mercoledì 29 giugno 2016

Con le onde gravitazionali potremmo aver scoperto anche la materia oscura

A proporlo è un team di fisici della Johns Hopkins University. Stando ai loro calcoli le onde gravitazionali osservate da Ligo sono infatti compatibili con la rilevazione di due buchi neri primordiali, corpi celesti che potrebbero fornire una risposta al mistero della materia oscura.



LO SCORSO settembre l'osservatorio Ligo ha effettuato una delle scoperte più importanti della fisica moderna. Lavorando insieme ai colleghi dell'Europeo Virgo (che ha sede in Italia), gli scienziati hanno infatti dimostrato l'esistenza delle onde gravitazionali, confermando le previsioni e i calcoli di Albert Einstein, e aprendo le porte a un nuovo metodo di indagine con cui studiare la natura dell'Universo. Impossibile fare di più in una volta sola, giusto? E invece c'è chi pensa che Ligo potrebbe aver fatto letteralmente jackpot, scoprendo non solo le onde gravitazionali, ma misurando anche, per la prima volta, segnali provenienti direttamente dalla materia oscura. A proporlo è un team di ricercatori della Johns Hopkins University, secondo cui i segnali registrati dal Ligo potrebbero essere stati prodotti da una coppia di buchi neri primordiali: corpi celesti mai osservati fino a oggi, che potrebbero rappresentare la risposta al mistero della materia mancante nel nostro universo.

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martedì 21 giugno 2016

Solstizio d'Estate: tra mito e scienza

La diatriba sull'inizio dell'Estate tra meteorologi ed astrofisici è finita. Alle ore 00:34 (ora italiana) di Martedì 21 Giugno si verificherà infatti il Solstizio d'Estate, decretando così l'avvio dell'Estate astronomica. Proprio in quel preciso istante il Sole raggiungerà, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima. Ecco così che il giorno raggiungerà la sua massima durata e durante il mezzogiorno solare un osservatore a circa 45° di latitudine potrà vedere il sole raggiungere la sua massima declinazione (è la distanza angolare tra un punto della sfera celeste e l'equatore) e la sua massima altezza sull'orizzonte nonché vedere l'ombra di uno gnomone proiettata lungo la linea meridiana raggiunge la sua minima lunghezza.

Ma davvero stiamo entrando nell'estate? Astronomicamente sta invece accadendo il contrario!!! Infatti già dal 24 Giugno il sole, che ha appena superato il punto del solstizio, comincerà a decrescere, sia pure impercettibilmente, sull'orizzonte: insomma, noi crediamo che cominci l'estate, ma in realtà, da quel momento in poi, il sole comincia a calare, per dissolversi, al fine della sua corsa verso il basso, nelle brume invernali.  

Evento venerato - Come qualsiasi evento particolare della natura anche il Solstizio d'Estate ha sin dall'antichità attratto l'interesse e la curiosità di stregoni, santoni, astronomi e persone comuni. Questo evento è infatti assai venerato in molte parti del mondo ed in quasi tutte le civiltà della storia. Nelle tradizioni precristiane le giornate solstiziali (inverno ed estate) erano sacre e ancora oggi ciò si rispecchia in una festività cattolica che cade qualche giorno dopo il solstizio canonico, nella precisione il 24 giugno, quando si ricorda la natività di San Giovanni Battista, colui che battezzo il Cristo.

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venerdì 17 giugno 2016

La Terra ha un nuovo compagno, è un 'quasi-satellite'

Si chiama 2016 HO3, troppo lontano per essere una luna

La Terra ha un nuovo compagno, anzi un 'quasi-satellite': è un piccolo asteroide che per secoli accompagnerà il nostro pianeta, si chiama 2016 HO3 e, nonostante orbiti intorno alla Terra, è troppo lontano per essere considerato un vero e proprio satellite.
La scoperta è stata fatta dal programma Pan-Starr, uno dei migliori 'cacciatori' di asteroidi e comete basato su telescopi installati alle Hawaii. "Sembra un satellite, ma non lo è", ha osservato Ettore Perozzi, responsabile delle operazioni presso il Centro coordinamento sui Neo (gli asteroidi vicini alla Terra) dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Scoperto nell'aprile 2016, l'asteroide si chiama 2016 HO3, le sue dimensioni sono stimate fra 40 e 100 metri e comoie un'orbita completa attorno alla Terra in circa un anno. "Nonostante giri attorno alla Terra, non è la forza gravitazionale del pianeta a legarlo a noi, ma una particolare e interessante geometria", ha spiegato Perozzi. "In altre parole - ha aggiunto - che la Terra ci sia o non ci sia non è poi così determinante". 

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sabato 11 giugno 2016

La Via Lattea quasi 'cancellata' dal cielo dell'Italia

Per l'inquinamento luminoso

E' l'Italia il Paese del G20 con il piu' alto livello di inquinamento luminoso: il problema e' tanto diffuso da impedire al 77% degli italiani di ammirare lo straordinario spettacolo notturno della Via Lattea. Addirittura un quarto della popolazione vive sotto cieli 'abbaglianti', talmente inondati da luce artificiale da non permettere agli occhi di attivare la modalita' di visione notturna.

E' quanto emerge dall'ultimo Atlante mondiale dell'inquinamento luminoso, pubblicato sulla rivista Science Advances da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall'Italia, con l'Istituto di Scienza e Tecnologia dell'inquinamento luminoso (Istil), un'organizzazione no-profit fatta da volontari.

''Essere al primo posto nella classifica dei Paesi piu' inquinati dovrebbe far riflettere coloro che, specialmente a livello politico, continuano ad opporsi ad una limitazione dell'abuso dell'illuminazione artificiale notturna'', commenta il fisico Fabio Falchi dell'Istil, che ha portato avanti lo studio in collaborazione con l'Agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani (Noaa), l'ente americano dei parchi nazionali, il centro tedesco di ricerca geologica (Gfz) e l'universita' israeliana di Haifa.

La situazione dei cieli e' stata fotografata grazie ai dati raccolti dal satellite Suomi Npp di Nasa e Noaa: rielaborati da una quarantina di computer (con un software che ha calcolato la propagazione della luce in atmosfera), sono stati poi calibrati con una serie di osservazioni da terra, raccolte per il 20% da cittadini volontari.

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giovedì 9 giugno 2016

Asteroide sfiora la Terra per entrare nell'orbita della Luna

Conto alla rovescia per il passaggio super ravvicinato dell'asteroide 2016 LT1 che saluta la Terra passando entro l'orbita della Luna. Del diametro di circa 6 metri, il piccolo asteroide passerà a circa 153.000 chilometri dal nostro pianeta (meno della metà della distanza della Luna) alle 22,25 italiane. È una distanza ravvicinata ma «naturalmente di tutta sicurezza senza alcun rischio di impatto» ha detto l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

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sabato 4 giugno 2016

La Terra ha tre sorelle che orbitano attorno a una stella nana

Si trovano nella Costellazione dell’Acquario e hanno caratteristiche simili a quelle della Terra

La Terra avrebbe delle sorelle simili nella Costellazione dell’Acquario. Sono state viste vicine a noi e sarebbero in grado di ospitare la vita. Sono tre esopianeti, con delle forti somiglianze per dimensione e temperatura. Sono stati localizzati a una distanza di soli 40 anni luce della Terra.

Le sorelline sarebbero collocate nell’orbita di una stella nana, di nome Trappist-1, dal nome del telescopio a infrarossi Trappist che l’ha individuata. E’ la prima volta che gli studiosi hanno visto altri pianeti con caratteristiche rocciose simili al nostro, che orbitano nella stessa maniera della Terra intorno al Sole. Gli anni per questi pianeti durano circa due giorni e non hanno la notte e il giorno, come la nostra luna, una parte del pianeta è sempre davanti al sole e l’altra sempre al freddo e al buio.

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mercoledì 1 giugno 2016

L'acqua della Luna portata dagli asteroidi 4 miliardi di anni fa

Lo rivela la composizione delle rocce lunari

La maggior parte dell'acqua presente sulla Luna sarebbe stata portata dagli asteroidi poco più di 4 miliardi di anni fa. A suggerire questa teoria, pubblicata su Nature Communications, è una simulazione matematica elaborata sulla base della composizione delle rocce lunari da un gruppo di ricercatori britannici, francesi e statunitensi, coordinati dalla geologa Jessica Barnes della Open University a Milton Keynes, in Gran Bretagna.

La simulazione riporta le lancette indietro di 4,3-4,5 miliardi di anni, al tempo in cui la Luna era appena nata dalla catastrofica collisione di un pianeta delle dimensioni di Marte (chiamato Theia) contro la Terra. L'aggregazione del materiale scaturito dall'impatto aveva dato forma al giovane satellite, che agli inizi si mostrava ancora ricoperto da un oceano di magma: al suo interno, però, era presente anche dell'acqua, sulla cui origine si dibatte ormai da diversi anni.

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