venerdì 30 dicembre 2016

Stelle cadenti a Capodanno: lo spettacolo nel cielo della vigilia

Stelle cadenti a Capodanno: lo spettacolo nel cielo della vigilia „Previsto il passaggio delle "zeta Aurigidi nord", le stelle cadenti che attraverseranno il cielo nella notte tra il 30 ed il 31 dicembre e la successiva, quella di Capodanno“

Stelle cadenti a Capodanno: lo spettacolo nel cielo della vigilia


Stelle cadenti a Capodanno: lo spettacolo nel cielo della vigilia


Per questa vigilia di Capodanno basterà osservare la volta celeste per ammirare uno spettacolo ben più suggestivo dei botti di fine anno.
Si tratta delle stelle cadenti zeta Aurigidi nord che attraverseranno il cielo dalla undici in poi, quando saranno ben alte nel firmamento. La massima attività è prevista tra il 30 ed il 31 dicembre, ma anche nelle ore del passaggio tra il vecchio ed il nuovo anno e i primi giorni di gennaio la visibilità sarà ottima. L’assenza della Luna consentirà un’osservazione davvero agevole.

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Potrebbe interessarti: http://www.today.it/scienze/stelle-cadenti-capodanno-2017.html
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martedì 27 dicembre 2016

I più grandi e famosi meteoriti caduti in Italia

L’impatto piu’ celebre e documentato e’ quello accaduto in Messico, circa 66 milioni di anni fa, che causò l’estinzione dei dinosauri, ma molti sono i meteoriti caduti anche in Italia sin dai tempi più remoti 

 

Meteora deriva dal greco e significa “sospeso nell’aria” e infatti la scienza che studia i fenomeni del cielo si chiama metereologia. E’ passato moltissimo tempo da quando il cielo veniva scrutato quasi con terrore perché non se ne conoscevano i segreti e le meteoriti  erano uno di questi. Non che oggi questi segreti siano stati tutti svelati, anzi. Sempre nuovi aspetti continuano ad affascinare gli appassionati che però possono contare, ad oggi, su un numero rilevante di meteoriti caduti, con caratteristiche diverse tra loro, a partire da forma, peso e dimensioni.

Importante ricordare, innanzitutto, che il meteorite è una porzione, più o meno grande, di un asteroide che dopo la collisione con la Terra si disintegra. Il meteorite più grande in assoluto, a livello mondiale, pesa ben 60 tonnellate e si trova a Hoba, in Namibia dove è stato trovato nel 1920.

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venerdì 16 dicembre 2016

La NASA avverte: la Terra si prepari all'estinzione di massa

La NASA ne è certa: la Terra sta andando incontro all’estinzione di massa e la minaccia arriverà dal cielo

La Terra si prepari all’estinzione di massa”: è questo l’allarme lanciato dalla NASA, convinta che il nostro Pianeta abbia ormai un tempo limitato di esistenza. Secondo gli scienziati della NASA, la Terra presto arriverà all’estinzione a causa di un “evento celeste” che, anche se non lo vedremo arrivare e non potremo fare nulla al riguardo, ci porterà all’estinzione.

A svelarlo direttamente il professor Joseph Nuth del Goddard Space Flight Center della NASA che in un convegno a San Francisco ha parlato del pericolo per la Terra di andare incontro all’estinzione.  Lo studioso ha spiegato che asteroidi e comete che potrebbero distruggere l’umanità sono estremamente rare, ma tendono a colpire “a 50 a 60 milioni di anni di distanza”. Considerando che la cometa che ha spazzato via i dinosauri è arrivata sulla Terra 65 milioni di anni fa, questo potrebbe essere il periodo giusto per un nuovo impatto del genere.

“Il problema più grande, in fondo – ha ammesso lo studioso – è che non c’è nulla che possiamo fare a questo proposito in questo momento”.  Nuth nel suo discorso ha citato un incontro ravvicinato avvenuto nel 2014, quando una cometa passò pericolosamente vicino a Marte.  Il corpo in questione non era stato notato dagli studiosi sino a quando non aveva quasi raggiunto il pianeta.

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martedì 13 dicembre 2016

SANTA LUCIA: è davvero la notte più lunga che ci sia?

Vi sarà capitato di sentir dire: " Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia", ma è veramente così? In realtà no,  visto che scientificamente il giorno più corto dell'anno è quello che corrisponde al Solstizio d'Inverno, che quest'anno sarà il 21 Dicembre alle 11:44.

Ma allora da dove trae origine questo modo di dire? Come per molti dei detti dall'antichità (più precisamente prima del 16° Secolo) anche questo trova le sue origini in tempi durante il quale la sfasatura tra il candelario civile e quello solare era così grande che il solstizio cadeva proprio fra il 12 e il 13 Dicembre. Con la riforma del calendario, introdotta da Papa Gregorio XIII nel 1582, si passò direttamente dal 4 Ottobre al 15 Ottobre, togliendo quindi i 10 giorni di sfasatura accumulati negli oltre 10 secoli precedenti. Il solstizio passò così al 21-22 Dicembre ma la festa della Santa rimase sempre al 13.

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lunedì 12 dicembre 2016

La Stella Cometa: studio dimostra rarissima congiunzione planetaria all'origine

La Stella Cometa è ogni anno protagonista durante le festività natalizie, secondo la tradizione essa guidò i Re Magi verso Betlemme. Ma cosa c'è di vero dietro a questo magico racconto?

L'astrofisico teorico Grant Mathews, dell'Università di Notre Dame, utilizzando le leggi della fisica è riuscito a studiare l'evento, calcolando la posizione dei corpi celesti nel passato, spingendosi a ritroso fino all'Anno Zero. Se i suoi calcoli sono corretti, la sua scoperta è sensazionale. Secondo Mathews nell'aprile del 6 a.C. si verificò un eccezionale allineamento planetario, con il Sole, Giove, Saturno e la Luna nella costellazione dell'Ariete mentre Venere era nella costellazione dei Pesci, e Marte e Mercurio dalla parte opposta del cielo, nella costellazione del Toro.

L'evento astronomico era altamente simbolico per i Re Magi, appartenenti alla casta sacerdotale zoroastriana di Persia, astrologi di professione: la presenza di Giove e della Luna indicavano la nascita di un Re, Saturno era un simbolo associato alla vita, e l'Ariete indicava l'inizio della primavera.

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giovedì 8 dicembre 2016

Nasa, il motore spaziale EmDrive supera i test: ci porterà su Marte

Il dispositivo rivoluzionario, in grado di spingere astronavi senza usare combustibili, è stato approvato dal centro Johnson di Houston. Rimane, però, una certa diffidenza sulla sua reale efficacia


 
Il motore spaziale EmDrive, definito 'impossibile' perché promette di produrre energia dal vuoto e spingere astronavi senza usare combustibile, ha superato i test svolti nel centro Johnson della Nasa a Houston. I dati ottenuti sotto la guida di Harold White, dei laboratori Nasa Eagleworks, e pubblicati sulla rivista Journal of Propulsion and Power indicano che il dispositivo, che sembrerebbe violare alcuni dei principi cardine della fisica, funziona, anche se debolmente.

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lunedì 21 novembre 2016

Su Marte depositi di silice sospetti, forse 'firma' della vita

In Cile simili strutture geologiche sono modellate da batteri

Particolari depositi di silice a forma di dita, trovati sulla superficie di Marte dal rover Spirit della Nasa, presentano 'sospette' affinita' con simili strutture geologiche modellate dai batteri nelle sorgenti termali piu' alte della Terra, quelle situate a El Tatio, in Cile. Lo hanno notato i ricercatori dell'Arizona State University, che in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications si domandano se queste strutture marziane siano dunque la 'firma' della vita extraterrestre tanto cercata.

Il guasto di Spirit
Il robot Spirit vi si e' imbattuto per caso nel 2007, mentre marciava nei paraggi di Home Plate, una zona di Marte ricca di polvere vulcanica e materiale eroso. A causa di un guasto al motore anteriore di destra, il suo passo era condizionato dalla mobilita' mancata della ruota, trascinata a mo' di aratro: grazie a questo scavo 'artigianale', il rover ha portato alla luce depositi di silice pura circondati da tracce di strutture ricche dello stesso minerale.

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giovedì 17 novembre 2016

Scoperto un oceano ghiacciato sotto il 'cuore' di Plutone

Modella il pianeta nano e lo orienta

C'è un oceano ghiacciato sotto la superficie di Plutone e gli indizi si trovano nella Sputnik Planitia, l'enorme bacino vasto mille chilometri situato nella vasta spianata a forma di cuore osservata sulla superficie del pianeta. Lo indicano gli articoli pubblicati sulla rivista Nature dalle Università dell'Arizona, a Tucson, e dall'Università della California a Santa Cruz, entrambi basati sulle immagini del pianeta nano catturate dalla sonda New Horizons della Nasa.

L'oceano sarebbe responsabile di un riorientamento del pianeta nano
Sotto tutta la sua superficie, quindi, Plutone nasconderebbe un enorme oceano fatti di ghiaccio d'acqua e dalla consistenza viscosa. Entrambe le ricerche suggeriscono che la presenza dell'oceano abbia modellato la struttura del pianeta nano creando tensioni nella crosta e crepe sulla sua superficie. Non solo, secondo i ricercatori l'enorme massa di acqua ghiacciata è stata responsabile del riorientamento del pianeta e potrà esserlo di nuovo anche in futuro. 

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lunedì 7 novembre 2016

Canyon di fuoco sul Sole, sciame di particelle verso la Terra

Attesa tempesta magnetica modesta con bellissime aurore

 

Il Sole è ancora vivace: un'eruzione simile a un canyon di fuoco ha scagliato verso la Terra uno sciame di particelle che dovrebbe arrivare l'8 novembre. L'impatto potrebbe innescare una tempesta magnetica di intensità modesta, che non è una minaccia per satelliti e comunicazioni radio, ma potrebbe accendere spettacolari aurore nei cieli polari. L'eruzione è stata osservata dal telescopio solare della Nasa Sdo (Solar Dynamics Observatory).

L'eruzione è stata catturata dal telescopio Nasa
Nelle immagini e nel video si vede chiaramente un filamento di plasma diventare instabile, sollevarsi attraverso la parte più esterna dell'atmosfera del Sole, cioè la corona, e generare una esplosione che ha aperto uno squarcio incandescente esteso per oltre 200.000 chilometri. Il telescopio ha catturato anche gli attimi in cui i frammenti dell'esplosione si sono allontanati dal Sole e hanno generato una nube di particelle diretta verso la Terra.


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sabato 5 novembre 2016

La più grande e luminosa dal 1948, arriva a novembre la Superluna


La Superluna più grande e luminosa degli ultimi 68 anni sarà la grande protagonista del cielo di novembre, insieme ad uno sfavillante pianeta Venere: i due `mattatori´ conquisteranno il palcoscenico celeste appena `bagnato´ da una pioggerellina di stelle cadenti tra le incursioni di cometine e asteroidi, che vestiranno i panni di semplici comparse. A `spoilerare´ lo spettacolo che ci attende questo mese sono ancora una volta gli esperti dell’Unione astrofili italiani (Uai).

La grande `diva´ sarà ovviamente la luna, che il 14 novembre sarà una `Superluna´ da record: oltre ad essere piena e alla minima distanza dalla Terra, apparirà grande e luminosa come non la si vedeva dal 1948. Lo show sarà arricchito dalla congiunzione con le Pleiadi, uno dei cinque `incontri celesti´ che terranno impegnato il nostro satellite nel corso del mese. A tenere la scena nel frattempo ci sarà Venere: «il pianeta più luminoso - ricorda la Uai - domina con il suo fulgore il cielo occidentale nelle prime ore della sera. A inizio mese tramonta circa due ore dopo il Sole, un intervallo di tempo che sale a tre ore alla fine di novembre». A dare la buonasera ci saranno anche Mercurio, Marte e Nettuno, mentre sarà Giove a dare il buongiorno alla fine dello spettacolo, ben visibile a sud-est nelle ore che precedono l’alba.

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martedì 25 ottobre 2016

Il Sole comincia a 'sbuffare', la Terra nel mirino per 3 giorni

Attese aurore al Polo Nord, visibili anche a latitudini più basse

Il Sole sta cominciando a 'sbadigliare': impigrito e annoiato per la sua attività ai minimi negli ultimi giorni, si sta preparando a 'sbuffare' un forte getto di vento solare da un'enorme 'bocca', un buco della corona solare più esteso della norma. Lo sciame di particelle cariche potrà colpire la Terra per almeno tre giorni, generando luminose aurore al Polo Nord visibili anche a latitudini più basse.

Tempeste geomagnetiche probabili al 35%
Secondo le previsioni del Noaa, l'Agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani, i fenomeni più intensi si avranno tra il 25 e il 26 ottobre, quando ci sarà il 35% di probabilità di avere tempeste geomagnetiche in corrispondenza dei poli terrestri: il vento solare potrà al massimo generare eventi di categoria G2, ovvero luminose aurore sul circolo polare artico. Il bagliore potrà essere visibile anche dagli stati più a nord degli Usa, come il Minnesota e il Michigan.

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giovedì 20 ottobre 2016

ExoMars, Schiaparelli è caduto, retrorazzi attivi per 3 secondi

Il computer di bordo ha deciso di spegnerli

Successo parziale della missione ExoMars. La buona notizia è che l'Europa ha un'altra sonda nell'orbita di Marte, il Tgo (Trace Gas Orbiter), che sta funzionando perfettamente; la notizia meno buona è che il lander Schiaparelli è rimasto in silenzio

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mercoledì 19 ottobre 2016

ExoMars, il lander Schiapparelli su Marte: attesa per il segnale di conferma

Alle 16.42 il lander Schiaparelli ha affrontato una discesa mozzafiato di sei minuti poi toccare il suolo

Antonio Lo Campo

Il lander Schiaparelli dovrebbe avere toccato il suolo di Marte, ma non è stato ancora ricevuto a Terra nessun segnale che possa testimoniarlo. Nessuna notizia dal radiotelescopio Gmrt (Giant Metrewave Radio Telescope) che si trova in India, a Pune, e che aveva intercettato il “risveglio” dall’ibernazione del lander protagonista della missione ExoMars, organizzata dalle agenzie spaziali di Europa (Esa) e Russia (Roscosmos). Nel frattempo anche l’orbiter della missione ExoMars, il Tgo (Trace Gas Orbiter) è “nascosto” da Marte e non è in grado di inviare i segnali che ha registrato durante la discesa. Entra quindi in gioco la sonda dell’Esa Mars Express, che dall’orbita marziana ha seguito tutte le fasi della discesa di Schiaparelli, fin dall’ingresso nell’orbita di Marte. La posizione della sonda relativamente alla Terra consentirà però di ricevere il segnale nell’arco di un’ora e mezza.

Dopo il suo viaggio di sette mesi dalla Terra a Marte, la sonda dovrebbe avere affrontato un’accelerazione mozzafiato durante la quale i suoi sensori sono entrati in azione per catturare dati, e dovrebbe avere toccato il suolo del pianeta rosso alle 16:48 italiane.

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ExoMars, perso segnale Schiaparelli, ma ancora speranze SEGUI LA DIRETTA

 

 

venerdì 14 ottobre 2016

ExoMars: l’Italia alla volta di Marte

Missione ExoMars: atteso per domenica il lancio del lander Schiaparelli che avrà il coraggioso compito di sbarcare su Marte


“Come un bambino curioso la scienza va avanti, scopre cose che non sapevamo, provoca cose che non immaginavamo.” Ieri era la Luna, oggi è Marte. Ed oggi questo bambino ha le sembianze di un robot, ma gli stessi occhi curiosi. Si chiama Lander Schiaparelli e sarà il  cuore della missione europea ExoMars che partirà alla volta del Pianeta Rosso per scoprirne segreti e peculiarità. Decollerà domenica 16 ottobre da Meridiani Planum, vicino all’equatore, a 55 milioni di chilometri dalla Terra, separandosi dalla sonda orbitante Trace Gas Orbiter (TGO) (partita a sua volta a marzo dal cosmodromo di Bajkonur). Una volta raggiunto lo spazio, il lander precipiterà nell’atmosfera marziana, diventando una palla incandescente: sarà il momento più delicato della missione, l’attimo in cui se ne decideranno le sorti. Un attimo lungo sei minuti. Sei minuti nei quali, in supporto di Schiaparelli, entreranno in azione un paracadute, realizzato ad Aprilia, e dei retrorazzi. Tre giorni dopo si giungerà allo storico atterraggio del primo oggetto italiano su Marte.

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lunedì 3 ottobre 2016

Tritone e i suoi misteri!

Tritone è il principale satellite naturale di Nettuno, ed uno dei più massicci dell’intero sistema solare, precisamente il settimo, dopo Titano, la Luna e i quattro satelliti medicei di Giove. Si pensa che Tritone non si sia formato nei pressi di Nettuno a causa della sua orbita retrograda e per come è composto (molto simile a quella di Plutone). Gli scienziati ritengono che sia un oggetto proveniente dalla Fascia di Kuiper. La sua superficie è composta in gran parte da azoto ghiacciato, la crosta e il mantello da acqua congelata e il nucleo da rocce e metalli. Considerando le attuali teorie circa la formazione del sistema solare, i satelliti con moto retrogrado non possono essersi formarti nella regione della nebulosa solare dove si formano i pianeti principali, quindi Tritone proviene da un’altra regione del sistema solare. Dunque Tritone è stato catturato da Nettuno e ciò spiegherebbe alcune caratteristiche del sistema nettuniano, come la forte eccentricità orbitale di Nereide, la terza luna per dimensioni di Nettuno, e addirittura anche il basso numero di satelliti naturali del gigante blu rispetto agli altri giganti gassosi. Tritone possiede una debole atmosfera molto ricca di azoto, in cui sono presenti anche quantità minime di monossido di carbonio e metano;come l’atmosfera di Plutone, si pensa che l’atmosfera di Tritone sia il risultato dell’evaporazione dell’azoto della superficie. La temperatura superficiale raggiunge punte di -237,6 °C , più freddo comunque rispetto alla temperatura media di Plutone, che è di -229 °C. Ma quale sarà il futuro di questa luna? Le forze di marea stanno facendo lentamente decadere l’orbita di Tritone, già assai vicino a Nettuno, e si prevede che entro i prossimi 3,6 miliardi di anni entrerà nel limite di Roche del pianeta, quindi Tritone colliderà con l’atmosfera di Nettuno o andrà a formare un nuovo anello planetario attorno al pianeta. 

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Tritone: la luna di Nettuno potrebbe ospitare un oceano sotterraneo

 

lunedì 26 settembre 2016

L'ultimo saluto di una stella

Il Sole farà la stessa fine, ma tra 5 miliardi di anni

La nebulosa planetaria NGC 2440, al centro la nana bianca più calda finora nota (fonte: NASA, ESA, and K. Noll (STScI), Acknowledgment: The Hubble Heritage Team,STScI/AURA)

Fotografato dal telescopio spaziale Hubble l'ultimo saluto di una stella simile al Sole. La nostra stella farà la stessa fine di quella immortalata dal telescopio gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa), ma tra 5 miliardi di anni.

Ultimi istanti di vita
La stella che sta vivendo gli ultimi momenti della sua vita si chiama NGC 2440 e si trova a circa 4.000 anni luce dalla Terra, in direzione della costellazione della Poppa.Sta scagliando nello spazio i suoi strati esterni di gas e le immagini riprese da Hubble mostrano sia il nucleo della stella, una nana bianca, sia gli strati del materiale espulso, che sono illuminati dalla luce ultravioletta emanata dalla stella morente.

Resti stellari
La nostra galassia, la Via Lattea è ricca di questi resti stellari che sono chiamati nebulose planetarie. Non hanno nulla a che fare con i pianeti ma queste strutture sono state chiamate così perché tra il '700 e l'800, ai primi astronomi che le hanno osservate con piccoli telescopi sono sembrate simili ai dischi dei lontani pianeti Urano e Nettuno. 

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martedì 20 settembre 2016

Risolto il 'mistero' delle nebulose planetarie

Le loro forme e colori insoliti 'plasmati' da coppie di stelle 

 

Scoperto il segreto delle forme insolite e dei colori delle nebulose planetarie: il loro 'scultore' è in moltissimi casi una coppia di stelle, che ruotano così velocemente l'una intorno all'altra da avere la stessa atmosfera. Il risultato, che conferma un'ipotesi fatta 40 anni fa, è frutto del lavoro dei ricercatori coordinati da Todd Hillwig, della Valparaiso University nell'Indiana, e in via di pubblicazione sulla rivista Astrophysical Journal.

Le nebulose planetarie sono una sorta di 'cadavere stellare', perchè sono formate dal gas e dagli strati più esterni espulsi da una stella morente, quando si riduce e compatta per trasformarsi in una nana bianca. Ci sono più di un migliaio di nebulose planetarie, ma poche hanno la forma sferica e semplice che ci si aspetterebbe dai rantoli di una stella solitaria. Più spesso somigliano a delle clessidre o delle farfalle.

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lunedì 19 settembre 2016

L’Agenzia Spaziale Europea pubblica la prima mappa 3D della via Lattea

L’European Space Agency ha reso disponibile quella che ad oggi è la più dettagliata mappa in 3D della Via Lattea. Di fondamentale importanza è stato il ruolo del satellite Gaia, attivato per l’occasione nel 2013.


A seguito di assidue ricerche e minuziosi rilevamenti condotti da parte del satellite Gaia, l’European Space Agency ha potuto pubblicare il primo censimento in formato 3D della nostra galassia. Il risultato conseguito altro non è che la mappa più completa e precisa della Via Lattea sino ad oggi mai realizzata. Il dato principale che ne emerge riguarda il numero delle stelle catalogate, ben 1.142 milioni

Se il numero è senza dubbio sorprendente, altrettanto sorprendente è la capacità di captare e censire gli astri da parte del satellite Gaia. Lanciato in orbita nel 2013 dalla ESA, ha avuto il non facile compito di sostituire il suo predecessore Hipparcos. Come era facile ipotizzare, i risultati sono tutti a favore del più giovane dei due satelliti: può infatti catalogare una popolazione stellare di ben 20 volte superiore rispetto ad Hipparcos.

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mercoledì 14 settembre 2016

Nasa: agosto 2016 è stato il mese più caldo mai registrato

Temperature mondiali record per 11 mesi di fila

Secondo gli scienziati del Goddard institute for space studies (Giss) della Nasa, l’agosto 2016 è stato il più caldo nei 136 anni in cui si sono registrati i dati delle temperature mensili globali.
Gli scienziati statunitensi sottolineano: «Anche se il ciclo dei pichi delle temperature  stagionali è tipicamente nel mese di luglio, agosto 2016 ha liquidato questo legame con il luglio 2016  ed è diventato il mese più caldo mai registrato. Le temperatura di agosto 2016 è stata di 0,16 gradi Celsius più calda rispetto al precedente agosto  più caldo del 2014. Il mese scorso è stato anche 0,98 gradi Celsius più caldo delle  temperature medie 1951-1980di agosto».
L’analisi mensile dal team Giss si basa su dati disponibili al pubblico acquisiti da circa 6.300 stazioni meteorologiche di tutto il mondo, da strumenti navali e boe per la misurazione della temperatura della superficie del mare e sulle stazioni di ricerca in Antartide. La moderna raccolta di dati della temperatura globale è iniziata intorno al 1880, perché le precedenti osservazioni non coprivano abbastanza aree del pianeta.

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sabato 3 settembre 2016

Le prime immagini ravvicinate di Giove

Dalla sonda Juno e parlano italiano

Le prime immagini ravvicinate di Giove: sono state catturate dalla sonda Juno della Nasa, e ritraggono le aurore del pianeta. Sono immagini mozzafiato e parlano italiano: sono state infatti ottenute grazie allo strumento italiano Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) durante il primo passaggio radente al pianeta, avvenuto il 27 agosto. ''Jiram guarda sotto la pelle di Giove dandoci immagini ravvicinate del pianeta nell'infrarosso. Queste prime immagini dei poli nord e sud di Giove ci stanno rivelando aree calde e fredde del pianeta che non erano mai state osservate prima'' rileva il responsabile scientifico dello strumento, Alberto Adriani, dell'Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf). Finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Jiram è stato realizzato da Leonardo-Finmeccanica sotto la responsabilità scientifica dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (Iaps) dell'Inaf. Lo strumento è entrato in azione mentre la sonda sfrecciava alla velocità di oltre 200 mila chilometri orari e sorvolava le vorticose nuvole del pianeta dalla distanza di soli 4.200 chilometri. 

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giovedì 1 settembre 2016

Ecco l’asteroide che ha sfiorato la Terra

Si chiama 2016 QA2: è l’asteroide che domenica scorsa è passato vicinissimo al nostro pianeta, a meno di 88mila chilometri di distanza

88mila chilometri, meno di un quarto della distanza che ci separa dalla Luna. Il passaggio dell’asteroide 2016 QA2, avvenuto domenica mattina (3:24 ora italiana), è stato davvero ravvicinato, ma fortunatamente senza alcuna conseguenza per il nostro pianeta.

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Come seguire in streaming l’eclisse anulare di Sole

L’eclissi avverrà il primo settembre ma purtroppo non sarà visibile dall’Italia. Per ammirarla, disponibile la diretta streaming di Nasa e Slooh

Manca poco all’eclissi solare anulare che si verificherà la mattina di giovedì primo settembre e che oscurerà i cieli dell’Africa. Si tratta del fenomeno astronomico che si verifica quando la Luna si interpone tra la Terra e il Sole ma è troppo lontana dal nostro pianeta per coprire completamente la stella, che forma quindi una corona luminosa intorno al satellite oscurato.

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lunedì 29 agosto 2016

La Via Lattea fotografata con un grandangolo in Ungheria


Fonte

Nello spazio a caccia di segnali spia dei terremoti

Nel 2017, con una missione di Italia e Cina

Italia e Cina insieme nello spazio in una missione destinata a cercare eventuali segnali che possano aiutare a dare l'allerta per l'arrivo di un terremoto. Il satellite si chiama Cses (China Seismo-Electromagnetic Satellite) e l'Italia vi partecipa con il progetto Limadou. La missione, i cui sviluppi piu' recenti sono stati presentati a Pechino, e' allo studio da dieci anni ed e' ormai al nastro di partenza: il primo lancio e' previsto nell'estate 2017 e quello di un secondo satellite fra il 2019 e il 2020.

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mercoledì 24 agosto 2016

Gli 'occhi' satelliti sull'area colpita dal terremoto

Per ricostruire i movimenti della crosta terrestre

Gli 'occhi' dei satelliti sono puntati sull'intera area colpita dal terremoto che ha sconvolto una vasta zona di Lazio, Marche e Umbria.

"Per l'emergenza di questo evento sismico stiamo utilizzando i dati dei satelliti della costellazione italiana Cosmo SkyMed", ha detto il geologo Stefano Salvi, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). I satelliti radar Cosmo SkyMed sono stati lanciati dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) a partire dal 2007 e sono in grado di rilevare immagini e dati anche di notte e in qualsiasi condizione atmosferica. "Questi satelliti sono adatti a misurare i movimenti veloci della crosta terrestre, per quelli lenti utilizziamo invece dati e immagini del satellite europeo Sentinel 1".

Quest'ultimo fa parte del programma di osservazione della Terra Copernicus, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che ha esordito nel 2014 e che prevede una costellazione di 'sentinelle' specializzate per tenere d'occhio aspetti diversi del pianeta. Anche Sentinel 1 ha una vista radar, capace di vedere al buio e attraverso le nubi. "Questo satellite è particolarmente adatto a misurare i movimenti lenti della crosta terrestre", ha spiegato il geologo.

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Vita sulla Terra: è una “nascita prematura”?

L’epoca nella quale l’emergenza della vita così come la conosciamo ha maggiori chance, stima uno studio di Harvard guidato da Avi Loeb, dovrebbe essere ampiamente spostata nel futuro. Il fatto che sul nostro pianeta sia comparsa così presto rappresenterebbe un’eccezione



Ancora la vita altrove. Ancora uno studio di quelli che più speculativi non si potrebbe.Ancora un paper firmato da Avi Loeb, l’eclettico e prolifico astrofisico del leggendario Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics. Che torna a porsi, e proporci, una riflessione sì teorica ma – come sempre nel suo caso – condotta in modo rigoroso e con un obiettivo al tempo affascinante e concreto: aiutarci a individuare i bersagli più promettenti per la ricerca di forme di vita extraterrestre.

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mercoledì 17 agosto 2016

I buchi neri sono meno neri del previsto

Ricostruiti in laboratorio, provano la teoria di Stephen Hawking

I buchi neri potrebbero non essere poi così neri: lo dimostra l'esperimento nel quale sono stati ottenuti buchi neri artificiali in laboratorio utilizzando onde acustiche, realizzato da Jeff Steinhauer, dell'Istituto israeliano di Tecnologia di Haifa e pubblicato sulla rivista Nature Physics. I risultati hanno dimostrato che, proprio come aveva previsto Hawking, i buchi neri emettono una forma di radiazione.

Per definizione i buchi neri sono oggetti cosmici con una forza di gravità talmente grande che nulla può sfuggire, dei pozzi 'eterni' e senza fondo in cui tutto scompare. Ma secondo una teoria elaborata più di 40 anni fa da Hawking i buchi neri non sarebbero 'immortali', in quanto perderebbero piccole quantità di energia sotto forma di radiazioni, tanto da 'evaporare' in miliardi di anni. 

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martedì 2 agosto 2016

Il magico cielo di agosto: quando e dove ammirare le stelle cadenti



Agosto, il mese più romantico dell’anno per gli appassionati del cielo, è iniziato. Terminato luglio con le Alfa Capricornidi, lo sciame proseguirà il suo massimo nella notte tra l’1 e il 2 del mese, mentre la notte tra il 3 e il 4 arriveranno le  Alfa Arietidi. Ecco come osservare i primi spettacoli del mese.
Le prime stelle cadenti ad andare in scena saranno le Alfa Capricornidi, che si originano idealmente dalla stella Algedi (detta anche alfa Capricorni, da cui lo sciame prende il nome), nella costellazione del Capricorno.
Occhi al cielo, dunque, la sera dell’1. Lo sciame sarà visibile tutta la notte e, come osserva l’UAI, offre un’ottima opportunità per le applicazioni video fotografiche, visto che queste meteore sono apparentemente lente e per lo più brillanti, con una caratteristica esplosione finale.

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lunedì 1 agosto 2016

Ultimi 'fuochi d'artificio' del Sole, arriva una tempesta magnetica

Sciame di particelle verso la Terra, potrebbe colpire il 2 agosto

Ultimi 'fuochi d'artificio' del Sole, che si è improvvisamente risvegliato prima di entrare nel periodo di quiete che ogni 11 anni si alterna a quello più attivo. Una nube di particelle espulsa dalla nostra stella è diretta verso la Terra e domani potrebbe causare una tempesta magnetica capace di mandare in tilt le comunicazioni radio. Lo prevede l'agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani (Noaa), che stima una probabilità del 65% che il 2 agosto si verifichi una tempesta geomagnetica.

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domenica 31 luglio 2016

Nello spazio c'è uno zoo di pianeti impossibili

Mettono in crisi le teorie sulla formazione planetaria

Pianeti gassosi e bollenti, altri velocissimi, altri ancora simili alla Terra ma in versione extra large e per finire quelli che vanno in retromarcia: esiste uno 'zoo' di pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare, talmente strani da sfuggire alla comprensione degli astronomi. A fare il punto sulle teorie che provano a spiegare questa grande varietà di pianeti 'impossibili' è il fisico teorico e giornalista Daniel Clery sul sito di Science. Sin dalla prima scoperta nel 1995 del primo pianeta attorno a una stella simile al nostro Sole si era subito intuito che qualcosa nei modelli di formazione dei pianeti non andava. Bellerofonte, questo il nome del pianeta classificato come 51 Pegasi b, venne scoperto dall'Osservatorio dell'Alta Provenza in Francia ed era chiaro che, nonostante fosse circa la metà di Giove, impiegasse appena 4 giorni per completare un'orbita. Una vera stranezza ritenuta inizialmente come un errore, poi come un'anomalia ma l'arrivo di telescopi più potenti fece capire che 51 Pegasi b non era un'anomalia, piuttosto la normalità. Da allora si è scoperto uno zoo di pianeti strani, addirittura impossibili da spiegare anche a livello teorico. Il problema vero era che alla base di tutti i modelli c'era fino a quel momento quello che sapevamo dallo studio solamente del nostro sistema solare, una struttura davvero 'anormale' rispetto alla media.

domenica 24 luglio 2016

La prima mappa dell'universo oscuro

Ottenuta studiando 1,2 milioni di galassie

Ci sono volute osservazioni su 1,2 milioni di galassie e ben 13 articoli scientifici firmati da centinaia di fisici e astronomi, ma alla fine è stata ottenuta la prima misura dell'energia oscura, l'energia misteriosa che occupa il 75% dell'universo che lo fa espandere costantemente.

Le misure sono il risultato del progetto internazionale Boss (Baryon Oscillation Spectroscopic Survey), condotto nell'ambito del programma Sdss-III (Sloan Digital Sky Survey-III) e gli articoli sono pubblicati sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

"Abbiamo trascorso cinque anni raccogliendo misure di 1,2 milioni di galassie, esplorando un quarto del cielo per ottenere la mappa della struttura dell'universo su un volume di 650 miliardi di anni luce cubi", ha detto uno dei coordinatori della ricerca, Jeremy Tinker, dell'Università di New York. "Questa mappa - ha aggiunto - ci ha permesso di ottenere la migliore misura mai ottenuta del ruolo dell'energia oscura nell'espansione dell'universo"...

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venerdì 15 luglio 2016

Osservata la 'cintura di neve' di una giovane stella

Allargata da un'esplosione, riscrive le teorie sulla nascita dei pianeti

 

La 'vampata' di una giovane stella ha permesso di osservare, per la prima volta in una culla di pianeti, la cosiddetta linea di neve, ovvero il limite oltre il quale ci sono condizioni di temperatura e pressione tali che l'acqua gassosa si trasforma direttamente in ghiaccio, favorendo la nascita di pianeti giganti gassosi. Questa 'cintura di neve', che potrebbe rivoluzionare le teorie sulla formazione dei pianeti, è descritta su Nature dalle immagini immortalate dal telescopio Alma dello European Southern Observatory (Eso) in Cile.

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martedì 12 luglio 2016

La Terra sconvolta da due supernovae

Milioni di anni fa, hanno innescato le ere glaciali

Vita e clima della Terra sconvolti milioni di anni fa da due supernovae che hanno trasformato l'atmosfera e innescato il processo che ha portato alle ere glaciali. Lo indica la ricerca pubblicata su The Astrophysical Journal Letters dal gruppo coordinato dall'università americana del Kansas.

Le due stelle, distanti circa 300 anni luce dalla Terra, sarebbero esplose rispettivamente circa 3 milioni di anni fa e 7,6 milioni di anni fa. Le due esplosioni secondo uno degli autori, l'astrofisico Adrian Melott, dell'università del Kansas, avrebbero prodotto un bagliore di colore blu nel cielo che avrebbe disturbato il sonno degli animali per circa due settimane. Ma l'effetto principale, secondo Melott, sarebbe arrivato dai raggi cosmici prodotti dalle esplosioni, in particolare dall'aumento di 20 volte, rispetto alla norma, del bombardamento da parte dei 'cugini' più pesanti dell'elettrone, i muoni, in grado di penetrare in profondità nelle rocce.

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venerdì 8 luglio 2016

Il primo pianeta con 3 soli

Nel suo cielo 3 albe e 3 tramonti, con luci diverse

Rappresentazione artistica del pianeta con tre stelle HD 131399 (fonte: ESO/L. Calçada)

Se nella saga di Guerre Stellari esiste il pianeta con due soli Tatooine, nella realtà è stato osservato per la prima volta un pianeta che orbita intorno a tre soli, uno dei quali è particolarmente brillante. Si chiama HD 131399Ab ed è un gigante quattro volte più massiccio di Giove. A osservarlo direttamente sono stati gli astronomi guidati da Kevin Wagner, dell'università dell'Arizona, grazie al Very Large Telescope (Vlt) presso lo European Southern Observatory (Eso) in Cile, il cui lavoro è pubblicato sulla rivista Science. 

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lunedì 4 luglio 2016

Danza di pianeti nel cielo di luglio

Lunedì la Terra più distante dal Sole di 2,5 milioni di chilometri

Giove e il suo storico incontro con la sonda Juno della Nasa, mentre Marte e Saturno continuano a giocare con la Luna: i pianeti sono ancora i protagonisti del cielo anche in luglio, rileva l’Unione Astrofili Italiani (Uai), mentre all’inizio del mese la Terra sarà 2,5 milioni di chilometri più lontana dal Sole.
Alle 5,53 del mattino di martedì 5 luglio (ora italiana) è previsto l’arrivo della sonda Juno nell’orbita di Giove: sarà il primo veicolo spaziale a sorvolare i poli del gigante del Sistema Solare e a osservarne la superficie di vicino, come nessuna missione spaziale è mai riuscita a fare finora. Il pianeta, intanto, si è preparato all’evento con una spettacolare aurora polare. Dopo aver dominato per mesi il cielo della sera, il pianeta gigante sta gradualmente diventando più basso sull’orizzonte. D’ora in poi tramonterà sempre prima e ci saranno ancora poche settimane per riuscire ad osservarlo. A fine mese sarà possibile vederlo per circa un’ora. 

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venerdì 1 luglio 2016

Giunone e Giove, appuntamento nello spazio per svelare i segreti del pianeta


Il 4 luglio la sonda della Nasa Juno entrerà nell'orbita dell'astro più grande del Sistema solare. A bordo anche strumenti made in Italy, che potranno studiare l'atmosfera e il nucleo da una distanza ravvicinata mai raggiunta prima: "appena" 4mila chilometri

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mercoledì 29 giugno 2016

Con le onde gravitazionali potremmo aver scoperto anche la materia oscura

A proporlo è un team di fisici della Johns Hopkins University. Stando ai loro calcoli le onde gravitazionali osservate da Ligo sono infatti compatibili con la rilevazione di due buchi neri primordiali, corpi celesti che potrebbero fornire una risposta al mistero della materia oscura.



LO SCORSO settembre l'osservatorio Ligo ha effettuato una delle scoperte più importanti della fisica moderna. Lavorando insieme ai colleghi dell'Europeo Virgo (che ha sede in Italia), gli scienziati hanno infatti dimostrato l'esistenza delle onde gravitazionali, confermando le previsioni e i calcoli di Albert Einstein, e aprendo le porte a un nuovo metodo di indagine con cui studiare la natura dell'Universo. Impossibile fare di più in una volta sola, giusto? E invece c'è chi pensa che Ligo potrebbe aver fatto letteralmente jackpot, scoprendo non solo le onde gravitazionali, ma misurando anche, per la prima volta, segnali provenienti direttamente dalla materia oscura. A proporlo è un team di ricercatori della Johns Hopkins University, secondo cui i segnali registrati dal Ligo potrebbero essere stati prodotti da una coppia di buchi neri primordiali: corpi celesti mai osservati fino a oggi, che potrebbero rappresentare la risposta al mistero della materia mancante nel nostro universo.

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martedì 21 giugno 2016

Solstizio d'Estate: tra mito e scienza

La diatriba sull'inizio dell'Estate tra meteorologi ed astrofisici è finita. Alle ore 00:34 (ora italiana) di Martedì 21 Giugno si verificherà infatti il Solstizio d'Estate, decretando così l'avvio dell'Estate astronomica. Proprio in quel preciso istante il Sole raggiungerà, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima. Ecco così che il giorno raggiungerà la sua massima durata e durante il mezzogiorno solare un osservatore a circa 45° di latitudine potrà vedere il sole raggiungere la sua massima declinazione (è la distanza angolare tra un punto della sfera celeste e l'equatore) e la sua massima altezza sull'orizzonte nonché vedere l'ombra di uno gnomone proiettata lungo la linea meridiana raggiunge la sua minima lunghezza.

Ma davvero stiamo entrando nell'estate? Astronomicamente sta invece accadendo il contrario!!! Infatti già dal 24 Giugno il sole, che ha appena superato il punto del solstizio, comincerà a decrescere, sia pure impercettibilmente, sull'orizzonte: insomma, noi crediamo che cominci l'estate, ma in realtà, da quel momento in poi, il sole comincia a calare, per dissolversi, al fine della sua corsa verso il basso, nelle brume invernali.  

Evento venerato - Come qualsiasi evento particolare della natura anche il Solstizio d'Estate ha sin dall'antichità attratto l'interesse e la curiosità di stregoni, santoni, astronomi e persone comuni. Questo evento è infatti assai venerato in molte parti del mondo ed in quasi tutte le civiltà della storia. Nelle tradizioni precristiane le giornate solstiziali (inverno ed estate) erano sacre e ancora oggi ciò si rispecchia in una festività cattolica che cade qualche giorno dopo il solstizio canonico, nella precisione il 24 giugno, quando si ricorda la natività di San Giovanni Battista, colui che battezzo il Cristo.

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venerdì 17 giugno 2016

La Terra ha un nuovo compagno, è un 'quasi-satellite'

Si chiama 2016 HO3, troppo lontano per essere una luna

La Terra ha un nuovo compagno, anzi un 'quasi-satellite': è un piccolo asteroide che per secoli accompagnerà il nostro pianeta, si chiama 2016 HO3 e, nonostante orbiti intorno alla Terra, è troppo lontano per essere considerato un vero e proprio satellite.
La scoperta è stata fatta dal programma Pan-Starr, uno dei migliori 'cacciatori' di asteroidi e comete basato su telescopi installati alle Hawaii. "Sembra un satellite, ma non lo è", ha osservato Ettore Perozzi, responsabile delle operazioni presso il Centro coordinamento sui Neo (gli asteroidi vicini alla Terra) dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Scoperto nell'aprile 2016, l'asteroide si chiama 2016 HO3, le sue dimensioni sono stimate fra 40 e 100 metri e comoie un'orbita completa attorno alla Terra in circa un anno. "Nonostante giri attorno alla Terra, non è la forza gravitazionale del pianeta a legarlo a noi, ma una particolare e interessante geometria", ha spiegato Perozzi. "In altre parole - ha aggiunto - che la Terra ci sia o non ci sia non è poi così determinante". 

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sabato 11 giugno 2016

La Via Lattea quasi 'cancellata' dal cielo dell'Italia

Per l'inquinamento luminoso

E' l'Italia il Paese del G20 con il piu' alto livello di inquinamento luminoso: il problema e' tanto diffuso da impedire al 77% degli italiani di ammirare lo straordinario spettacolo notturno della Via Lattea. Addirittura un quarto della popolazione vive sotto cieli 'abbaglianti', talmente inondati da luce artificiale da non permettere agli occhi di attivare la modalita' di visione notturna.

E' quanto emerge dall'ultimo Atlante mondiale dell'inquinamento luminoso, pubblicato sulla rivista Science Advances da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall'Italia, con l'Istituto di Scienza e Tecnologia dell'inquinamento luminoso (Istil), un'organizzazione no-profit fatta da volontari.

''Essere al primo posto nella classifica dei Paesi piu' inquinati dovrebbe far riflettere coloro che, specialmente a livello politico, continuano ad opporsi ad una limitazione dell'abuso dell'illuminazione artificiale notturna'', commenta il fisico Fabio Falchi dell'Istil, che ha portato avanti lo studio in collaborazione con l'Agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani (Noaa), l'ente americano dei parchi nazionali, il centro tedesco di ricerca geologica (Gfz) e l'universita' israeliana di Haifa.

La situazione dei cieli e' stata fotografata grazie ai dati raccolti dal satellite Suomi Npp di Nasa e Noaa: rielaborati da una quarantina di computer (con un software che ha calcolato la propagazione della luce in atmosfera), sono stati poi calibrati con una serie di osservazioni da terra, raccolte per il 20% da cittadini volontari.

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giovedì 9 giugno 2016

Asteroide sfiora la Terra per entrare nell'orbita della Luna

Conto alla rovescia per il passaggio super ravvicinato dell'asteroide 2016 LT1 che saluta la Terra passando entro l'orbita della Luna. Del diametro di circa 6 metri, il piccolo asteroide passerà a circa 153.000 chilometri dal nostro pianeta (meno della metà della distanza della Luna) alle 22,25 italiane. È una distanza ravvicinata ma «naturalmente di tutta sicurezza senza alcun rischio di impatto» ha detto l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

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sabato 4 giugno 2016

La Terra ha tre sorelle che orbitano attorno a una stella nana

Si trovano nella Costellazione dell’Acquario e hanno caratteristiche simili a quelle della Terra

La Terra avrebbe delle sorelle simili nella Costellazione dell’Acquario. Sono state viste vicine a noi e sarebbero in grado di ospitare la vita. Sono tre esopianeti, con delle forti somiglianze per dimensione e temperatura. Sono stati localizzati a una distanza di soli 40 anni luce della Terra.

Le sorelline sarebbero collocate nell’orbita di una stella nana, di nome Trappist-1, dal nome del telescopio a infrarossi Trappist che l’ha individuata. E’ la prima volta che gli studiosi hanno visto altri pianeti con caratteristiche rocciose simili al nostro, che orbitano nella stessa maniera della Terra intorno al Sole. Gli anni per questi pianeti durano circa due giorni e non hanno la notte e il giorno, come la nostra luna, una parte del pianeta è sempre davanti al sole e l’altra sempre al freddo e al buio.

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mercoledì 1 giugno 2016

L'acqua della Luna portata dagli asteroidi 4 miliardi di anni fa

Lo rivela la composizione delle rocce lunari

La maggior parte dell'acqua presente sulla Luna sarebbe stata portata dagli asteroidi poco più di 4 miliardi di anni fa. A suggerire questa teoria, pubblicata su Nature Communications, è una simulazione matematica elaborata sulla base della composizione delle rocce lunari da un gruppo di ricercatori britannici, francesi e statunitensi, coordinati dalla geologa Jessica Barnes della Open University a Milton Keynes, in Gran Bretagna.

La simulazione riporta le lancette indietro di 4,3-4,5 miliardi di anni, al tempo in cui la Luna era appena nata dalla catastrofica collisione di un pianeta delle dimensioni di Marte (chiamato Theia) contro la Terra. L'aggregazione del materiale scaturito dall'impatto aveva dato forma al giovane satellite, che agli inizi si mostrava ancora ricoperto da un oceano di magma: al suo interno, però, era presente anche dell'acqua, sulla cui origine si dibatte ormai da diversi anni.

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martedì 31 maggio 2016

Rosetta, sulla cometa gli ingredienti della vita

La prima prova della presenza di un amminoacido

Sono stati trovati per la prima volta con certezza su una cometa alcuni degli ingredienti fondamentali per la vita. A trovarli, nella coda della cometa 7P/Churyumov-Gerasimenko, è stata la missione europea Rosetta. I risultati sono stati pubblicati da Kathrin Altwegg, dell'università di Berna, sulla rivista Science Advances, offrendo un'importante prova a sostegno dell'importanza delle comete come portatrici dei 'semi' della vita.

Che le comete fossero dei 'corrieri' di molecole fondamentali alla vita è un'ipotesi molto affascinante ma, nonostante esistessero già molti indizi a favore di questa tesi, non si avevano ancora delle vere certezze. Una prima 'mezza' prova era arrivata alcuni anni fa grazie alla missione americana Stardust che aveva raccolto con un 'retino' e riportato a Terra dei campioni di polveri della cometa Wild 2. Al suo interno erano stati trovati alcuni amminoacidi, i 'mattoni' delle proteine, ma c'era il sospetto che i campioni potessero essere stati contaminati durante il rientro.Tanto da non poterli considerare come puri campioni di cometa.

La prima certezza arriva ora da Rosetta, la missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) realizzata con un fondamentale contributo italiano che ha studiato (facendo anche atterrare un lander) da vicino per mesi uno di questi 'relitti' del Sistema Solare. "Questa è la prima prova indiscutibile di presenza di glicina su una cometa", ha spiegato Altwegg. Gli strumenti di Rosetta non solo hanno trovato la glicina, un amminoacido, ma anche le molecole che portano alla sua formazione, permettendo così anche di capirne i meccanismi. Le tracce di questa molecola sono state osservate in più occasioni, con un picco soprattutto mentre la cometa stava raggiungendo il perielio, il punto più vicino al Sole, nell'agosto del 2015.

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domenica 29 maggio 2016

Appuntamento con Marte, mai così vicino in 11 anni

Il 30 maggio, intanto si festeggia con un 'trittico' a colori

Occhi e telescopi puntati su Marte, che nella notte tra il 30 e il 31 maggio sarà vicinissimo alla Terra come non accadeva da 11 anni: i due pianeti saranno infatti separati 'soltanto' da 75,3 milioni di chilometri.

L'incontro ravvicinato avverrà alle 23:34 (ora italiana) di lumedì 30, ma il momento di migliore visibilità si avrà intorno all'una di notte. Il meteo dovrebbe essere abbastanza clemente su gran parte dell'Italia, ma per non perdere neanche un momento di questo evento storico per colpa delle nuvole, sarà possibile seguirlo comodamente dal divano di casa grazie alla diretta del Virtual Telescope, trasmessa online sul Canale Scienza & Tecnica dell'Ansa a partire dalle ore 24 del 30 maggio. 

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mercoledì 11 maggio 2016

Nasa, scoperti nuovi pianeti: i mondi alieni sono 3200

Ai 2.000 pianeti esterni al Sistema Solare finora verificati si aggiungono i 1.200 scoperti dal telescopio spaziale Kepler. Nove sono abitabili
Si impenna a più di 3.200 il numero dei mondi alieni, ossia dei pianeti esterni al Sistema Solare finora verificati. Ai 2.000 finora noti si aggiungono infatti i 1.200 scoperti dal telescopio spaziale Kepler e annunciati questa sera dalla Nasa in una conferenza stampa. Degli oltre 5.000 candidati pianeti, il cui 'status' non è ancora stato confermato, quelli che sicuramente sono mondi in orbita intorno ad altre stelle sono più di 3.200, dei quali 2.325 sono stati scoperti dal telescopio spaziale Kepler.

"La più ampia scoperta di pianeti tutti insieme", hanno esultato alla Nasa. Ma, cosa più importante, di questa enorme quantità di pianeti 550 dovrebbero essere rocciosi, come la Terra. E di questi, nove orbitano attorno alla loro stella nella fascia "abitabile", ossia ne' troppo lontano ne' troppo vicino, con temperature di superficie dunque che potrebbero consentire la presenza di acqua allo stato liquido e forse, anche di forme di vita.

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lunedì 9 maggio 2016

Scoperto un buco nero da record

Ha una massa 660 milioni superiore a quella dl Sole 

Scoperto un buco nero da record: ha una massa superiore di 660 milioni di volte rispetto a quella del Sole ed è circondato da una nube di gas che si muove alla velocita' di quasi 2 milioni di chilometri l'ora.

Questo mostro cosmico si trova al centro di una galassia distante 73 milioni di anni luce. La scoperta e' pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal Letters dal gruppo coordinato da Andrew Baker, della Rutgers University. Misurare la massa di questo gigantesco buco nero e' stata un'impresa, possibile grazie agli strumenti del radiotelescopio Alma, costruito in Cile con un'importante partecipazione italiana, attraverso l'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) e con la Thales Alenia Space, che ha realizzato parti delle antenne.

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domenica 8 maggio 2016

Mercurio incontra il Sole, dieci cose da sapere

Che succede in cielo lunedì 9 maggio?
 
Lunedì alle ore 13, 12 minuti e 18 secondi sul bordo del Sole comparirà una intaccatura. Minuscola e nerissima. In tre minuti diventerà un dischetto, penetrerà nel disco solare e in sette ore lo attraverserà uscendone dal lato opposto poco prima del tramonto. Quel “neo” è Mercurio, il pianeta più piccolo e più vicino al Sole. Il fenomeno astronomico del 9 maggio si chiama “transito” ed è piuttosto raro. Mercurio passa davanti al Sole 13-14 volte in un secolo. Ma in Italia per avere un’altra occasione cosi favorevole bisognerà aspettare cinquant’anni.

Perché Einstein ha un debito con Mercurio
 
Cento anni fa, l’11 maggio 1916 Einstein pubblicava la Relatività generale. Una anomalia dell’orbita di Mercurio fu la prima prova sperimentale a favore di questa teoria che avrebbe rivoluzionato la nostra visione dell’universo, dello spazio e del tempo. La Legge di Newton non riusciva a spiegare uno slittamento dell’asse dell’orbita di Mercurio di 43 secondi d’arco al secolo che era stato messo in evidenza nell’Ottocento anche osservandone i transiti davanti al Sole. La differenza era piccola ma metteva in crisi tutta la fisica classica newtoniana. La teoria di Einstein secondo cui le masse curvano lo spazio circostante giustificò perfettamente l’anomalia. Mercurio fu il primo a dire di sì ad Einstein. Vennero poi decine di altre prove sperimentali, fino all’osservazione diretta delle onde gravitazionali annunciata l’11 febbraio di quest’anno.

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Tutti i dettagli dell’evento più atteso del 2016. Il transito di Mercurio sul Sole!

La diretta di Mercurio che passa davanti al Sole

 

 


sabato 30 aprile 2016

Astrosamantha

La prima donna italiana nello spazio

Il film (trailer)


Samantha Cristoforetti è stata la prima donna ad aver trascorso 199 giorni, 15 ore e 42 minuti nello spazio e anche la prima ad aver percorso oltre 130 milioni di chilometri.

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sabato 23 aprile 2016

Questa sera il lancio della nuova sentinella del pianeta

Il satellite Sentinel 1B pronto al lancio, alle 23,02 la diretta 

Dopo il rinvio di 24 ore a causa dei venti troppo forti in quota, la nuova 'sentinella' spaziale del pianeta, il satellite Sentinel 1B, è sulla rampa nella base di Kourou (Guyana Francese) in via del lancio, previsto alle 23,02 italiane con una Souyz. E' possibile seguire la ritrasmissione in diretta del lancio su ANSA Scienza e Tecnica.

Sentinel 1B è il quarto satellite del programma Copernicus, varato da Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa) per sorvegliare la salute del pianeta, ed è il gemello di Sentinel 1A, lanciato con successo nell'aprile 2014. Entrambi sono equipaggiati con un radar che permette di catturare immagini giorno e notte e in qualsiasi condizione meteorologica. 

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Nuovo rinvio per maltempo per la sentinella del pianeta

 

 

 

venerdì 22 aprile 2016

Immagini mozzafiato delle stelle nascenti nella Via Lattea

Mai vista la galassia così, grazie a programma a guida italiana

Immagini mozzafiato di bozzoli di gas e polveri che racchiudono stelle nascenti: è la Via Lattea come nessuno l'aveva mai vista, con il suo lato più giovane e dinamico, ricco di embrioni di stelle pronti a nascere e a svilupparsi nei prossimi milioni di anni. Questo ritratto unico, pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics, si deve al progetto Hi-Gal, basato sulle immagini nell'infrarosso catturate dal telescopio Herschel, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), andato in pensione tre anni fa, nell'aprile 2013.

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giovedì 14 aprile 2016

Un cuore nero sul Sole, innocuo per la Terra

E' una macchia solare tre volte più grande della Terra

C'è un'enorme macchia a forma di cuore sul Sole, è rivolta verso la Terra ma al momento non sembra poter scatenare rischiose tempeste geomagnetiche. Le sue immagini sono state catturate dal telescopio spaziale Solar Dymanics Observatory (Sdo) della Nasa e indicano che la macchia, indicata con la sigla AR2529, ha un'estensione che supera di tre volte quella della Terra.

Dopo un lungo periodo di attività intensa, il Sole sta lentamente entrando in una fase più tranquilla. Anche la macchia AR2529 non sembra destare preoccupazione e non costituisce al momento una minaccia per i satelliti per la navigazione e per le telecomunicazioni.

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martedì 12 aprile 2016

I pianeti scippati dall'atmosfera raccontano il destino della Terra

Troppo vicini alla loro stella

L'atmosfera 'strappata' via dalla loro stella, la temperatura rovente che li ha 'asciugati e ristretti: sono i pianeti scoperti dagli astrofisici dell'università britannica di Birmingham, guidati da Guy Davies, grazie ai dati raccolti con il telescopio spaziale Kepler della Nasa. Descritti sulla rivista Nature Communications, sono pianeti rocciosi come la Terra ma solo un poco più grandi (chiamati perciò 'superterre') e la loro storia potrebbe raccontare quello che sarà il destino della Terra quando il Sole comincerà a invecchiare e a espandersi.

I ricercatori hanno visto che questi pianeti, che un tempo avevano un'atmosfera gassosa, sono così vicini alla loro stella da essere bombardati da un torrente di radiazioni ad alta energia. Per questo si sono riscaldati al punti da perdere l'atmosfera, 'restringendosi'. Quello che è accaduto a questi pianeti scippati della loro atmosfera potrebbe essere un fenomeni comune nell'evoluzione dei sistemi planetari simili al nostro. 

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domenica 10 aprile 2016

Canarie, Venere gioca a nascondino dietro alla Luna: il timelapse all'alba

Gli astronomi dell'Instituto de Astrofísica de Canarias (Iac) sono riusciti a immortalare, in questo timelapse, l'occultazione di Venere avvenuta nelle prime ore del mattino del 6 aprile. Nella luce ambrata dell'alba si vede il pianeta - la luce simile a quella di una stella - che scompare dietro al disco della Luna. L'evento era molto difficile da vedere a occhio nudo (in Italia si è verificato dalle 9.14 alle 10.22, in pieno giorno) perché il nostro satellite mostrava solamente una sottilissima falce luminosa (circa al 3%). La ridotta distanza angolare dal Sole (appena 16 gradi) ne ha reso inoltre ancora più ardua l'osservazione a causa dell'elevata luminosità dello sfondo del cielo

Il video

sabato 9 aprile 2016

Lanciata la prima ‘casa’ spaziale gonfiabile

Con il Falcon 9, a bordo della capsula Dragon

E’ stata lanciata la capsula Dragon, a bordo della quale si trova la prima ‘casa gonfiabile’ spaziale, prototipo di future basi lunari o marziane. Il lancio è avvenuto dalla base dell'Aeronautica militare statunitense a Cape Canaveral con il razzo Falcon 9 costruito, come Dragon, dall’azienda privata Space X. A bordo della capsula ci sono anche 3 tonnellate tra rifornimenti, pezzi di ricambio e materiali per gli esperimenti.

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