venerdì 26 giugno 2009

Scoperto il primo pianeta fuori dalla Via Lattea

Grande sei volte Giove, ruota attorno a una setlla della galassia di Andromeda

Grande sei volte Giove, potrebbe essere il primo pianeta extragalattico finora scoperto. E sarebbe una scoperta che parla italiano. Infatti, un team internazionale di ricercatori capitanati dal professor Gabriele Ingrosso, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) di Lecce, ha annunciato di aver elaborato e messo a punto un metodo computerizzato per individuare pianeti all’esterno della nostra galassia, la Via Lattea. Il primo potenziale candidato sarebbe un oggetto identificato attorno ad una stella di massa pari a metà del Sole.

L’eccezionalità della scoperta è che il pianeta, a differenza dei quasi quattrocento individuati sino ad oggi al di fuori del Sistema Solare, non risiede, appunto, nella nostra galassia, ma in quella di Andromeda, la più vicina alla nostra, conosciuta anche con la sigla M31.

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Su Encelado l'acqua c'è o non c'è?

Un dilenna scientifico sulla luna di Saturno

Avevamo appena fatto in tempo ad abituarci alla scoperta di acqua su Marte, ed ecco che spunta fuori anche altrove, molto più lontano, su una luna di Saturno, neppure la più importante. Encelado ha un diametro di quasi 500 km, non moltissimo, ma è da tempo molto amata dagli scienziati perché appare molto attiva geologicamente, con geyser ed eruzioni anche di vapore acqueo.

Adesso alcuni studiosi ritengono che ci sarebbero veri e propri oceani, seppure sotterranei. Perché la vera difficoltà non è solo trovare acqua in altri corpi celesti, ma trovarla allo stato liquido. Che sarebbe poi uno dei migliori presupposti per lo sviluppo di forme di vita, perlomeno di quelle simili alla vita come la conosciamo noi, sulla Terra.

La notizia sarebbe degna di fede, visto che l'ha pubblicata Nature. Se non fosse che c'è già chi nega la scoperta e lo dice, caso quasi unico, sulla stessa rivista.

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giovedì 18 giugno 2009

Individuati i resti di un grande lago su Marte

SPAZIO: INDIVIDUATI I RESTI DI UN GRANDE LAGO SU MARTE

(AGI) - Washington, 17 giu. - Sulla superfice di Marte sono state individuate le tracce di un grande lago formatosi circa 3,4 miliardi di anni fa in un profondo canyon lungo 50 chilometri. L'immagine e' stata immortalata dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter, secondo quanto riferiscono gli astronomi della University of Colorado. Il lago si estendeva per 200 chilometri quadri ed era profondo fino a 450 metri, hanno scritto i ricercatori nella rivista Geophysical Research Letters.

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giovedì 11 giugno 2009

La vita extraterrestre: per scovarla si studiano gli oceani


Per studiare le possibilità dell’esistenza di vita oltre la Terra, gli scienziati stanno esaminando l’habitat che si nasconde sotto il fondo oceanico, vicino a bocche vulcaniche ad elevate profondità, e sotto il ghiaccio polare, alla ricerca di microrganismi che potrebbero essere analoghi a forme di vita extraterrestre.

Per studiare le possibilità dell’esistenza di vita oltre la Terra, gli scienziati stanno esaminando l’habitat che si nasconde sotto il fondo oceanico, vicino a bocche vulcaniche ad elevate profondità, e sotto il ghiaccio polare, alla ricerca di microrganismi che potrebbero essere analoghi a forme di vita extraterrestre. “Non credo che nessuno si aspetti di andare su Marte e trovarci cani e gatti che gironzolano”, dice l’astrobiologo Paul Davies, Professore alla Arizona State University, “ma credo sia molto probabile che nelle profondità del pianeta esistano forme di vita microbiche. E la stessa cosa quindi vale per la Terra.”.

“La maggior parte delle forme di vita terrestri è microbica”, continua Davies. La maggioranza dei microrganismi non è stata caratterizzata, tanto meno i loro geni sequenziati. E’ assolutamente plausibile che in quel regno microbico esista quella che noi chiamiamo una “biosfera ombra”. Non ombra in senso mistico, significa solo che ancora non sappiamo bene cosa sia. Potremmo avere a che fare con microrganismi di aspetto comune ma molto diversi al loro interno. In altri termini, microrbanismi con una biochimica peculiare che vivono in una sorta di ombra della vita ordinaria a cui siamo abituati.

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mercoledì 3 giugno 2009

Pronostici sul nuovo ciclo solare


Il 29 maggio una commissione di esperti del NOAA ha rilasciato una nuova previsione riguardante il prossimo ciclo solare: in breve si afferma che il famoso ciclo 24 avrà un picco a maggio del 2013, ma con un numero di macchie solari decisamente inferiore alla media.

Il 29 maggio si è riunita una commissione di esperti del NOAA (il National Oceanic and Athmospheric Administration), sotto l’egida della NASA, ed ha rilasciato una nuova previsione riguardante il prossimo ciclo solare: in breve si afferma che il famoso ciclo 24 avrà un picco a maggio del 2013, ma con un numero di macchie solari decisamente inferiore alla media.

Il presidente della commissione, Biesecker, afferma: “Se la nostra previsione è corretta, il ciclo solare 24 avrà un valore di picco del numero di macchie solari pari a 90, il più basso di qualunque ciclo dopo quello del 1928, durante il quale il ciclo 16 registrò un valore massimo pari a 78.”

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