lunedì 21 luglio 2014

45 anni fa il primo uomo sulla Luna

La Nasa celebra con due settimane di eventi

45 anni fa l'uomo scendeva sulla Luna (fonte: NASA) 
 45 anni fa l'uomo scendeva sulla Luna (fonte: NASA)
A 45 anni dallo sbarco sulla Luna, la Nasa guarda a Marte. Se il 20 luglio 1969 il ''piccolo passo' del primo uomo sulla Luna, Neil Armstrong, era stato ''un grande salto per l'umanita'', l'agenzia spaziale americana è decisa a compiere ''il prossimo grande passo''. Tanto che nel manifesto delle celebrazioni dei 45 anni dalla missione dell'Apollo 11, nel quale domina la prima impronta dell'uomo sulla Luna, il suolo grigio della polvere lunare si colora di rosso.

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venerdì 18 luglio 2014

Repubblica.it La cometa a forma di 'paperella', il doppio nucleo di 67/P

La cometa a forma di 'paperella', il doppio nucleo di 67/P  
Il nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è composto da due parti distinte che si toccano: una "binaria a contatto" che le fa assumere una forma simile a una paperella di gomma. La scoperta si deve alle prime foto più nitide scattate il 14 luglio dalla camera Osiris, montata su Rosetta quando si trovava a circa 12mila chilometri di distanza da questo 'fossile' del Sistema solare. L'obiettivo della sonda dell'Esa è proprio lei, la cometa, scelta per essere la 'stele' che aiuterà a decriptare i segreti delle origini del Sistema solare e, forse, anche dell'origine della vita sul nostro pianeta. Le immagini disponibili per ora rendono l'idea, sono chiare ma non ancora molto definite. Per poterla osservare da vicino basterà aspettare qualche giorno. Rosetta dovrebbe infatti raggiungere 67P il 6 agosto, quando entrerà nella sua orbita e vi resterà per oltre un anno. Durante questo periodo lancerà un piccolo robot (Philae) che atterrerà sul nucleo e lo perforerà, inviando a terra i dati delle analisi e permettendo per la prima volta di studiare in maniera così approfondita i materiali di cui sono composte le comete.

Le altre foto

venerdì 11 luglio 2014

In arrivo la 'superluna': per tre volte più grande e luminosa

Pronti a scattare con fotocamere e teleobiettivi. A luglio, agosto e settembre potremo ammirare tre "superlune", una particolare (ma non rara) coincidenza durante la quale la Luna diventa piena quando si trova al suo perigeo, alla minima distanza dalla Terra. Questo accadrà per tre mesi di fila: il 12 luglio, il 10 agosto e il 9 settembre. In queste tre occasioni il 'faccione' del nostro satellite naturale sarà il 14 per cento più grande e più luminosa del 30 per cento. Una differenza difficile da cogliere senza un riferimento preciso ma comunque apprezzabile in condizioni di cielo sereno. Nelle immagini la Nasa spiega il fenomeno

Il video

martedì 8 luglio 2014

Stelle gemelle ma diverse. Quando i sistemi planetari vanno a braccetto

Scoperti due nuovi pianeti extrasolari in un sistema stellare doppio. È il primo esempio di sistema binario in cui entrambe le stelle hanno dei pianeti. Fondamentale il contributo degli astronomi italiani



Stelle gemelle ma diverse. Quando i sistemi planetari vanno a braccetto

A QUASI 500 anni luce da noi, nella costellazione della Lince, c'è una danza cosmica che continua da centinaia di milioni di anni, o forse di più. Le prime ballerine sono due stelle quasi identiche, poco più vecchie del Sole, ciascuna circondata da un piccolo corteo di pianeti. Questo grandioso spettacolo celeste ci è stato svelato da un team internazionale di astronomi nell'ambito del progetto Global Architecture of Planetary Systems (GAPS), guidato da Silvano Desidera dell'Osservatorio Astronomico di Padova dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Sfruttando lo strumento HARPS-N installato al Telescopio Nazionale Galileo alle Canarie, Silvano Desidera e colleghi hanno infatti scoperto due pianeti intorno a una delle due stelle, denominata XO-2S. Ma anche la compagna XO-2N ha un pianeta, scoperto nel 2007, e ciò rende queste due stelle davvero speciali. È la prima volta infatti che gli astronomi identificano un sistema doppio in cui entrambe le componenti sono circondate da pianeti. La scoperta, che ha visto un contributo decisivo degli astronomi italiani, è ora in pubblicazione su Astronomy & Astrophysics Letters e ci aiuterà a capire meglio l'incredibile varietà dei sistemi planetari extrasolari.

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