacere. Quando ci vuole, ci vuole …

Cari amici, avevo deciso di passare sopra al dubbio che mi stava girando per la testa in questi ultimi giorni. Magari rimandando la discussione a quando le cose si sarebbero chiarite meglio. Ma oggi ho sentito un servizio alla televisione che mi ha fatto scatenare e mi scuso in anticipo per la mia insofferenza ormai patologica.

Dunque, come avrete sentito, la crisi finanziaria globale sta non solo creando problemi terribili alle industrie, ai fatturati, alle banche, e- alla fin fine e soprattutto- a noi “poveri Cristi”. Ma sembra avere tragiche ripercussioni anche sul clima o almeno sulla sua gestione. Infatti, alcune nazioni, tra cui l’Italia, cominciano a dire chiaramente che non saranno in grado di rispettare il protocollo di Kyoto e le altre manovre per la riduzione dei famosi “gas serra”, primo fra tutti l’odiosa e maligna CO2. Per il momento minacciano solo una riduzione degli interventi, ma già si capisce dove andranno a finire. Nel contempo si sente la Francia e la Germania urlare allo scandalo (ma sarà poi vero?)


Allora torno a quanto ho letto in varie testate europee (di quelle che non fanno clamore, ma che sono sempre obiettive e serie) già da parecchi mesi, quando ancora l’incubo recessione era lontano e (almeno così ci dicono) insospettabile. Ebbene si parlava già apertamente che molte nazioni (Inghilterra per prima) non avrebbero più potuto seguire le strategie ecologiste contro il riscaldamento globale. Occorrevano troppe nuove tasse e le energie alternative avrebbero ridotto ancor di più le risorse primarie, come i cereali ed il frumento (cibo fondamentale per i “veri” poveri). Anche le urla disperate sul petrolio così caro perché in via di esaurimento (che ci accompagnavano ormai da anni) cominciavano ad attenuarsi. Le urla più forti erano invece quelle degli ambientalisti che vedevano sciogliersi come neve al sole la celebre ed auspicata tassa sul carbone (portatrice di tanta ricchezza occulta).

Allora ho fatto due più due e mi è venuto sempre quattro. Vuoi vedere che si sta sfruttando la crisi globale per crearsi un alibi e non pensare più ai cambiamenti climatici? E magari per dirci tra qualche anno che l’andamento si è invertito, come già accennato su queste pagine poco tempo fa? Sappiamo benissimo che quando la nave va a fondo i topi scappano. E di topi ce ne sono molti in giro.

Ma poi sono diventato ancora più maligno (ma è solo un “lontanissimo” sospetto). Non sarà mica che tutta la sceneggiata delle borse, delle banche, dei miliardi e miliardi che vanno in fumo in un giorno (che poi sono in realtà “virtuali”), sia stata creata apposta? Magari tra pochi giorni l’ottimismo riprenderà a far sorridere gli uomini d’affari ed i miliardi torneranno ad essere reali. Le industrie tireranno un sospiro di sollievo e tutto tornerà bello (o brutto) come prima? E magari salirà anche il petrolio (tra parentesi come mai il suo prezzo si è dimezzato in pochissimo tempo. Non era in esaurimento? O forse è sceso perché hanno chiuso le fabbriche e le macchine sono rimaste nei garage? Mah …). Nel frattempo però vedrete che i governi (piano piano tutti) avranno più o meno tacitamente annullato le direttive di Kyoto.

Ma una vera guerra è in atto. E ne ho avuto la prova oggi in televisione. Vista l’aria che tira, hanno prontamente mandato in onda un servizio che non solo rinvigoriva l’incubo del riscaldamento globale (hanno fatto vedere degli orsi bianchi che sembravano … affogare nel mar glaciale, dove lo scioglimento dei ghiacci era paragonabile a quello di un gelato all’equatore), ma hanno anche cercato di mettere in ridicolo gli scienziati che negli ultimi tempi hanno cominciato a prospettare un’inversione di tendenza. Anzi, li hanno trattati da poveri deficienti ed ignoranti, spronandoli a fare correttamente il loro mestiere. Io ne conosco parecchi di questi signori e, almeno che non si siano rimbambiti tutti assieme proprio adesso, sono esimi studiosi, tra i più preparati e prestigiosi. Eppure sono stati presentati come ciarlatani alla Vanna Marchi.

Ed allora non ce l’ho più fatta e ho dovuto scrivere questo pezzo, rendendomi conto che si sta svolgendo un braccio di ferro terrificante fra poteri ed interessi diversi. In questo contesto, il nostro pianeta, la sua febbre, l’inquinamento e quello che respiriamo hanno un interesse del tutto marginale …

Qualcuno mi dirà: “ma pensa all’astronomia. Queste pagine devono parlare di questa magnifica scienza e basta.” Ebbene, ribadisco che la Terra è un pianeta a tutti gli effetti (non molto diverso da tanti altri in giro per l’Universo) e quindi rimane materia di approfondimento, assieme ai suoi, più o meno degni, abitanti.

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martedì 14 ottobre 2008

Fuochi d'artificio

Alle 4:46 di questa mattina (martedì 7 ottobre) un bolide estremamente luminoso ha illuminato il cielo del Sudan in Africa. Niente di strano, a parte il fatto che per la prima volta era stato previsto!

“Un piccolo asteroide, pochi metri di diametro, è stato scoperto lunedì mattina all’Osservatorio Di Monte Catalina in Arizona. I primi calcoli indicano un impatto SICURO con la Terra per il giorno dopo”.


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sabato 11 ottobre 2008

Il sistema solare: Venere

Venere

SISTEMA SOLARE
SOLE - MERCURIO - TERRA - MARTE - GIOVE - SATURNO - URANO - NETTUNO - PLUTONE

venere








Il secondo pianeta del sistema solare,molti hanno intravisto Venere senza saperlo, compare nel cielo come la stella più splendente, ed è possibile avvistarla al tramonto o all'alba. Molti hanno scambiato Venere per un ufo volante tanto è splendente, può arrivare ad una magnitudine di -4.4, dato che porta questo pianeta come più luminoso, davanti a Giove che è il secondo, ma Venere risulta ben quasi sette volte più splendente. Ruota intorno al Sole in 225 gg. e su se stesso in 243 giorni in maniera retrograda, ad una distanza di 108 milioni di km. , può passare fino ad una distanza minima dalla terra di 40 milioni di Km, questo lo rende il pianeta più vicino a noi. E' il pianeta con le dimensioni più simili alla Terra, infatti Venere con 12.100 km di diametro è solo 650 km più piccola della terra. Lo splendore di Venere comunque non è dato solo dalla sua vicinanza al nostro pianeta, ma bensì dalle formazioni nuvolose che riflettono bel il 76% della luce solare, nuvole che non permettono di vederne la superficie e che impiegano ben 4 giorni a completare una rotazione completa sempre in senso retrogrado da est verso ovest. Solo l'1% della luce solare incidente arriva al suolo, perciò su Venere il giorno è molto cupo. La prima sonda a scendere fino al suolo Venusiano fu Venus 7, che registrò temperature infernali, 475°C e una pressione atmosferica pari a 90 volte quella terrestre. Con Venus 8 che scese nel lato illuminato si scoprì che Venere aveva la stessa temperatura si durante il giorno che durante la notte. La causa senza dubbio l'effetto serra creato delle nuvole che anche se riflettono tanta luce incamerano il calore non permettendo al pianeta di raffreddarsi. L'atmosfera di Venere è costituita quasi interamente da anidride carbonica e le nuvole da acido solforico con concentrazione del 80%, l'atmosfera di Venere ha uno spessore di ben 65 km. Nel complesso l'unica cosa di paradisiaca è il nome, perché per il resto Venere rimane un vero e proprio inferno.



Caratteristiche di Venere:
  • Distanza media dal sole: 108.000.000 Km
  • Diametro: 12.104 Km
  • Massa: 0.814 (terra 1)
  • Gravità: 0.903 (terra 1)

dimensione di venere

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mercoledì 8 ottobre 2008

Venere









Venere è il secondo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal sole, con un'orbita della durata di 224,7 giorni terrestri. Il suo simbolo astronomico è la rappresentazione stilizzata della mano della dea Venere che sorregge uno specchio (; Unicode: ♀).




È l'oggetto naturale più luminoso nel cielo notturno, con l'eccezione della Luna, raggiungendo una magnitudine apparente di -4.6. Venere raggiunge la sua massima brillantezza poco prima dell'alba o poco dopo il tramonto, e per questa ragione è spesso chiamata la "Stella del Mattino" o la "Stella della Sera".

Venere è il pianeta più caldo del sistema solare e non è dotato di satelliti o anelli.

Classificato come un pianeta terrestre, a volte è definito il "pianeta gemello" della Terra, poiché i due mondi sono molto simili per quanto riguarda criteri quali dimensioni e massa.

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domenica 5 ottobre 2008

E se ci scontrassimo con Venere?


L’osservazione di un denso disco di polvere attorno ad una stella doppia dell’età del Sole e distante 300 Anni Luce da noi ha sollevato l’ipotesi che due pianeti delle dimensioni terrestri si siano scontrati e distrutti in tempi relativamente recenti.

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martedì 30 settembre 2008

MARTE, C'E' LA NEVE SUL PIANETA ROSSO

La sonda spaziale Phoenix ha individuato delle nuvole dalle quali cade neve, che si vaporizza, però, prima di toccare il suolo.

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Stella tra le stelle La Muti al festival dell’astronomia

Le stelle staranno pure a guardare. Ma per tre giorni, a Lerma, piccolo paese incastonato nelle colline dell'alto Monferrato, le stelle le guardiamo noi...

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lunedì 22 settembre 2008

Marte















Marte
è il quarto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole. Alcuni suoi parametri orbitali, quali l'inclinazione dell'asse di rotazione e la durata del giorno, lo rendono abbastanza simile alla Terra; a differenza di quest'ultima, tuttavia, Marte presenta un'atmosfera molto rarefatta, temperature medie superficiali più basse (comprese tra -140° e 20° C) e dimensioni assai ridotte (il suo diametro è solo la metà di quello terrestre). Come gli altri pianeti del sistema solare (fatta eccezione per la Terra), Marte prende il nome dall'omonima divinità della mitologia romana. Il simbolo astronomico del pianeta è la rappresentazione stilizzata dello scudo e della lancia del dio ().

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giovedì 18 settembre 2008

Marte, distesa di ghiaccio sul polo sud

Un enorme quantità d'acqua allo stato solido è stata individuata sul polo sud di Marte, la superficie ghiacciata si estende per un raggio di circa 200 Km e in alcune aree raggiunge lo spessore di ben 3,7 km. Le ultime informazioni, riguardanti il Pianeta Rosso, sono state pubblicate sulla rivista scientifica Science e sono il frutto dei rilevamenti del radar italiano Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding), uno strumento all'avanguardia montato sulla Mars Express, la sonda dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) realizzata in collaborazione con Alcatel Alenia Space.

Gli esperti avevano individuato la presenza di ghiaccio sui poli di Marte già da un po' di tempo, fino a questo momento però, non avevano una chiara idea sull'effettiva quantità d'acqua e si basavano solo su delle stime non affidabili. Grazie ai nuovi rilevamenti hanno invece potuto calcolare l'effettiva quantità spiegando che se i ghiacci si sciogliessero, tutto il Pianeta Rosso sarebbe sommerso da uno strato d'acqua profondo mediamente 11 metri.

La presenza di acqua allo stato solido su Marte da molte speranze ai ricercatori, non solo perché il ghiaccio potrebbe aver imprigionato al suo interno delle forme di vita che si sono conservate nel tempo, ma anche in vista di future esplorazioni del Pianeta Rosso in quanto l'acqua sarà fondamentale affinché l'uomo possa instaurare delle basi Marziane.

Il radar italiano Marsis ora sta esaminando la composizione del ventre centrale di Marte, i ricercatori spiegano che dai primi rilevamenti si è notata una differenza rispetto alla Terra, la crosta sottostante i ghiacci non sembra affatto deformata come invece accade sul nostro Pianeta. Questa rilevazione fa ipotizzare che la crosta e il mantello superiore di Marte siano più rigidi di quelli terrestri, una situazione che potrebbe essere legata alla temperatura interna del Pianeta Rosso molto più bassa rispetto a quella della Terra.


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