martedì 30 dicembre 2008

Un pianeta extrasolare simile alla Terra













Un nuovo pianeta extrasolare con caratteristiche molto
simili a quelle della Tera, orbitante intorno alla stella Giese 581, è stato individuato da un gruppo di ricercatori dell'osservatorio Eso, European Southern Observatory, un'organizzazione astronomica internazionale, creata nel 1962, di cui fanno parte, al momento, dieci nazioni dell'Unione Europea.
Il nuovo pianeta, situato a circa venti anni luce da noi, è grande circa una volta e mezza la Terra, ha una massa cinque volte superiore e dovrebbe avere una temperatura compresa tra 0 e 40 gradi, inoltre, secondo i ricercatori, si tratta di un pianeta roccioso e con molta probabilità sulla superficie è presente acqua allo stato liquido, un insieme di caratteristiche che potrebbero aver permesso la nascita di forme di vita elementari.
Il nuovo pianeta è stato individuato da un gruppo di ricercatori provenienti da Svizzera, Francia e Portogallo grazie all'ausilio di un telescopio da 3,6 metri dell'Eso di base a La Silla, in Cile. E' infatti in Sud America (Cile) che l'Osservatorio Europeo Meridionale ha la maggior parte dei suoi osservatori, i centri amministrativi si trovano invece a Garching, una piccola cittadina della Germania. Nel deserto di Atacama, in Cile, l'ESO ha due dei più grandi osservatori mai costruiti, l'Osservatorio di La Silla e l'Osservatorio del Paranal, quest'ultimo comprende il Very Large Telescope ed il VLT Survey Telescope.
Il pianeta si trova nella costellazione della Bilancia ed è attualmente (Aprile 2007) il più piccolo corpo celeste che sia mai stato scoperto fuori dal nostro sistema solare. A differenza della terra, gira intorno al suo sole in soli 13 giorni. La distanza dalla sua stella, Gliese 581, è 14 volte inferiore alla distanza che la Terra ha dal Sole.
Gliese 581 è una nana rossa, ha una massa pari ad un terzo di quella del Sole, una luminosità 50 volte inferiore ed è molto meno calda, per questo motivo anche se il pianeta extra solare si trova molto più vicino rispetto alla distanza Terra-Sole è nella cosiddetta "zona abitabile", una collocazione che permetta all'acqua di esistere allo stato liquido sulla superficie.
Xavier Delfosse, dell'Università di Grenoble, spiega che l'acqua allo stadio liquido è essenziale per la vita come la conosciamo, inoltre, per la sua temperatura e la nostra relativa vicinanza a questo pianeta, sarà probabilmente una meta importantissima per le future missioni spaziali alla ricerca di forme vita extraterrestre.
L'astrofisico Steve Maran aggiunge che questo appena scoperto, anche se non si sa ancora come si possa differenziare dalla terra, è il pianeta che vi assomigli di più degli oltre duecento scoperti fino ad oggi.
Il prossimo obiettivo degli scienziati sarà quindi quello di capire se il nuovo pineta possa essere abitato.

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martedì 23 dicembre 2008

La stella di Natale

Quando Gesù fu nato a Betlemme di Giudea ai tempi del Re Erode, ecco apparire dall'Oriente a Gerusalemme alcuni Magi, i quali andavano chiedendo dove fosse nato il Re dei Giudei, perché - dicevano - avevano visto la sua stella al suo sorgere ed erano venuti ad adorarlo [...]. Allora Erode, accolti segretamente i Magi, si informò accuratamente da loro circa l'epoca in cui la stella era apparsa [...]. Udito il re, essi partirono ed ecco, la stella che avevano visto al suo sorgere, apparve di fronte a loro, finché si arrestò sul luogo dove stava il Bambino. Matteo (II, 1-2)


In ogni presepio del mondo, sopra la grotta che ospita la sacra famiglia, o sulla punta dell'albero addobbato per la festa, trova posto da tempo immemorabile una splendente stella cometa. Vuole la tradizione che i re Magi fossero stati guidati nel luogo dove nacque Gesù proprio da una luminosa cometa, divino messaggero del glorioso evento. Ma quanto c'è di verificabile, dal punto di vista astronomico, in questa affascinante rappresentazione? La stella dei Magi è esistita davvero?
I progressi odierni della scienza permettono, grazie a computer con programmi di calcolo sempre più potenti ed all'affinamento dell'indagine storiografica ed archeologica di ricostruire con grande precisione il cielo notturno osservato dai nostri progenitori migliaia di anni e di dare un contributo decisivo alla risoluzione di un "caso" affascinante ed assai complicato.
L'interesse degli astronomi per la stella di Betlemme è sempre stato vivo e non accenna a diminuire: dopo duemila anni si susseguono ancora interpretazioni e studi al riguardo. Superata come è giusto che sia la volontà di far corrispondere fatti ed eventi scientificamente provati alle parole degli Evangelisti, come se l'attendibilità delle Sacre Scritture dovesse risiedere nella verificabilità storica e scientifica dell'interpretazione letterale, pare sia mantenuta solo dagli astronomi la speranza di poter conferire un senso preciso a questo astro misterioso.

Quando nacque Gesù?

Diventa necessario per la nostra indagine andare alla ricerca di tutti i possibili fenomeni astronomicamente rilevanti, e possibilmente riportati nelle cronache dell'epoca, avvenuti in corrispondenza della nascita di Gesù.
Questa viene celebrata, come tutti sappiamo, il 25 dicembre: ma nel passato le cose andavano ben diversamente. Su questa data per lungo tempo la comunità cristiana fu dubbiosa, visto che mancava al riguardo una tradizione apostolica. L'origine della natività del 25 dicembre andrebbe considerata nell'ottica di un'importante festa pagana, la celebrazione del Sol invictus, dio del Sole e signore dei pianeti: in quei giorni, infatti, avviene il solstizio invernale, che segna il momento a partire dal quale il Sole riprende il suo moto in salita sull'eclittica (1) facendo allungare di conseguenza le giornate. Il messia veniva spesso descritto come "Sole di giustizia" e lo stesso vangelo ne parla a volte paragonandolo al Sole. Ecco spiegata la preferenza per questa data, anche se probabilmente non è esatta: la scelta del 25 dicembre sembra quindi essere derivata dalla necessità, per la nuova religione del Cristianesimo che si stava diffondendo, di contrapporre una festa cristiana ad una pagana, ed è stata accettata come storicamente certa da Sant'Agostino verso la metà del IV secolo.
Ricordiamo che in Palestina e a Gerusalemme ancora fino al V secolo era comunque l'Epifania ad essere festeggiata in memoria della nascita di Cristo. Storici famosi come Clemente Alessandrino propendevano per il 6 gennaio, altri per il 10 gennaio o il 25 marzo. Consideriamo allora come intervallo temporale accettabile per la nascita di Cristo il periodo dal 20 dicembre al 20 marzo. E per quanto riguarda l'anno di nascita?
L'anno zero della nostra epoca fu stabilito dal monaco Dionigi il piccolo vissuto nel VI secolo: dopo laboriosi calcoli ed indagini egli si convinse che coincidesse con il 754° anno dalla fondazione di Roma. Oggi sappiamo che Dionigi sbagliò in eccesso di almeno quattro anni. Nella lettura dei Vangeli vi sono riferimenti che ci aiutano a fissare un limite superiore ed uno inferiore alla nascita di Cristo.
Lo storico Giuseppe Flavio racconta che Erode morì in un giorno intermedio tra un'eclisse di Luna visibile a Gerico e la Pasqua ebraica successiva. Conti alla mano si scopre che questa eclisse avvenne nella notte tra il 13 e il 14 Marzo dell'anno 4 avanti Cristo. Allora, essendo Erode morto nella primavera del 4 a.C. ed essendo stato visitato dai Magi quando Gesù era già nato, Gesù stesso deve essere venuto alla luce come minimo quattro anni prima di quanto vuole la tradizione. D'altra parte questa data non può essere anticipata oltre il 7 a.C., perché questo è l'anno del censimento voluto da Augusto in conseguenza del quale - secondo l'evangelista Luca - Giuseppe e Maria, genitori di Gesù, furono costretti a tornare nella natia Betlemme. Fu allora che Erode "mandò ad uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il territorio dall'età di due anni in giù, secondo il tempo del quale s'era esattamente informato dai Magi", Matteo (2,16).

Chi erano i magi?

I Magi appartenevano originariamente una delle dei tribù in cui era diviso il popolo dei Medi. Essi costituivano la classe sacerdotale: in Persia infatti, dove vivevano, il loro nome assunse il significato generico di sacerdoti. I Magi esercitavano la professione che oggi definiremo astrologia: alla corte di Babilonia essi interpretavano i segni celesti, osservando i moti delle stelle e dei pianeti, traendone auspici favorevoli o meno. La "stella" che essi videro era uno di quei segni con i quali presso i pagani la divinità rendeva noti i propri disegni. Alcuni testi arabi collegano i Magi alla religione iranica e a Zoroastro "fondatore della dottrina del magismo", al quale veniva attribuita tra le altre cose anche la profezia della nascita di Cristo.
Oggi sorridiamo del fatto che gli astri possano avere un'influenza prevedibile sul nostro agire quotidiano, o che tantomeno permettano di predire eventi futuri: l'astrologia ha perso ogni fondamento di scientificità, anche presunta, con l'avvento del metodo scientifico nel 16° secolo. Non dobbiamo dimenticare tuttavia che astronomia e astrologia hanno proceduto di pari passo per secoli, la prima al servizio della seconda. Fu a causa della creduta influenza dei corpi celesti sul destino dell'uomo che i sapienti dell'epoca affinarono la propria conoscenza sull'astronomia posizionale.



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giovedì 18 dicembre 2008

Le comete


Le comete sono tra i corpi celesti più caratteristici e affascinanti, grazie alla loro lunga coda luminosa. Esse hanno sempre affascinato e intimorito l'uomo per il loro aspetto e la loro improvvisa apparizione in cielo. Secondo le antiche credenze popolari, le comete erano portatrici di sventure, pestilenze e guerre.
In realtà, esse non sono altro che innocue "palle di neve sporca", composte da rocce mescolate a gas congelati, acqua, metano, ammoniaca e polvere.

Le comete provengono da un insieme di milioni e milioni di corpi rocciosi, detto "nube di Oort". Questa nube, a forma di guscio sferico, si trova ai confini del Sistema Solare e si estende fino a cinquantamila volte la distanza Terra-Sole.
Le comete si trovano nella nube di Oort fin da quando il Sistema Solare si è formato e si sono conservate uguali ad allora, come in un grande "frigorifero cosmico". Ogni tanto, quando qualche cosa disturba la loro orbita, uno di questi pezzi di roccia ghiacciata sfugge dalla nube e si avvicina al Sole a grande velocità. Esso entra in un'orbita molto allungata e diventa una cometa.
Alcune comete percorrono un'orbita chiusa, di forma ellittica, perciò si ripresentano periodicamente, mentre altre percorrono un'orbita aperta e quindi passano solo una volta in prossimità del Sole.

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lunedì 15 dicembre 2008

Orsa Maggiore, il grande carro









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Questa è la terza costellazione in ordine di grandezza, è sicuramente la costellazione più conosciuta. Contiene la nana rossa Lalande 21185, mag. 7.5, distante 8.1 a.l., la quarta stella più vicina al nostro sistema solare. Questa stella si pensa possa ospitare un sistema solare simile al nostro. All'interno dell'orsa maggiore vi sono anche delle galassie, alcune delle quali sono osservabili con un telescopio amatoriale.

alfa Ursae majoris (Dubhe, l’orsa), mag. 1.8, una gigante gialla distante 75 a.l. Ha una compagna molto stretta di mag. 4.8, visibile solo con un telescopio di almeno 220 mm, che le ruota intorno con un periodo orbitale di 44 anni.

beta UMa (Merak, lombo), mag. 2.4, è una stella bianca distante 62 a.l.

gamma UMa (Phecda, coscia), rnag. 2.4, è una stella bianca distante 75 a.l.

delta UMa (Megrez, radice della coda), mag. 3.3, è una stella bianca distante 65 a.l.

epsilon UMa (Alioth), distante 78 a.l., una stella bianca variabile tra mag. 1.7 e 1.8 con un periodo di 5.1 giorni.

zeta UMa (Mizar), mag. 2.3, è una celebre stella multipla. Con buoni occhi, o con un binocolo, è visibile una compagna di mag. 4.0, Alcor. Mizar è distante 60 a.l., dalla Terra e Alcor 80 a.l., troppo discoste per far parte di una autentica binaria. Con un piccolo telescopio si può vedere che Mizar ha un’altra compagna di mag. 4.0, più vicina ad essa e con la quale è legata fisicamente. Questa stella fu scoperta con un telescopio da Giovanni Riccioli, nel 1650. Nel 1889, E. C. Pickering scoprì che Mizar è anche una binaria spettroscopica. La compagna di Mizar è un’altra binaria spettroscopica, e tale è anche Alcor.

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mercoledì 10 dicembre 2008

Orsa Minore, il piccolo carro

Nomi delle 88 Costellazioni

Costellazione dell'Ursa minor ( L'ORSA MINORE, IL PICCOLO CARRO )






Questa costellazione era nota fin dal 600 a.C., assemblata da Talete. L'orsa minore contiene il polo nord celeste, e ospita la stella Polaris, nota appunto come stella Polare. Nel 2100 la stella polare per effetto della precessione raggiungerà la massima vicinanza al polo, da allora però si allontanerà sempre più. Le stelle beta e gamma Ursae minors prendono il nome anche di Guardiani del polo.

alfa Ursae minoris (Polaris o Cynosura) è una supergigante gialla distante circa 700 a.l. È una variabile cefeide che varia tra mag. 2.1 e 2.2 con un periodo di circa 4 giorni. Polaris è anche una stella doppia, con una compagna di 9&ordt; magnitudine visibile con un piccolo telescopio.

beta UMi (Kochab), mag. 2.1, è una gigante arancio distante 95 a.l.

gamma UMi (Pherkad), mag. 3.1, è una stella bianco-azzurra distante 230 a.l. La stella di 5&ordt; magnitudine 11 UMi che si vede vicino non ha con essa alcun legame fisico.

delta UMi, mag. 4.4, è una stella bianco-azzurra distante 140 a.l.

epsilon UMi, mag. 4.2, distante 200 a.l., è una gigante gialla con una compagna più debole che la eclissa ogni 39.5 giorni, provocando una variazione di circa 1/10 di magnitudine, non avvertibile a occhio nudo.

zeta UMi, mag. 4.3, è una stella bianco-azzurra distante 110 a.l.

eta UMi, mag. 5.0, è una stella bianca distante 91 a.l.


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domenica 7 dicembre 2008

Pianeti a grappoli

Il telescopio Gemini North del Keck (Hawai) ed il telescopio spaziale Hubble stanno facendo a gara nello scoprire pianeti extrasolari attraverso immagini dirette. Una nuova fase di ricerca si sta aprendo…

Fino a poco tempo fa i pianeti attorno ad altre stelle si trovavano essenzialmente in tre modi: con le curve spettroscopiche che evidenziavano la presenza di uno o più corpi planetari attraverso lo spostamento delle righe dello spettro stellare (a seconda se il pianeta si avvicinava o si allontanava da noi). Con l’occultazione della stella da parte del pianeta (un leggero calo di luminosità dovuto al passaggio del pianeta davanti all’astro). Con l’effetto di microlensing (di cui abbiamo già parlato in questo sito), che evidenzia il pianeta attraverso la deformazione e l’intensificazione dell’immagine distorta di un oggetto lontanissimo occultato dalla stella più vicina. Ora siamo arrivati alle osservazioni dirette, sicuramente ancora più affascinanti.

Ecco quindi la coppia di pianeti ripresi alle Hawaii con l’ottica adattiva (la stella centrale è stata oscurata) che rivolvono attorno a HR 8799, astro di 1.5 masse solari, più giovane e distante 130 Anni Luce dal Sole. Il sistema planetario è ancora in formazione, ma si vedono benissimo i due pianeti b) e c). Il più vicino (a 40 Unità Astronomiche) è circa 10 volte la massa di Giove, l’altro (a 70 UA) circa 7.

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giovedì 4 dicembre 2008

Buchi neri galattici: cuori solitari

Una nuova meravigliosa analogia con l’essere umano coinvolge i buchi neri galattici. Questo “mostro” cannibale, come spesso viene descritto, può invece paragonarsi ad un vero e proprio “cuore” che batte e sostiene la vita dell’intera galassia.

Buchi neri galattici: cuori solitari

La galassia M84 vista a raggi X

e nel visibile. Al centro si intuisce il

suo enorme “cuore” pulsante


Il NASA’s Chandra X-Ray Observatory non smette mai di fornirci immagini incredibili e di fare scoperte a volte stupefacenti. L’osservazione continua della galassia M84 e del suo buco nero centrale ha mostrato che l’energia liberata dall’oggetto centrale non viene espulsa violentemente in modo repentino e drammatico, ma con un ritmo continuo ed estremamente dolce. E’ come se fosse un “cuore” che a ritmo costante pompasse la sua energia verso l’esterno mantenendosi vivo e aiutando la nascita di nuove stelle. Il “cibo” che proviene dalla materia circostante viene catturato dal buco nero e poi rilasciato sotto forma di energia, ritmicamente e con estrema gentilezza. Nessuna violenza, ma un’attenta gestione del delicatissimo equilibrio che regola una struttura così complessa come una gigantesca galassia.

Non sarà una scoperta esaltante come molte altre, ma è bellissimo pensare al terribile gigantesco buco nero come ad un armonioso e amorevole cuore pulsante … Che ne dite?


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lunedì 1 dicembre 2008

Occultazione di Venere del 1 dicembre 2008

Il prossimo 1 dicembre 2008 si verificherà un’occultazione di Venere da parte della Luna. L’evento sarà visibile comodamente al tramonto sotto la supervisione di un altro pianeta, Giove.

Prima di analizzare le fasi dell’evento, permettetemi di segnalarvi che nei giorni precedenti l’evento ed anche nei successivi, il pianeta Venere, subito dopo il tramonto, si troverà molto vicino a Giove, che raggiungerà il giorno 30, allorchè arriverà a circa 2 gradi di distanza angolare dal pianeta gigante.

Per la cronaca (soprattutto per aiutare chi si sta avvicinando all’astronomia!) Venere è il più brillante tra i due pianeti e in visuale sarà sempre il più vicino all’orizzonte, il più basso dei due.

Veniamo dunque all’evento: il primo dicembre alla coppia planetaria dunque si aggiungerà anche la Luna che si avvicinerà così tanto al duo, da occultarne il più splendente!

Questo evento sarà visibile in tutta Italia con tempi differenti e comunque sempre prima che la Luna tramonti. Ecco dunque che grazie al programma Occult 4.0, ho approntato una tabella con gli orari (espressi in tempo solare, l’ora del nostro orologio!) per gli istanti di inizio e di fine dell’occultazione per le città capoluogo di regione.

Orari Occultazione di Venere del 1 dicembre 2008

Orari dell’occultazione per le città capoluogo di regione

Inoltre, solo per la città di Roma, ho effettuato alcune “foto” dell’evento con il programma Stellarium,foto che potranno dare anche ai non romani un’idea di quello che si potrà osservare.


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