domenica 29 giugno 2014

La Nasa testa Ldsd, il 'disco volante' per sbarcare su Marte


Nuova tecnologia alla prova per atterrare sul pianeta rosso: con l'evolversi dei progetti per l'esplorazione spaziale, i sistemi di atterraggio utilizzati finora non sono sufficienti. Ecco il test di atterraggio del Low-Density Supersonic Decelerator.

HONOLULU - Lo sbarco dell'uomo su Marte non è vicino, ma la Nasa inizia a prepararsi. Perché, con progetti sempre più complessi di esplorazione, che in futuro potrebbero riguardare anche l'invio di astronauti, gli equipaggiamenti da mandare sul pianeta rosso saranno sempre più grandi. E i sistemi di atterraggio utilizzati finora non saranno più sufficienti. Nasce così il progetto Ldsd, acronimo di Low-Density Supersonic Decelerator, ovvero Deceleratore supersonico a bassa densità. Ma gli amici lo conoscono come "disco volante", vista la forma appiattita, quasi acciambellata. E oggi Ldsd ha vissuto il suo primo test, nella stratosfera e nella mesosfera. Un'operazione costata 150 milioni di dollari.

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sabato 28 giugno 2014

I 10 anni della sonda Cassini fra gli anelli di Saturno

Ha rivelato che alcune lune potrebbero sostenere la vita

La tempesta nell'emisfero Nord di Saturno ( NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)  
La tempesta nell'emisfero Nord di Saturno ( NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)


Compie dieci anni la straordinaria avventura della sonda Cassini fra gli anelli di Saturno, a caccia di immagini e dati unici che hanno rivelato che la superficie ghiacciata e inospitale di alcune lune, come Encelado e Titano, potrebbe nascondere oceani di acqua liquida, teoricamente capaci di sostenere la vita.

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venerdì 20 giugno 2014

Samantha Cristoforetti prima donna italiana a viaggiare nello spazio. Anche il caffè espresso in orbita



«La Stazione spaziale internazionale è un laboratorio dove facciamo scienza, ma la considero anche come un avamposto di tutta l'umanità nello spazio». Lo ha detto Samantha Cristoforetti la prima astronauta italiana che nella notte tra il 23 e il 24 novembre prossimo partirà alla volta dello spazio, oggi al quartier generale dell'Agenzia spaziale italiana in occasione della presentazione della missione spaziale e del nuovo sito, Avamposto 42, dedicato alla salute e alla nutrizione nello spazio e sulla terra. Samantha Cristoforetti sarà la prima donna italiana ad andare nello spazio: trascorrerà sei mesi sulla Stazione spaziale internazionale come ha fatto lo scorso anno l'astronauta italiano Luca Parmitano. Classe 1977, ingegnere aerospaziale, Samantha Cristoforetti è astronauta dell'Agenzia spaziale europea, pilota e capitano dell'Aeronautica militare.

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domenica 15 giugno 2014

Parmitano: "Sì, da grande ho fatto l'astronauta"



Catania. Houston. Spazio. E ora ambasciatore italiano in Europa




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l Sole come non l’avete mai visto: il lato violento della luce

Eruzioni, brillamenti, macchie: tutti i misteri ancora irrisolti della nostra stella. Le nuove immagini del Big Bear Solar Observatory
di MASSIMILIANO RAZZANO

Il Sole come non l’avete mai visto: il lato violento della luce

 IL SOLE ci nasconde ancora molti segreti, in piena luce. Sappiamo molte cose, ad esempio che la nostra stella è un’immensa centrale nucleare che fornisce l’energia necessaria alla vita sulla Terra. Eppure ci sono ancora molti aspetti oscuri, persino sulle sue manifestazioni più appariscenti come le macchie solari o i brillamenti.

Sebbene esistano dei modelli generali per descrivere questi fenomeni, gli scienziati continuano a raccogliere osservazioni sempre più precise, nella speranza di capire i dettagli questi aspetti "violenti" della nostra stella. Osservazioni come quelle presentate in questi giorni dagli scienziati del New Jersey Institute of Technology (NJIT) nel corso del 224° convegno della Società Astronomica Americana (AAS), a Boston. Sfruttando nuove immagini riprese al Big Bear Solar Observatory (BBSO), un osservatorio astronomico in California appositamente progettato per lo studio del Sole, gli scienziati hanno svelato nuovi dettagli sull’evoluzione delle macchie solari e delle violente eruzioni all’origine dei brillamenti solari. 


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giovedì 12 giugno 2014

La Terra è più vecchia del previsto

Lo rivela uno studio dell'Università francese della Lorraine che, attraverso l'analisi del gas xenon, data la formazione del nostro Pianeta 60 milioni di anni prima di quanto calcolato finora










SACRAMENTO - L'età del nostro Pianeta? Tutto da rivedere. Lo dice un nuovo studio presentato alla Goldschmidt Geochemistry Conference che rivela come il momento in cui avvenne la collisione tra l'antenato della Terra e un corpo di dimensioni planetarie si verificò circa quaranta milioni di anni dopo l'inizio della formazione del sistema solare. In altre parole: la fase finale della formazione della Terra è circa sessanta milioni di anni più vecchia di quanto sinora ipotizzato.

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martedì 3 giugno 2014

Riprodotta in laboratorio l'esplosione di una supernova

L'esperimento in GB da parte di un team coordinato da uno scienziato italiano. Ci sono riusciti grazie a raggi laser super potenti












MILANO - L'esplosione di una supernova è stata riprodotta in laboratorio grazie a raggi laser 60.000 miliardi di volte più potenti di un normale puntatore. L'esperimento è stato condotto presso il Rutherford Appleton Laboratory in Gran Bretagna da un gruppo internazionale di ricercatori coordinati dall'italiano Gianluca Gregori, professore di fisica all'università di Oxford. Il risultato dello studio, pubblicato su Nature Physics, consentirà di comprendere meglio queste esplosioni stellari che sono tra gli eventi più energetici dell'universo.
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domenica 1 giugno 2014

“La vita complessa possibile in 100 milioni di pianeti”

Cento milioni di possibilità.  A tanto ammonterebbe il numero di pianeti potenzialmente in grado di ospitare la vita in forma complessa nella nostra galassia. In base ad un preciso calcolo, elaborato da un gruppo di scienziati e al centro di una ricerca accettata dalla rivista Challenges, saremmo letteralmente circondati da mondi simili al nostro.

A firmare lo studio, sono astrobiologi ed astronomi, come Louis Irwin, dell’Università del Texas, Alberto Fairèn della Cornell University, Abel Mendez del Laboratorio di Abitabilità Planetaria dell’Università di Porto Rico e Dirk Schulze-Makuch , professore dell’Università dello Stato di Washington. Per la prima volta, emerge una stima quantitativa dei pianeti della Via Lattea che potrebbero essere abitati da qualcosa di più evoluto di un microrganismo.  Il computo si è basato su dati oggettivi, come lo stesso Schulze-Makuch ha spiegato in un articolo pubblicato da Air&Space.

 

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