lunedì 28 dicembre 2009

Un anno in cielo, le foto della Nasa


FOTOGALLERIA
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In questa galleria, una selezione di foto sensazionali che la Nasa ha scattato nello spazio nel corso del 2009. In questa immagine, la Cometa Verde: è stata fotografata il 23 febbraio con un teleobiettivo 300mm, nel giorno del suo massimo avvicinamento alla Terra. Sullo sfondo, altre stelle segnano il cielo come striature bianche.

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Astronomia, scoperto elisir di giovinezza delle stelle

Ricerca italiana ha spiegato perchè alcune stelle si mantengono bambine


Astronomia, scoperto elisir di giovinezza delle stelle ROMA - Scoperto l'elisir di giovinezza delle stelle. Una ricerca italiana è riuscita a spiegare perché alcune stelle si mantengono "bambine" nonostante si trovino in regioni della Via Lattea popolate soltanto da stelle molto anziane. Lo studio, pubblicato su Nature, è stato condotto dall'università di Bologna. Il segreto sembra essere in due meccanismi, molto diversi fra loro ma ugualmente validi. In ogni caso è sempre una coppia di stelle anziane a combinarsi in modo da ringiovanire e assumere l'aspetto delle cosiddette stelle "vagabonde blu". "E' come vedere dei bambini in una foto di gruppo di un ospizio per anziani. Viene spontaneo chiedersi cosa ci facciano lì", spiega Francesco Ferraro, alla guida del gruppo di ricerca del quale fa parte l'osservatorio di Bologna dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

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mercoledì 23 dicembre 2009

Hubble fotografa le "culle" dei pianeti


Lo scatto del telescopio spaziale subito foto del giorno nel mondo dell'astronomia

E' subito diventata la foto del giorno nel mondo dell'astronomia, quella scattata dal telescopio spaziale Hubble alle ''culle'' dei pianeti
Hubble fotografa le "culle" dei pianeti

ROMA - E' subito diventata la foto del giorno nel mondo dell'astronomia, quella scattata dal telescopio spaziale Hubble alle "culle" dei pianeti. L'immagine, pubblicata su Astronomy Picture of the Day, mostra la Grande Nebulosa di Orione, che si trova a 1.500 anni luce dalla Terra, e, nel dettaglio, alcuni sistemi di pianeti in formazione identificati nell'ambito del progetto "HST Orion Treasury", coordinato dall'astronomo Massimo Robberto dello STScI/Esa di Baltimora e al quale partecipa Francesco Palla, dell'osservatorio di Arcetri dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Nell'immagine i riquadri evidenziano dischi protoplanetari, ossia dischi di polvere e gas che possono ospitare stelle e sistemi planetari in formazione. Sono visibili anche getti di materia espulsa dal disco circumstellare alla velocità di centinaia di chilometri al secondo.

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lunedì 21 dicembre 2009

Spazio: lunedi' il sushi in orbita

(ANSA) - MOSCA, 19 DIC - Sushi nello spazio, la prossima settimana: 3 astronauti, tra cui un giapponese, verranno lanciati verso la Stazione spaziale internazionale. L'astronauta Soichi Noguchi partira' lunedi' dal cosmodromo russo di Baikonur, assieme al russo Oleg Kotov e all'americano Timothy Creamer a bordo della navicella Soyuz. Noguchi ha introdotto i colleghi al celebre piatto giapponese durante l'addestramento nella terra del Sol Levante. 'Li ho addestrati per diventare amanti del sushi' ha detto Noguchi.

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mercoledì 16 dicembre 2009

Una 'Superterra' a 40 anni luce

Una 'Superterra' a 40 anni luce (ANSA) - ROMA, 16 DIC - A 40 anni luce dal nostro pianeta c'e' una 'superterra': e' un pianeta piu' grande della Terra, con una debole atmosfera e ricco di ghiaccio.

Il pianeta, che comunque e' molto piu' piccolo rispetto ai numerosi pianeti giganti finora scoperti all'esterno del Sistema Solare, e' descritto su Nature dal gruppo di astronomi guidati dall'americano David Charbonneau, dell'universita' di Harvard, che lo hanno scoperto con un telescopio simile a quelli amatoriali.

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giovedì 10 dicembre 2009

Norvegia, "buco nero" in cielo nessuno sa spiegare perché

Multimedia
UFO, fenomeno atmosferico o apparizione messianica? Non si può ancora dire ma per ora l'ipotesi che si può escludere più di tutte è un lavoro fatto con Photoshop o in postproduzione video. Insomma sembra proprio che il fatto sia avvenuto davvero. Ma cos'è successo nei cieli norvegesi stamattina?

E' successo che la zona più nord ha potuto assistere a un peculiare spettacolo in cielo per ora incatalogabile, che gli stessi testimoni norvegesi derubricano dalla fenomenologia delle aurore che si possono ammirare in quelle terre. La formazione di una sorta di "buco nero" a spirale, molto simile a come li immaginano i film di fantascienza. L'apertura di un buco in cielo, iniziato con l'apparazione di un globo luminoso che irradiava anelli di luce. In poco tempo, gli anelli hanno preso la forma di spirale, colorandosi di bianco verso l'esterno e di blu verso il nucleo di origine. Fino a diventare in breve tempo la cosa più grande in cielo in quel momento, più della luna.

Stando alle testimonianze, la spirale ha percorso un tratto di cielo, lasciando dietro di sé una scia bluastra.
Il fenomeno è durato meno di un minuto, fino al collasso della spirale luminosa. Che però ha lasciato in cielo un buco vuoto, senza luce.

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martedì 1 dicembre 2009

Spazio: Soyuz atterrata Kazakhstan

(ANSA) - MOSCA, 1 DIC - E' atterrata nelle steppe kazache la navicella russa Soyuz, con a bordo i tre astronauti della stazione spaziale internazionale (Iss).

Lo riferisce la tv Vesti 24, che ha trasmesso in diretta l'operazione. I cosmonauti tornati sulla terra sono il russo Roman Romanenko, il belga Frank De Winne dell'agenzia spaziale europea e il canadese Robert Thirsk.

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giovedì 26 novembre 2009

Scoperto fossile cosmico nella Via Lattea

Scovato nel cuore della Via Lattea il primo 'fossile galattico'. Si tratta di un sistema stellare, battezzato Terzan 5, dalle caratteristiche sorprendenti: si tratta infatti di un grande e affollatissimo sistema stellare che, a differenza degli altri normalmente popolati da stelle tutte relativamente simili e coeve, risulta invece formato da diverse generazioni di astri, di età e composizione chimica variabili. Lo ha scoperto, e descritto questa settimana su Nature, un gruppo italiano coordinato dall'università di Bologna e al quale ha partecipato l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Secondo gli scienziati, Terzan 5 potrebbe essere quel che resta di un antico sistema proto-galattico 500 volte più grande, che 12 miliardi di anni fa si unì ad altri dando origine, come mattoni primordiali, alla Via Lattea, la nostra galassia.

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mercoledì 25 novembre 2009

Iss: oggi passeggiata spaziale

(ANSA) - WASHINGTON, 23 NOV - L'astronauta Usa Randolph Brusnik e' uscito oggi dalla stazione internazionale ISS per la seconda passeggiata spaziale della sua vita.

Si tratta della terza, di quelle previste nell'ambito della missione della Nasa STS-129. Brusnink - ha reso noto la Nasa - e' uscito nello spazio con l'astronauta Robert Satcher, un chirurgo. Che pero' ha il compito in questa missione di fare il 'meccanico' spaziale per fissare assieme al collega alcuni pezzi di ricambio all'esterno della stazione.

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venerdì 20 novembre 2009

Foto di famiglia sulla Luna, boom sul web


All'indomani del bombardamento della Luna, l'attenzione per gli avvenimenti riguardanti il nostro satellite è tornata alta. Nell'immagine una foto della famiglia Duke: il padre Charles Moss, la madre Dorothy e i due figli, Charles e Thomas. Questo scatto non fa bella mostra di sé sulla mensola del salotto di casa Duke, ma giace sulla superficie della Luna, nel luogo esatto dove la lasciò nel 1972 il capo famiglia. Charles Moss Duke era, infatti, il pilota del modulo lunare dell'Apollo 16 (le foto della missione). Questo rende lo scatto molto speciale. La storia è tanto famosa che ha ispirato delle tavole del fumetto Watchmen (accostamento dal blog Gizmodo)

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lunedì 16 novembre 2009

Marte, la Nasa prova a salvare la sonda Spirit

Il rover è intrappolato nella sabbia

(ANSA) - ROMA, 14 NOV - Da domani mattina la Nasa comincerà a trasmettere su Marte i comandi che permetteranno il salvataggio del rover Spirit, rimasto imprigionato nella sabbia in un cratere. E' dal 23 aprile scorso che Spirit è intrappolato in un sito chiamato 'Troy' e fin da ora gli esperti dell'agenzia spaziale americana sanno che liberarlo non sarà affatto semplice e che richiederà molto tempo. Lo hanno dimostrato i test condotti sulla Terra fin dalla primavera scorsa, simulando condizioni analoghe a quelle in cui si trova il rover sul suolo marziano. "Sarà un lavoro molto lungo e c'é un'alta probabilità che i tentativi non porteranno ad un successo", ha osservato il direttore del programma della Nasa per l'esplorazione di Marte, Doug McCuistion.

Gli esperti si preparano a dover accettare il peggiore degli scenari: quello in cui il rover arrivato su Marte nel gennaio 2004 possa aver concluso la sua missione straordinariamente lunga (avrebbe dovuto durare 3 mesi e invece é andata avanti per 5 anni, ben 22 volte più del previsto) e ricca di scoperte.

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sabato 14 novembre 2009

La Nasa: "C'è acqua sulla Luna. E molta"















La Nasa ha scoperto sulla Luna «importanti quantità d'acqua». Lo ha reso noto alla CNN un responsabile dell'agenzia spaziale americana, secondo il quale sul satellite è stata rilevata una «significativa quantità» di ghiaccio. «Non stiamo parlando solo di acqua sulla luna, ma di quantità rilevanti di acqua sulla luna», hanno detto gli scienziati della Nasa nel dare l' annuncio.


La scoperta è stata fatta nell' ambito della missione L-CROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite), considerata la prima missione nei rinnovati programmi Nasa di riportare l'uomo sulla Luna entro il 2020. L-CROSS è una specialissima sonda dotata della capacità di bombardare la superificie lunare, raccogliere i detriti causati dall'esplosione e consentire agli scienziati a terra di esaminarli nel dettaglio. È stato appunto dopo aver aperto un cratere nella zona del Polo Sud lunare che gli scienziati hanno annunciato di aver rinvenuto tracce «importanti» di «significative quantità di acqua ghiacciata».

«Dai primi dati emersi dall'indagine lunare - si legge in una nota della Nasa - indicano che la missione ha con successo scoperto l'acqua in un cratere nel lato oscuro della luna». Una scoperta, afferma la Nasa «che apre un nuovo capitolo nello studio del territorio lunare». Il missile proiettile CENTAUR il 9 ottobre scorso aveva colpito il cratere Cabeus, alla velocità di circa 9000 chilometri orari. Subito dopo un altro missile equipaggiato con una telecamera aveva filmato l'impatto.

Nel cratere, secondo quanto riferito dal responsabile della missione Doug Cooke, c'erano circa 90 litri di acqua. «Abbiamo sbloccato i misteri dei nostri vicini del sistema solare - si legge nel comunicato - questo ci permetterà di rivelare altri segreti». LCROSS era stato lanciato il 18 giugno scorso dalla Florida. Dopo aver viaggiato per circa 113 giorni e aver percorso circa 9 milioni di chilometri Centaur e LCROSS si erano separati sull'approccio finale alla luna.

13 novembre 2009

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mercoledì 11 novembre 2009

Molecole organiche su atmosfere di esopianeti

a cura di Vincenzo Zappalà

Nuove osservazioni degli Hubble e Spizer Space Telescopes hanno confermato la presenza di molecole organiche nell’atmosfera di un gigante gassoso a circa 150 Anni Luce da noi. Da un lato questa è un’ottima notizia, ma dall’altro complica un po’ il lavoro di ricerca di vita extraterrestre su pianeti simili alla Terra.

L’enorme pianeta HD 209458b, nella costellazione del Pegaso, ha mostrato chiaramente segni di molecole organiche nella sua atmosfera. Già nel dicembre dello scorso anno si era trovata anidride carbonica intorno a HD 189733b, ma ora si sono rilevate anche tracce chiarissime di vapor d’acqua e metano. La tecnica usata è la spettroscopia che permette di studiare lo
spettro luminoso ed evidenziare i segni di particolari composti chimici. La camera infrarossa e lo spettrometro dell’Hubble rivelano la presenza delle molecole, lo Spitzer è in grado di valutarne l’abbondanza.

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sabato 7 novembre 2009

Scoperto possibile cratere da impatto sull’Appennino meridionale

Dopo la delusione del piccolo cratere trovato nei monti vicini a L’Aquila, probabilmente da riferirsi ad un manufatto umano (abbeveratoio per mucche di epoca romana o medioevale), l’Italia resta senza alcuna struttura da impatto visibile. Questo però forse solo fino ad oggi…

Il dott. Giuseppe Francione, geologo, docente di Scienza della Terra, ha fatto una scoperta, che se venisse confermata, darebbe al nostro Paese un cratere con i “fiocchi”. Non solo per le dimensioni notevoli, ma anche per la forma ellittica che potrebbe riferirsi ad un raro urto quasi radente. Attendiamo con ansia gli ulteriori studi di Giuseppe Francione, che attraverso l’analisi delle rocce dovrà stabilire se esistono le tipiche metamorfosi dovute allo shock da impatto. Andiamo pure avanti con i piedi di piombo, ma le prime immagini e la competenza dello scopritore ci danno grosse speranze. Nel seguito riporto una breve relazione scritta da Giuseppe Francione. (Enzo Zappalà)

Foto satellitare del cratere da impatto

Foto satellitare del cratere da impatto

La scoperta, è stata fatta sulla catena dell’Appennino Meridionale; ci troviamo alle propaggini occidentali di un massiccio avente un’ossatura di natura calcarea. Il versante calcareo in esame è del Mesozoico (Cretacico Sup.), delimita il massiccio con andamento NW-SE lungo il suo lato meridionale, che con brusco aumento dell’inclinazione degli strati (40°) dà origine ad una monoclinale che s’immerge, verso sud-ovest, sotto la formazione flyschoide del miocene. Diversi sono stati gli elementi che hanno spinto lo scrivente ad interessarsi all’area in esame.

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domenica 1 novembre 2009

Un asteroide ha impattato la Terra

a cura di Vincenzo Zappalà

L’8 ottobre, un piccolo asteroide di circa una decina di metri è esploso nell’atmosfera terrestre liberando un’energia di circa 50 chilotoni, ben superiore a quella delle bombe nucleari della seconda guerra mondiale.

Anche se i nostri mass media non ne hanno parlato (notizie ben più importanti attraggono l’attenzione, soprattutto adesso che è cominciato il Grande Fratello…), un impatto asteroidale che ha seminato il panico nella popolazione locale è piombato sulla Terra lo scorso 8 ottobre sopra la costa dell’Indonesia, facendo pensare ad un terremoto per il rumore dell’esplosione avvenuta a considerevole altezza. Gli infrasuoni causati dallo scoppio sono stati rivelati fino a 10000 km di distanza. L’oggetto celeste non era noto a causa delle sue limitate dimensioni, stimate in circa 10 m. E’ facile che il corpo celeste si sia disintegrato completamente, anche se è probabile che alcuni frammenti possano avere raggiunto il suole (o il mare).


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giovedì 29 ottobre 2009

Spazio: Nasa, riuscito lancio Ares


Il sostituto dello Shuttle è in orbita


WASHINGTON - Lancio riuscito da parte della Nasa del razzo Ares 1-X. Il prototipo è stato lanciato alle 11,30 (le 16,30 italiane) dal centro spaziale di Cape Canaveral, in Florida, e secondo le immagini diffuse in diretta da tutte le principali emittenti americane si è svolto regolarmente.

Il razzo, alto 99,6 metri, e' rimasto come previsto con i motori accesi per circa 2 minuti, prima che i suoi due stadi si separassero: il primo e' stato paracadutato, il secondo ha mantenuto la traiettoria prevista per ricadere nell'Atlantico. Il lancio di Ares 1-x rientra nel programma di voli spaziali umani previsti dalla Nasa per gli anni a venire, dopo il 'pensionamento' dello Shuttle. L'agenzia spaziale, peraltro, non ha ancora deciso se continuare lo sviluppo del razzo oppure no, anche perche' il Comitato della Casa Bianca preposto alla supervisione del programma lo ha valutato utile ma troppo costoso.

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venerdì 23 ottobre 2009

Vento solare

Il vento solare è il vento emesso dalla nostra stella, il Sole; si tratta di una corrente di particelle (principalmente protoni ad alta energia, ~500 keV) emesse dall'atmosfera più esterna della stella.

Negli anni '30, gli scienziati avevano determinato che la temperatura della corona solare doveva essere di un milione di gradi Celsius a causa della maniera in cui risaltava nello spazio (quando vista durante un'eclissi totale). Studi ingegnosi eseguiti con lo spettroscopio confermarono questa temperatura straordinaria. A metà degli anni '50 il matematico britannico Sydney Chapman calcolò le proprietà che doveva avere un gas a quella temperatura e determinò che era un tale superbo conduttore di calore che doveva estendersi grandemente nello spazio, ben oltre l'orbita della Terra. Sempre negli anni '50 uno scienziato tedesco di nome Ludwig Biermann studiò le comete, e il fatto che la loro coda puntava sempre in direzione opposta al Sole. Biermann postulò che questo avveniva perché il Sole emetteva un flusso costante di particelle che spingevano lontano alcune particelle ghiacciate della cometa, formandone la coda.

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lunedì 19 ottobre 2009

Macchia solare

Una macchia solare è una regione della superficie del Sole (la fotosfera) che è distinta da una temperatura minore dell'ambiente circostante, e da forte attività magnetica. Anche se in realtà le macchie solari sono estremamente luminose, perché hanno una temperatura di circa 5000 kelvin, il contrasto con le regioni circostanti, ancora più luminose grazie ad una temperatura di 6000 kelvin le rende chiaramente visibili come macchie scure. Numerose macchie simili sono state osservate anche in stelle diverse dal Sole, e prendono il nome più generale di macchie stellari.

Il numero di macchie che appaiono sulla superficie del Sole è stato misurato a partire dal 1700, e stimato all'indietro fino al 1500. La tendenza è quella di un numero in aumento, e i valori più grandi sono stati registrati negli ultimi 50 anni. [1]

Il numero di macchie solari è correlato con l'intensità della radiazione solare. Durante il Minimo di Maunder esse quasi scomparirono, e la Terra nello stesso periodo si raffreddò in modo consistente. La correlazione tra i due eventi è oggetto di discussioni nella comunità scientifica (vedi riscaldamento globale).

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E se le macchie solari sparissero?

Il sito Spaceweather ha appena pubblicato un approfondimento della notizia relativa a uno studio sulla variabilità magnetica delle macchie solari, le quali, secondo due astrofisici del National Solar Observatory di Tucson, stanno perdendo visibilmente intensità. Il sito è andato a chiedere direttamente il parere dei due studiosi, che ammettono che a fronte di una simile perdita di intensità non è del tutto da escludere l'ipotesi che le macchie solari, che sono appunto legate all'intensità dei campi magnetici, spariscano quasi completamente. Ci sono insomma condizioni solari compatibili con il celebre minimo di Maunder, che iniziò nel 1645 e si prolungò per oltre 70 anni. Altri esperti ritengono che il sole si è semplicemente addormentato un po', che entro un anno tutto ripartirà.

Un paio di giorni prima il sito aveva pubblicato un altro articolo che fa riflettere sulle possibile conseguenze di questo profondo minimo solare sul sistema geomagnetico. Il 2 settembre 1859
durante un massimo a bassa intensità come quello che si prevede nei prossimi 3 o 4 anni, fu registrata a terra una tempesta geomagnetica di proporzioni colossali, con l'aurora boreale visibile addirittura a Cuba. Il giorno prima l'astronomo dilettante Richard Carrington aveva avvistato e descritto un potentissimo brillamento sulla superficie del sole, in corrispondenza di un esteso gruppo di macchie. A terra, i fili dei telegrafi si caricarono al punto da provocare scintille, danneggiando gli apparecchi riceventi e addirittura infiammando le strisce di carta degli inchiostratori. La morale? Che anche un minimo solare o un ciclo a bassa intensità possono fare da sfondo a tempeste geomagnetiche di grandi proporzioni. Anche dal punto di vista propagative, la mia esperienza di cicli solari e correlazioni con la ricezione di segnali lontani mi induce a credere che non si debba temere un blackout delle onde corte o delle aperture in E sporadico in FM. In questo fine settimana sentivo cose molto interessanti, incluso il servizio per le forze armate americane ripetuto dalla base nel Pacifico alle isole Hawaii, e molti segnali interessanti nelle bande alte radioamatoriali. La stagione dell'E sporadico non è stata eccezionale, ma sembra ormai chiaro che il fenomeno non è fortemente correlato all'andamento del ciclo.

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giovedì 15 ottobre 2009

La sorprendente quiete del Sole!


Abbiamo oramai superato anche il ciclo 13 nel numero totale di giorni senza macchie solari. A quota 740 spotless days l'attuale minimo si colloca al quarto posto di sempre. E ci sono tutte le premesse perché possa battere altri record.

Aldo Meschiari: 14-10-2009 ore 14:44

Nonostante le sempre più numerose attestazioni di sorpresa e di sconcerto mostrate dagli scienziati che si occupano dello studio della nostra stella, la fase di quiescenza continua quasi senza battute d'arresto. In questi giorni l'attuale minimo ha superato anche il ciclo 13 nel numero totale dei giorni senza macchie, che si collocava a quota 736. Con tutta probabilità anche oggi il Sole finirà per far segnare uno spotless day (giorno senza macchie), portando la somma dei cosiddetti giorni bianchi a 740. Un risultato davvero notevole se si pensa che venivamo da uno dei periodi di maggiore attività solare degli ultimi secoli (secondo alcuni studiosi degli ultimi millenni).

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sabato 10 ottobre 2009

Bomba sulla Luna, riuscito impatto


La sonda LCROSS ha scaglia un proiettile contro un cratere lunare


NEW YORK - Luna bombardata per cercare l'acqua: il satellite della Nasa Lcross (Lunar crater observation and sensing satellite), dopo avere sganciato il missile Centaur, ha creato un "impatto gemello" sulla superficie della Luna, precipitando a un paio di chilometri dal razzo. Agli scienziati spetta ora il compito di analizzare i dati raccolti dalla sonda Lcross per verificare la presenza di ghiaccio o acqua nel pennacchio di polvere che si è sollevato di una decina di chilometri dalla superficie lunare, dopo l'impatto con il missile Centaur scagliato contro il cratere Cabeus.

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venerdì 9 ottobre 2009

La macchina di Anticitera


a cura di Vincenzo Zappalà

Si stanno svelando tutti i misteri del più prodigioso calcolatore planetario dell’antichità greca. La realtà sembra superare di molto la fantascienza.

Nel 1902, presso l’isola di Anticitera (o Antykithera che dir si voglia), situata tra il Peloponneso e Creta, fu ritrovato un relitto di un’antica nave romana, nelle cui vicinanze furono recuperati i resti di un congegno meccanico che sarebbe presto passato alla storia come la Macchina o il Meccanismo di Anticitera. Benché le 82 parti in rame fossero ormai corrose dal tempo si riuscì a ricostruire parzialmente la struttura e a leggere alcune iscrizioni. La meraviglia fu grande. Il meccanismo altri non era che un complesso congegno meccanico che permetteva di riprodurre il moto dei pianeti attorno al Sole e la fasi lunari.

Si pensò subito ad un reperto moderno finito casualmente vicino alla nave. Ma il caso sarebbe stato troppo assurdo e poi le iscrizioni datavano il manufatto intorno al primo secolo a.c. Sembrava impossibile che a quei tempi si avessero delle conoscenze così esatte dei moti planetari e ci fosse una tecnica di costruzione tanto raffinata e precisa. Tuttavia, si scoprì presto che almeno 30 ruote dentate erano inserite nel congegno e che queste permettevano di riprodurre il rapporto 254:19 necessario per ricostruire il moto della Luna in rapporto al Sole.

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domenica 4 ottobre 2009

Le Piramidi: tradizioni, ricerche … e soprattutto invenzioni! (2)

Seconda parte dell’articolo relativo al tema delle Piramidi d’Egitto e alle varie bufale che aleggiano loro intorno.

Orione. Ma perchè proprio lui?

Arriviamo dunque al terzo spunto: gli studiosi hanno trovato che la posizione delle Piramidi ricalca la posizione di tre stelle della costellazione di Orione.

Nella foto a fianco, tratta da foto satellitari facilmente reperibili in internet, si vede la disposizione delle tre Piramidi nella Piana di Giza.

Sorprendentemente sono davvero allineate secondo la direzione Nord-Sud con una precisione che forse solo oggi potremmo ottenere.

Nella foto ho disegnato dei quadrati ad indicare le Piramidi (che nella foto da satellite presentano una punta decentrata, dato che il satellite non passava certo al loro zenit!) e con dei cerchi rossi ho indicato la posizione delle tre stelle della Cintura di Orione (Mintaka, Alnilam e Alnitak) che possiamo osservare comodamente nella figura a fianco.

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mercoledì 30 settembre 2009

Le Piramidi: tradizioni, ricerche … e soprattutto invenzioni! (1)

In questo articolo mi propongo di presentare alcuni spunti di riflessione sull’affascinante tema delle Piramidi (in Egitto), anche per esporre qualche opinione personale.
Prima di iniziare questo articolo, desidero confessare che è la prima volta che mi interesso di piramidi: non pretendo assolutamente di competere con chi ha fatto dello studio di tali manufatti lo scopo della propria vita. Fra un po’ vi dirò perché mi è venuto in mente di approfondire questo argomento: in pratica per me è stato un inizio di ricerche su Internet ed al momento non ho in previsione un viaggio dalle parti di Giza. Ma sicuramente prima o poi lo farò!

Sappiamo tutti che le Piramidi sono delle costruzioni che hanno da sempre attratto l’interesse di studiosi, archeologi ed astronomi su tutti, fino ad arrivare ai semplici curiosi: non ho sottomano le statistiche, ma mi sembra di poter dire che il numero di visitatori alla Piana di Giza ogni anno è sempre notevolissimo.
Nel mio caso invece, un minimo di volontà di approfondire le tematiche sulle Piramidi è stato dato dalla lettura di un libro, un thriller di un certo Tom Martin, intitolato “Pyramid“: lungi da me fare pubblicità a tale scritto (anzi, fra un po’ ne farò una controanalisi…), ecco che la semplicità di lettura del romanzo e la trama abbastanza ricca (anche se parla di cose trite e ritrite…) mi hanno spinto ad analizzare dal punto di vista astronomico quanto riportato nel racconto. Da cosa nasce cosa, per cui cercando su internet alcune cose, ne ho trovate altre, che mi hanno alla fine spinto a scrivere queste note.

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giovedì 24 settembre 2009

La luna non è arida come si pensava

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Secondo Space.com, il numero della rivista Science di domani conterrà i sorprendenti risultati dei rilievi di tre veicoli spaziali: "prove inequivocabili" che sulla Luna c'è acqua, e probabilmente se ne forma di nuova in continuazione.

Quando le missioni umane Apollo riportarono sulla Terra dei campioni di roccia lunare, le analisi rilevarono esigue tracce d'acqua, ma si pensò che fosse di origine terrestre, perché i contenitori usati per trasportare le rocce avevano subìto delle perdite. Per questo si diffuse l'idea che la Luna fosse totalmente arida, tranne forse per qualche accumulo in alcuni crateri presso il polo sud lunare, nei quali la luce solare non arriva mai.

I dati acquisiti di recente dalla sonda indiana Chandrayaan-1 (nel disegno qui accanto) e negli anni scorsi dai passaggi delle sonde statunitensi Cassini e Deep Impact mettono però in dubbio quest'idea. Tutte e tre hanno infatti rilevato più volte il segnale spettrale dell'acqua o del gruppo ossidrile. E lo hanno rilevato in superficie, dato che i rilevamenti degli strumenti non penetrano nel terreno che per qualche millimetro. Il segnale è inoltre più intenso verso le regioni polari, e secondo Deep Impact la presenza d'acqua varia a seconda dell'ora del giorno lunare. C'è più acqua al mattino che a mezzogiorno.

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martedì 22 settembre 2009

21 dicembre 2012: il mistero del calendario Maya - parte 2

Preoccupati per il 2012 e per la fine della nostra amata Terra? Niente paura, ecco spiegato il calendario Maya e il perchè la fantomatica data del 21 dicembre 2012 sia in realtà un giorno come un altro…

Nella
prima parte di questo articolo ho esposto un metodo scientifico per rappresentare una data e facilitarne le comparazioni. Quanto scritto, all’apparenza privo di connessioni, serve per poter introdurre senza traumi il calendario Maya, strumento ideato da una popolazione che sappiamo abitava nel Sudamerica, ma che è misteriosamente scomparsa all’improvviso nel pieno fulgore della propria civiltà. Da parecchie parti si legge che i Maya avevano raggiunto un alto grado di precisione nei calcoli astronomici, nella computazione del calendario ed in altre attività della vita quotidiana.

Vediamo dunque un modo che avevano i Maya di rappresentare una data: praticamente è simile al metodo “matematico” che ho indicato nel
precedente appuntamento, più complesso solo in apparenza.

Ad esempio il giorno 22 dicembre 2008 (20081222, che magari per leggibilità possiamo indicare con 2008.12.22) per i Maya era il “12.19.15.16.18“, che matematicamente potremmo scrivere 1219151618.

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sabato 19 settembre 2009

21 dicembre 2012: il mistero del calendario Maya - parte 1

In questo articolo parlerò di calendari, di credenze, di fine del mondo e di X-Files. State tranquilli, non è il palinsesto di certe trasmissioni televisive ma solo un’introduzione che ci farà comprendere a pieno il mistero che aleggia attorno ai calendari Maya e al famigerato anno 2012

Già da un bel po’ di tempo se si gira per le librerie e si va a cercare il reparto “Esoterismo” (nel mio caso, invece, non lo vado certo a cercare, ma semplicemente mi ci imbatto) non si può non notare un gran numero di libri riguardanti una data misteriosa: 21 dicembre 2012. I titoli più frequenti associano a tale data “la fine del mondo“, mentre altri (mettendo le mani avanti, un po’ più saggiamente…) aggiungono a mo’ di sottotitolo “l’inizio di una nuova era“.

Già su queste prime informazioni ci sarebbe da scrivere un altro libro: io mi accontento di aggiungere alcune considerazioni personali su questo sito, sperando che possano essere d’aiuto nel distinguere la vera informazione dalla bufala.

Non a caso si parla innanzitutto di esoterismo: di solito in questo reparto potrete trovare altre pubblicazioni quali libri di astrologia, di bio-architettura, para-scienza, para-medicina e chi più ne ha più ne metta: materie sulle quali loschi e furbi personaggi (soprattutto capelloni…) speculano sull’ignoranza, la dabbenaggine e la creduloneria dei più sprovveduti, facendo soldi a palate…

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martedì 15 settembre 2009

Stonehenge


I Cromlech di Stonehenge

Magari a qualcuno il titolo potrà sembrare strano: è presto detto… I pietroni, i menhir che costituiscono il sito di Stonehenge sono detti proprio Cromlech.

Attualmente grazie ad internet ed ai suoi potenti motori di ricerca, trovare informazioni su qualsiasi argomento, Stonehenge in particolare, è davvero un gioco da ragazzi: come sempre bisogna stare attenti a quello che si trova. Accanto a siti archeologici ed astronomici, sia italiani, che americani, ma soprattutto inglesi (in particolare quello dell’English Heritage), si trovano viceversa siti imbottiti di parole tipo mistero, arcano, UFO, scienze alternative, astrologia ed altro ancora.

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mercoledì 9 settembre 2009

La cura dimagrante di Betelgeuse

Betelegeuse, la seconda stella più luminosa di Orione, è una supergigante rossa che sta ormai per esplodere in una supernova. La riduzione del suo diametro, osservata da parecchio tempo, sembra finalmente avere ottenuto una spiegazione esauriente.

Betelgeuse è una delle stelle più grandi del cielo con il suo diametro circa 1000 volte maggiore di quello del Sole. E’ anche una delle più luminose, emettendo 100000 più luce della nostra stella. Queste caratteristiche la condannano ad una vita molto breve: benché abbia solo pochi milioni di anni è ormai prossima alla sua fine. Quando succederà darà origine ad una supernova facilmente visibile dalla Terra anche in pieno giorno, essendo a “soli” 600 Anni Luce da noi (ma non parliamo di fine del mondo …). Uno dei problemi ancora insoluti riguardanti Betelgeuse (ma anche le altre supergiganti rosse) era fino a poco tempo fa il meccanismo che la porta a perdere un’enorme quantità di materia, pari alla massa del Sole, nel giro di poche migliaia di anni. Sulla sua diminuzione di dimensioni leggete
questo articolo.

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giovedì 3 settembre 2009

Andromeda, la galassia cannibale

Per la prima volta si è riusciti a mapparne con precisione i confini, rilevando stelle e strutture giganti che rappresentano i resti di altre galassie minori
Andromeda, la galassia che dista appena 2,5 milioni di anni luce dalla Via Lattea, sta ancora "digerendo" i resti di alcune galassie nane che ha cannibalizzato. Le tracce di questo lontano evento sono state individuate da un gruppo di astronomi dell'Università di Cambridge grazie alle riprese ottenute con MegaCam/MegaPrime di cui è dotato il Canada-France Telescope, alle Hawaii.

Lo studio, i cui risultati sono pubblicati su "Nature", ha posto sotto osservazione un'area di un milione di anni luce di diametro e ha permesso di realizzare la più ampia e precisa panoramica della galassia mai ottenuta.

Secondo le teorie sull'evoluzione delle galassie, queste crescono assorbendo via via galassie più piccole e "questa è una prima dimostrazione visiva del fenomeno", ha osservato Mike Irwin, uno degli autori della ricerca. "La nostra ripresa ha prodotto una panoramica senza pari della struttura della galassia, che rivela come le galassie siano il risultato di un progressivo processo di accrezione e interazione con quelle vicine".

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venerdì 28 agosto 2009

Nasa: rinviato il lancio della navetta Discovery

La Nasa ha annullato il lancio previsto per oggi della navetta Discovery. Il lancio, previsto per le 1,10 di oggi (le 7,10 ora italiana), è stato annullato per la rottura di una valvola del serbatoio della navetta. Per la missione STS-128 verso la Stazione Spaziale Internazionale si tratta del secondo rinvio, dopo quello di ieri dovuto a condizioni meteorologiche non favorevoli nella zona di Cape Canaveral, in Florida. La Nasa non ha fissato un nuova data per il lancio.

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mercoledì 19 agosto 2009

Tracce di glicina in cometa rafforza tesi di vita dallo spazio

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LOS ANGELES (Reuters) - L'amminoacido glicina, fondamentale blocco di proteine, è stato trovato per la prima volta in una cometa, rafforzando la teoria secondo la quale gli ingredienti grezzi della vita sono arrivati sulla Terra dallo spazio. Lo hanno annunciato ieri gli scienziati.

Tracce microscopiche di glicina sono state trovate in un campione di particelle recuperate dalla coda della cometa Wild 2 dalla navicella spaziale della Nasa Stardust ben all'interno del sistema solare a 390 milioni di chilometri dalla Terra, nel gennaio 2004.

Campioni di gas e polvere raccolte su un piatto coperto da un materiale supervaporoso chiamato aerogel sono tornati sulla Terra due anni fa in un barattolo lanciato dalla navicella e atterrato con un paracadute nel deserto dello Utah.

Si ritiene che le comete come Wild 2, che ha preso il nome dall'astronomo Paul Wild (si pronuncia Vild), contengano parti ben preservate di materiale che risale all'origine del sistema solare miliardi di anni fa, un nesso quindi con la formazione del sole e dei suoi pianeti.

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mercoledì 5 agosto 2009

Stelle cadenti

12-13 Agosto - Perseidi (lacrime di San Lorenzo).


Le perseidi sono uno degli sciami più attivi, regalandoci fino a 60 meteore ogni ora durante il loro massimo, che quest'anno cade nella notte tra il 13 ed il 14 Agosto, ma saranno comunque visibili molte stelle cadenti a partire dal 23 Luglio fino al 22 Agosto. La Luna crescente disturberà le osservazioni fino al suo tramonto, lasciando il cielo buio solo nell'ultima parte della notte. Il punto radiante per questo sciame è nella costellazione di Perseo. Osservate verso nord-est dopo la mezzanotte.

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sabato 1 agosto 2009

Il Cielo di Agosto 2009 - Costellazioni, Pianeti, Eclissi ed Eventi Celesti.

Agosto, grazie alle sue calde serate, alle famose "lacrime di san lorenzo", al maggiore tempo libero dato dalle ferie, è forse il mese che più di altri fa riscoprire la voglia di alzare gli occhi al cielo stellato.

In questo mese troveremo nel cielo serale un luminossisimo Giove, incofondibile, sarà l'atro piu brillante nelle calde sere di Agosto.

Avremo occasione di osservare diversi sciami di stelle cadenti, le Perseidi, le "lacrime di San Lorenzo", avranno il oro massimo di visibilità nella notte del 12 Agosto. Ma non sarà l'unica occasione per osservare delle meteore, presto approfondiremo con un'articolo dedicato a questo argomento!

il cielo di agosto 2009

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martedì 28 luglio 2009

PNG75.5+1.7, una bolla celeste tra le stelle


È una nebulosa generata da una vecchia stella lanciando nello spazio gas e polveri derivati dallo strato più esterno

Ora la luminosa cosmica «bolla del cigno» ha anche un nome scientifico. Per la verità è una lunga sigla, ma basta per classificare un rara formazione celeste che stupisce e affascina; sembra incredibile nella sua gigantesca perfezione. La bolla cosmica battezzata «PNG75.5+1.7» nei giorni scorsi, era stata scoperta ancora il 6 luglio dell’anno scorso da Dave Jurasevich durante una ricognizione dall’osservatorio di Monte Wilson.

PERFETTA FORMA SFERICA - Poco dopo, anche due astrofili Mel Helm e Keith Quttrocchi la scrutavano tra le stelle. La bolla è una nebulosa generata alla fine della vita da una vecchia stella lanciando nello spazio gas e polveri derivati dallo strato più esterno. La rarità della bolla-nebulosa è legata alla forma perfettamente sferica e simmetrica, appunto molto rara. Di solito, quando sono generate, le nebulose prendono invece le sembianze di un sigaro, di una bolla con due lobi, di un’ellisse; questa invece ha una geometria che sembra disegnata da Giotto: una meraviglia celeste invidiata da tutti i bimbi del mondo.

Giovanni Caprara

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mercoledì 22 luglio 2009

In Asia l'eclisse solare più lunga del secolo


Il sole oscurato per più di 6 minuti.

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Un asteroide grande come la Terra entra in collisione col pianeta Giove

La scoperta di un astronomo australiano, la Nasa conferma l'impatto
SIDNEY
Un astronomo dilettante australiano di un villaggio a nord di Canberra ha fatto una rara scoperta due notti fa, che ha elettrizzato gli scienziati della Nasa. Il programmatore di computer Anthony Wesley, di 44 anni, ha catturato con il suo telescopio da 37 cm montato in giardino immagini della zona di impatto di una massiccia cometa o asteroide, di dimensioni simili alla Terra, entrato in collisione con il pianeta Giove.

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venerdì 17 luglio 2009

Notturna sul Tobbio a veder le stelle...

Roberto Trek

Organizza

La notturna sul monte Tobbio

Sabato 18 luglio

Ritrovo in Piazza Matteotti a Serravalle ore 18:00

oppure loc. Eremiti ore 18:30

partenza ore 18:45 cena al sacco

munirsi di sacco a pelo, felpa e kway

Rientro all'alba
Colazione alla Baita del Rio Gorzente

Poi per chi volesse Laghi del Gorzente


N.B. Si ricorda che la strada da Voltaggio agli Eremiti è ancora interrotta ci si arriva via Serravalle-Gavi-Bosio oppure per chi proviene da Genova, dai Piani di Praglia.

lunedì 13 luglio 2009

Spazio, nuovo rinvio per lo Shuttle

Lancio Endeavour fermato dal meteo

La navicella spaziale Endeavour rimane ancora a terra. La Nasa ha infatti comunicato che, a causa delle ondizioni atmosferiche non ideali, è stato nuovamente rinviato a Cape Canaveral, in Florida, il lancio della missione STS-127, già annullata domenica. Un nuovo lancio è stato riprogrammato per le 18:51 di martedì (le 0:51 ora italiana di martedì).

Al centro spaziale Kennedy le condizioni meteo erano relativamente buone, ma alle 19:13 (l'1:13 in Italia), ora prevista per il lancio, una forte perturbazione era segnalata in arrivo nella zona in cui lo Shuttle avrebbe dovuto effettuare la partenza. Per questo motivo gli scienziati hanno deciso di sospendere il conto alla rovescia e di riprogrammare un nuovo lancio per martedì.

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venerdì 10 luglio 2009

18 luglio: la Luna occulta le Pleiadi!

In questo 2009, Anno Internazionale dell’Astronomia, non ci sono particolari eventi catalizzatori che riguardano l’Italia (come eclissi di sole e luna), a parte alcune occultazioni come quella del prossimo 18 luglio, che vede come protagonisti Luna e Pleiadi.

Ecco un bell’evento da seguire sia visivamente, ma meglio con uno strumento o in fotografia: anche un binocolo o un piccolo telescopio possono bastare per osservare la Luna che lentamente passa attraverso l’ammasso stellare delle Pleiadi, qualche ora prima dell’alba del 18 luglio. Fortunatamente è sabato ed anche se gli eventi avvengono a partire dalle 2 (di notte) passate, fino all’alba, poi magari, ci si può rimettere pure a letto per recuperare qualche ora di sonno!

L’evento è abbastanza spettacolare: la Luna apparirà come una falce calante, a metà strada tra l’ultimo quarto e la luna nuova e coprirà parte dell’ammasso per tutta l’Italia a partire dal sorgere della Luna stessa, fino a che le luci dell’alba non disturberanno la fase finale.

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N.B. Sabato 18 luglio, se il tempo è bello, organizzerò la notturna sul Monte Tobbio.

martedì 7 luglio 2009

Saturno e i suoi anelli - parte 8

La sonda spaziale Cassini, in orbita intorno a Saturno, non smette mai di sorprenderci con i dati che invia incessantemente al centro di controllo della NASA: non passa giorno che gli scienziati preposti all’analisi di questa mole di dati non si trovino davanti a delle scoperte molto interessanti.
Saturno in questo periodo si trova quasi al suo equinozio (ci arriverà piano piano in agosto) ed è questa un’occasione irripetibile per la sonda e per la comunità scientifica per osservare quanto sta succedendo in quelle lontane plaghe del sistema solare illuminate da lontano dal nostro stesso Sole. Nonostante Saturno si trovi a circa 10
UA dal Sole, quest’ultimo permette il crearsi di fantastici giochi di luci ed ombre che mai erano stati studiati così da vicino! Oltre ad essere dei bellissimi giochi di ombre causati dall’interporsi dei satelliti tra il Sole e il complesso sistema di anelli, queste circostanze permettono agli scienziati di approfondire le proprie conoscenze sulla struttura degli anelli, dei satelliti e del pianeta attorno al quale ruotano.

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mercoledì 1 luglio 2009

I satelliti più lontani a confronto

Ma i satelliti più lontani, quanto sono lontani? Quant’è lontana la Luna rispetto ai satelliti più noti, come Titano o i satelliti medicei? Abbastanza, ma ancora niente in confronto con i satelliti più lontani, come vedremo nei ragionamenti successivi.

Come abbiamo fatto nell’articolo precedente per analizzare le proporzioni del sistema solare ed in particolare dei satelliti che ruotano al seguito di quasi tutti i pianeti (ad eccezione , come è noto, di Mercurio e Venere), ci avvarremo di una figura (disponibile anche in formato PDF) che ho disegnato rigorosamente in scala, a partire dai dati di distanza dei satelliti e dai raggi dei pianeti. Nell’altro articolo, avevo scelto una scala in modo da rendere visibile l’orbita della Luna e dunque gli anelli di Saturno.

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venerdì 26 giugno 2009

Scoperto il primo pianeta fuori dalla Via Lattea

Grande sei volte Giove, ruota attorno a una setlla della galassia di Andromeda

Grande sei volte Giove, potrebbe essere il primo pianeta extragalattico finora scoperto. E sarebbe una scoperta che parla italiano. Infatti, un team internazionale di ricercatori capitanati dal professor Gabriele Ingrosso, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) di Lecce, ha annunciato di aver elaborato e messo a punto un metodo computerizzato per individuare pianeti all’esterno della nostra galassia, la Via Lattea. Il primo potenziale candidato sarebbe un oggetto identificato attorno ad una stella di massa pari a metà del Sole.

L’eccezionalità della scoperta è che il pianeta, a differenza dei quasi quattrocento individuati sino ad oggi al di fuori del Sistema Solare, non risiede, appunto, nella nostra galassia, ma in quella di Andromeda, la più vicina alla nostra, conosciuta anche con la sigla M31.

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Su Encelado l'acqua c'è o non c'è?

Un dilenna scientifico sulla luna di Saturno

Avevamo appena fatto in tempo ad abituarci alla scoperta di acqua su Marte, ed ecco che spunta fuori anche altrove, molto più lontano, su una luna di Saturno, neppure la più importante. Encelado ha un diametro di quasi 500 km, non moltissimo, ma è da tempo molto amata dagli scienziati perché appare molto attiva geologicamente, con geyser ed eruzioni anche di vapore acqueo.

Adesso alcuni studiosi ritengono che ci sarebbero veri e propri oceani, seppure sotterranei. Perché la vera difficoltà non è solo trovare acqua in altri corpi celesti, ma trovarla allo stato liquido. Che sarebbe poi uno dei migliori presupposti per lo sviluppo di forme di vita, perlomeno di quelle simili alla vita come la conosciamo noi, sulla Terra.

La notizia sarebbe degna di fede, visto che l'ha pubblicata Nature. Se non fosse che c'è già chi nega la scoperta e lo dice, caso quasi unico, sulla stessa rivista.

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giovedì 18 giugno 2009

Individuati i resti di un grande lago su Marte

SPAZIO: INDIVIDUATI I RESTI DI UN GRANDE LAGO SU MARTE

(AGI) - Washington, 17 giu. - Sulla superfice di Marte sono state individuate le tracce di un grande lago formatosi circa 3,4 miliardi di anni fa in un profondo canyon lungo 50 chilometri. L'immagine e' stata immortalata dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter, secondo quanto riferiscono gli astronomi della University of Colorado. Il lago si estendeva per 200 chilometri quadri ed era profondo fino a 450 metri, hanno scritto i ricercatori nella rivista Geophysical Research Letters.

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giovedì 11 giugno 2009

La vita extraterrestre: per scovarla si studiano gli oceani


Per studiare le possibilità dell’esistenza di vita oltre la Terra, gli scienziati stanno esaminando l’habitat che si nasconde sotto il fondo oceanico, vicino a bocche vulcaniche ad elevate profondità, e sotto il ghiaccio polare, alla ricerca di microrganismi che potrebbero essere analoghi a forme di vita extraterrestre.

Per studiare le possibilità dell’esistenza di vita oltre la Terra, gli scienziati stanno esaminando l’habitat che si nasconde sotto il fondo oceanico, vicino a bocche vulcaniche ad elevate profondità, e sotto il ghiaccio polare, alla ricerca di microrganismi che potrebbero essere analoghi a forme di vita extraterrestre. “Non credo che nessuno si aspetti di andare su Marte e trovarci cani e gatti che gironzolano”, dice l’astrobiologo Paul Davies, Professore alla Arizona State University, “ma credo sia molto probabile che nelle profondità del pianeta esistano forme di vita microbiche. E la stessa cosa quindi vale per la Terra.”.

“La maggior parte delle forme di vita terrestri è microbica”, continua Davies. La maggioranza dei microrganismi non è stata caratterizzata, tanto meno i loro geni sequenziati. E’ assolutamente plausibile che in quel regno microbico esista quella che noi chiamiamo una “biosfera ombra”. Non ombra in senso mistico, significa solo che ancora non sappiamo bene cosa sia. Potremmo avere a che fare con microrganismi di aspetto comune ma molto diversi al loro interno. In altri termini, microrbanismi con una biochimica peculiare che vivono in una sorta di ombra della vita ordinaria a cui siamo abituati.

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mercoledì 3 giugno 2009

Pronostici sul nuovo ciclo solare


Il 29 maggio una commissione di esperti del NOAA ha rilasciato una nuova previsione riguardante il prossimo ciclo solare: in breve si afferma che il famoso ciclo 24 avrà un picco a maggio del 2013, ma con un numero di macchie solari decisamente inferiore alla media.

Il 29 maggio si è riunita una commissione di esperti del NOAA (il National Oceanic and Athmospheric Administration), sotto l’egida della NASA, ed ha rilasciato una nuova previsione riguardante il prossimo ciclo solare: in breve si afferma che il famoso ciclo 24 avrà un picco a maggio del 2013, ma con un numero di macchie solari decisamente inferiore alla media.

Il presidente della commissione, Biesecker, afferma: “Se la nostra previsione è corretta, il ciclo solare 24 avrà un valore di picco del numero di macchie solari pari a 90, il più basso di qualunque ciclo dopo quello del 1928, durante il quale il ciclo 16 registrò un valore massimo pari a 78.”

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martedì 26 maggio 2009

Spazio; Iss, domani lancio Soyuz con nuovo equipaggio

















Personale a bordo di Stazione orbitale verrà raddoppiato
Baikonur (Kazakhistan), 26 mag. (Ap) - Nonostante i forti venti che soffiano sul Kazakhistan la Soyuz con a bordo i tre nuovi astronauti della Stazione Spaziale Internazionale "Alpha" partirà regolarmente domani dal cosmodromo di Baikonur: lo ha reso noto il Controllo Missione russo.
Il canadese Bob Thirsk, il russo Roman Romanenko e il belga Frank DeWinne entreranno nella storia perché per la prima volta non si tratterà di una staffetta far equipaggi, ma il personale della Iss raddoppierà: saranno d'ora in poi sei gli astronauti a bordo della stazione orbitante.
Un aumento della presenza umana nello spazio salutato come "una pietra miliare" nello sviluppo della Iss, che dopo i problemi alla flotta degli shuttle aveva visto per lungo tempo i suoi equipaggi ridotti a due sole persone.
Un progresso reso possibile anche da una svolta tecnologica celebrata alcuni giorni fa da un brindisi doppiamente inusuale a bordo della Iss: primo perché a base di acqua, secondo perché la suddetta acqua è stata ottenuta dal nuovo impianto di riciclo delle urine, dal costo di 250 milioni di dollari.

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giovedì 21 maggio 2009

Sveglia, è pronto il caffè…sulla Luna!

Come faranno gli esploratori a farsi un buon caffè bollente nella loro fredda postazione lunare? Niente paura, ci pensa la NASA

Vi siete mai chiesti come potreste gustarvi un buon caffè a colazione su un altro pianeta, o magari proprio sulla Luna? Una bevanda fumante sarebbe davvero utile nelle gelide mattine lunari.

Ma con poco sole, senza carbone o legna da ardere, e senza acqua fluente come fonte di energia idroelettrica, come si potrebbe preparare un caffè, tanto meno cucinare la colazione, riscaldare le abitazioni, e far funzionare i dispositivi e gli strumenti necessari per vivere e lavorare lassù? La NASA, con in mente la futura postazione lunare, si sta ponendo le stesse domande.

rappresentazione artistica di FSP

rappresentazione artistica dell’impianto FSP

Esiste più di un modo per generare elettricità sulla Luna. La “fissione superficiale” (Fission Surface Power) è una delle possibilità che la NASA sta considerando. Se si sceglierà questa via, potrebbe essere un motore inventato all’inizio del 1800, dai fratelli scozzesi Robert e James Stirling, a rendere possibile l’impresa.

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lunedì 18 maggio 2009

Osservatorio Astronomico Naturalistico di Casasco

I prossimi appuntamenti per il pubblico

Osservazione del sole

Domenica 24 Maggio 2009 h.15:30
Osservazione del sole


Osservazione del sole

Domenica 14 Giugno 2009 h.16:30
Osservazione del sole

martedì 12 maggio 2009

lunedì 11 maggio 2009

Un lago su Marte

Spirit, la prima sonda con le rute che è stata inviata su Marte, a fine agosto è arrivata sulla vetta della collina Husband Hill, nome dato in onore del comandante dello shuttle Columbia morto insieme al suo equipaggio.

La sonda spaziale ha iniziato a esaminare la zona e ha effettuato delle foto panoramiche del paesaggio circostante, secondo gli scienziati della NASA, i dati che sono stati raccolti fino ad ora e le foto inviate hanno un rilevante interesse geologico, sembra infatti che sul pianeta rosso ci fosse un lago o addirittura un mare.

Una degli aspetti che ha colpito maggiormente gli scienziati, è la somiglianza del paesaggio fotografato con quello di alcuni deserti terrestri.

Oltre che studiare la geologia di Marte, uno degli obiettivi della NASA di queste missioni è quello di individuare il punto migliore dove in futuro si potrebbero far atterrare i primi uomini della terra.

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domenica 3 maggio 2009

Una “nursery” molto affollata

Guardando bene nella zona di formazione stellare della nebulosa di Orione sembra proprio di trovarsi in una “nursery” dove i pianti dei vari neonati si accavallano e creano un caos indescrivibile!

L’ United Kingdom Infrared Telescope delle Hawaii, Il Millimetre-wave Telescope in Spagna e lo Spitzer Space Telescope hanno completato il più dettagliato censimento mai prodotto finora delle stelle in formazione all’interno ed attorno alla grande nebulosa di Orione. Sembra proprio di essere in un reparto maternità oltremodo vivo e affollato. In ogni direzione si vedono getti di materia espulsi dalle stelle nascenti, quasi fossero il pianto dei neonati.

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mercoledì 29 aprile 2009

Ancora novità da Saturno!

La sonda Cassini in orbita intorno a Saturno non finisce mai di stupirci!

In altri articoli ho già parlato del fatto che Saturno in questo periodo si trova in una posizione particolare della sua orbita intorno al Sole, in vicinanza dei nodi della sua orbita e cioè nel periodo del suo anno corrispondente ad un equinozio: il suo piano orbitale si presenta quasi di taglio rispetto al Sole e questo fatto comporta delle scoperte assolutamente inedite, causate dal gioco di ombre proiettate da anelli e satelliti su… anelli e satelliti!

In questi ultimi giorni gli occhi elettronici della sonda Cassini sono stati diretti verso gli anelli, e che cosa si è trovato? Che anche gli anelli stessi, le parti di detriti e ghiaccio che li compongono, proiettano ombra su altre parti di anello!! E’ questa una scoperta assolutamente incredibile soprattutto perché, al di là di averlo potuto ipotizzare, non ne era mai strata ottenuta prova fotografica.

ombre sugli anelli

Nella foto a fianco e nel particolare, vediamo delle bellissime ombre frastagliate proiettarsi sul chiaro degli anelli appena più vicini a Saturno e a breve distanza dagli anelli eclissanti. Nel particolare vediamo centinaia e centinaia di picchi d’ombra stagliarsi su altri anelli: ad ognuno di questi picchi corrisponde un corpo roccioso più grande di altri vicini e non altrimenti distinguibile! Davvero una meraviglia!

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domenica 26 aprile 2009

Vita su Marte, nuovi indizi dalla Nasa

Su Marte sono state osservate delle emissioni stagionali di gas metano, un possibile indizio della presenza di micro organismi. Un'altra ipotesi è che il metano sia il risultato di attività geologiche del pianeta rosso. La scoperta è stata fatta presso i laboratori del Goddard Space Flight Center della Nasa, uno dei maggiori laboratori che riguardano le scienze dello spazio. I dettagli della scoperta sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science (Gennaio 2009).

Michel Mumma, autore dello studio, spiega che la presenza di mettano su Marte potrebbe essere un indizio della presenza di un possibile processo biologico simile a quello terrestre (nel nostro pianeta sono presenti alcuni batteri che "producono" metano).

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