martedì 25 ottobre 2016

Il Sole comincia a 'sbuffare', la Terra nel mirino per 3 giorni

Attese aurore al Polo Nord, visibili anche a latitudini più basse

Il Sole sta cominciando a 'sbadigliare': impigrito e annoiato per la sua attività ai minimi negli ultimi giorni, si sta preparando a 'sbuffare' un forte getto di vento solare da un'enorme 'bocca', un buco della corona solare più esteso della norma. Lo sciame di particelle cariche potrà colpire la Terra per almeno tre giorni, generando luminose aurore al Polo Nord visibili anche a latitudini più basse.

Tempeste geomagnetiche probabili al 35%
Secondo le previsioni del Noaa, l'Agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani, i fenomeni più intensi si avranno tra il 25 e il 26 ottobre, quando ci sarà il 35% di probabilità di avere tempeste geomagnetiche in corrispondenza dei poli terrestri: il vento solare potrà al massimo generare eventi di categoria G2, ovvero luminose aurore sul circolo polare artico. Il bagliore potrà essere visibile anche dagli stati più a nord degli Usa, come il Minnesota e il Michigan.

Continua qui

giovedì 20 ottobre 2016

ExoMars, Schiaparelli è caduto, retrorazzi attivi per 3 secondi

Il computer di bordo ha deciso di spegnerli

Successo parziale della missione ExoMars. La buona notizia è che l'Europa ha un'altra sonda nell'orbita di Marte, il Tgo (Trace Gas Orbiter), che sta funzionando perfettamente; la notizia meno buona è che il lander Schiaparelli è rimasto in silenzio

Continua qui

mercoledì 19 ottobre 2016

ExoMars, il lander Schiapparelli su Marte: attesa per il segnale di conferma

Alle 16.42 il lander Schiaparelli ha affrontato una discesa mozzafiato di sei minuti poi toccare il suolo

Antonio Lo Campo

Il lander Schiaparelli dovrebbe avere toccato il suolo di Marte, ma non è stato ancora ricevuto a Terra nessun segnale che possa testimoniarlo. Nessuna notizia dal radiotelescopio Gmrt (Giant Metrewave Radio Telescope) che si trova in India, a Pune, e che aveva intercettato il “risveglio” dall’ibernazione del lander protagonista della missione ExoMars, organizzata dalle agenzie spaziali di Europa (Esa) e Russia (Roscosmos). Nel frattempo anche l’orbiter della missione ExoMars, il Tgo (Trace Gas Orbiter) è “nascosto” da Marte e non è in grado di inviare i segnali che ha registrato durante la discesa. Entra quindi in gioco la sonda dell’Esa Mars Express, che dall’orbita marziana ha seguito tutte le fasi della discesa di Schiaparelli, fin dall’ingresso nell’orbita di Marte. La posizione della sonda relativamente alla Terra consentirà però di ricevere il segnale nell’arco di un’ora e mezza.

Dopo il suo viaggio di sette mesi dalla Terra a Marte, la sonda dovrebbe avere affrontato un’accelerazione mozzafiato durante la quale i suoi sensori sono entrati in azione per catturare dati, e dovrebbe avere toccato il suolo del pianeta rosso alle 16:48 italiane.

Continua qui

ExoMars, perso segnale Schiaparelli, ma ancora speranze SEGUI LA DIRETTA

 

 

venerdì 14 ottobre 2016

ExoMars: l’Italia alla volta di Marte

Missione ExoMars: atteso per domenica il lancio del lander Schiaparelli che avrà il coraggioso compito di sbarcare su Marte


“Come un bambino curioso la scienza va avanti, scopre cose che non sapevamo, provoca cose che non immaginavamo.” Ieri era la Luna, oggi è Marte. Ed oggi questo bambino ha le sembianze di un robot, ma gli stessi occhi curiosi. Si chiama Lander Schiaparelli e sarà il  cuore della missione europea ExoMars che partirà alla volta del Pianeta Rosso per scoprirne segreti e peculiarità. Decollerà domenica 16 ottobre da Meridiani Planum, vicino all’equatore, a 55 milioni di chilometri dalla Terra, separandosi dalla sonda orbitante Trace Gas Orbiter (TGO) (partita a sua volta a marzo dal cosmodromo di Bajkonur). Una volta raggiunto lo spazio, il lander precipiterà nell’atmosfera marziana, diventando una palla incandescente: sarà il momento più delicato della missione, l’attimo in cui se ne decideranno le sorti. Un attimo lungo sei minuti. Sei minuti nei quali, in supporto di Schiaparelli, entreranno in azione un paracadute, realizzato ad Aprilia, e dei retrorazzi. Tre giorni dopo si giungerà allo storico atterraggio del primo oggetto italiano su Marte.

Continua qui

lunedì 3 ottobre 2016

Tritone e i suoi misteri!

Tritone è il principale satellite naturale di Nettuno, ed uno dei più massicci dell’intero sistema solare, precisamente il settimo, dopo Titano, la Luna e i quattro satelliti medicei di Giove. Si pensa che Tritone non si sia formato nei pressi di Nettuno a causa della sua orbita retrograda e per come è composto (molto simile a quella di Plutone). Gli scienziati ritengono che sia un oggetto proveniente dalla Fascia di Kuiper. La sua superficie è composta in gran parte da azoto ghiacciato, la crosta e il mantello da acqua congelata e il nucleo da rocce e metalli. Considerando le attuali teorie circa la formazione del sistema solare, i satelliti con moto retrogrado non possono essersi formarti nella regione della nebulosa solare dove si formano i pianeti principali, quindi Tritone proviene da un’altra regione del sistema solare. Dunque Tritone è stato catturato da Nettuno e ciò spiegherebbe alcune caratteristiche del sistema nettuniano, come la forte eccentricità orbitale di Nereide, la terza luna per dimensioni di Nettuno, e addirittura anche il basso numero di satelliti naturali del gigante blu rispetto agli altri giganti gassosi. Tritone possiede una debole atmosfera molto ricca di azoto, in cui sono presenti anche quantità minime di monossido di carbonio e metano;come l’atmosfera di Plutone, si pensa che l’atmosfera di Tritone sia il risultato dell’evaporazione dell’azoto della superficie. La temperatura superficiale raggiunge punte di -237,6 °C , più freddo comunque rispetto alla temperatura media di Plutone, che è di -229 °C. Ma quale sarà il futuro di questa luna? Le forze di marea stanno facendo lentamente decadere l’orbita di Tritone, già assai vicino a Nettuno, e si prevede che entro i prossimi 3,6 miliardi di anni entrerà nel limite di Roche del pianeta, quindi Tritone colliderà con l’atmosfera di Nettuno o andrà a formare un nuovo anello planetario attorno al pianeta. 

Continua qui

Tritone: la luna di Nettuno potrebbe ospitare un oceano sotterraneo