giovedì 21 dicembre 2017

Arriva il giorno più corto dell'anno, al Sud durerà quasi 1 ora in più

Oggi il Sole protagonista con Saturno e le stelle cadenti 

L'arco che percorre il Sole nel suo moto diurno dall'alba al tramonto nel giorno del Solstizio dalla riserva naturale di Daccia Botrona (Gr) (fonte: Marco Meniero, www.meniero.it)

Conto alla rovescia per il solstizio d'inverno, che cadrà il 21 dicembre alle ore 16:28 segnando il giorno più corto dell'anno. Nella sua fugace apparizione, il Sole avrà un occhio di riguardo per il sud Italia, a cui donerà quasi un'ora di luce in più rispetto al nord. La notte più lunga sarà invece l'occasione per tentare di scorgere le ultime stelle cadenti del 2017, le Ursidi, che continueranno a illuminare il cielo fino a Natale. Un altro regalo del Sole, insomma, che domani sarà particolarmente pigro.

A Roma, per esempio, sorgerà alle 7:34 e tramonterà alle 16:42: il suo cammino nel cielo durerà a malapena 9 ore e 8 minuti, e culminerà a mezzogiorno raggiungendo l'altezza minima rispetto all'orizzonte. "Tutti sappiamo che il solstizio d'inverno segna il giorno più corto - spiega Paolo Volpini, dell'Unione astrofili italiani (Uai) - ma pochi sanno che la sua durata varia ampiamente in base alla latitudine, perfino lungo lo Stivale: a Palermo, per esempio, il giorno durerà quasi 25 minuti in più che a Roma e 55 minuti in più che a Belluno". 

Per il Sole sarà comunque una giornata breve ma intensa, che lo vedrà protagonista di una congiunzione 'fantasma' con Saturno. "Il 21 dicembre il pianeta terminerà il suo lungo periodo di permanenza nel cielo notturno, raggiungendo la minima distanza angolare dal Sole: la congiunzione non sarà visibile, ma sarà ugualmente importante - ricorda l'astrofilo - perché segnerà un punto di svolta: all'inizio dell'anno nuovo, infatti, Saturno tornerà ad essere visibile poco prima dell'alba".

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venerdì 15 dicembre 2017

Scoperto un sosia del Sistema Solare

Dal telescopio Kepler, con l'aiuto dell'intelligenza artificiale di Google

Scoperto un piccolo 'sosia' del Sistema Solare: è formato da otto pianeti che ruotano intorno alla stella Kepler-90, distante 2.545 anni luce. L'ottavo componente di questa 'famiglia' da record è stato scovato da un sistema di intelligenza artificiale di Google, che ha vagliato i dati relativi a 35.000 possibili pianeti raccolti dal telescopio Kepler. La scoperta, pubblicata sull'Astronomical Journal, è annunciata della Nasa in una conferenza stampa.

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L'asteroide Fetonte mai così vicino da 34 anni - DIRETTA DALLE 9,00


giovedì 14 dicembre 2017

Atterrata la Soyuz, AstroPaolo è tornato


E' atterrata la navetta russa Soyuz. L’astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Paolo Nespoli è rientrato a Terra insieme ai suoi compagni di equipaggio, l'americano Randy Bresnik e il russo Sergei Ryazansky, con i quali il 28 luglio aveva fatto il viaggio di andata.. Dopo 139 giorni si conclude così la missione Vita, dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). L’atterraggio, nella steppa del Kazakhstan, è avvenuto puntualmente alle 9,38 italiane. 


Paolo Nespoli è stato il secondo a uscire dalla navetta, dopo il russo Sergei Ryazansky, quindi è stata la volta dell’americano Randy Bresnik. Ad accoglierli il freddo della steppa, con meno 16 gradi, ma anche tanto entusiasmo.

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sabato 9 dicembre 2017

In arrivo le Geminidi e l'asteroide Phaeton: "Lo show più bello dell'anno"

Le stelle cadenti di dicembre, secondo gli astronomi, saranno le più intense del 2017, meglio delle Perseidi di agosto, disturbate dal bagliore lunare. Il picco nella notte tra il 13 e il 14. Il 16 invece occhi al cielo per il passaggio del corpo celeste che le ha originate, alla minima distanza dalla Terra



COPRITEVI bene e uscite, anche se fa freddo, ne varrà la pena perché potrete vedere le stelle cadenti più spettacolari dell'anno. Le Geminidi hanno già fatto il loro debutto annuale sullo schermo della volta celeste all'inizio di dicembre ma il clou, le notti in cui la pioggia di meteore toccherà il suo picco, cadrà nella notte tra il 13 e il 14. Secondo gli astronomi lo show sarà il più intenso del 2017, superiore anche alle Perseidi di agosto, che sono state disturbate dalla presenza ingombrante della Luna. Eccezionalmente quest'anno assieme alle Geminidi troveremo anche il loro "genitore", l'asteroide Phaethon infatti è il responsabile della loro origine e ci farà visita, sfrecciando (a distanza di sicurezza) vicino alla Terra.

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domenica 3 dicembre 2017

E' la notte della Superluna

L'unica visibile del 2017, l'osservazione con il Virtual Telescope


E’ la notte della Superluna, l’unica visibile del 2017. Nuvole e pioggia permettendo, lo spettacolo è assicurato ovunque: basta alzare gli occhi al cielo. Purtroppo le luci delle città possono rendere più difficile apprezzare la maggiore brillantezza, ma si può comunque osservare che la Superluna piena appare un po’ più grande di una normale Luna piena. E' possibile osservarla in diretta sul canale ANA Scienza e Tecnica a partire dalle 17:00 con la guida dell'astrofisico Gianluca Masi, nella diretta con il Virtual Telescope, del quale è responsabile.

La Superluna una Luna piena che appare nel cielo circa il 7% più grande e il 16% più brillante perché si trova nel punto della sua orbita ellittica più vicino alla Terra (perigeo). Questo accaduto altre quattro volte nel corso dell’anno, ma si trattava di Lune nuove ed era perciò impossibile vederle.

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sabato 2 dicembre 2017

Il cielo di dicembre si 'concia per le feste'

Con Superluna, stelle cadenti e ultimi saluti a Nespoli


Superluna, stelle cadenti e ultimi saluti a Paolo Nespoli in orbita: sono tanti gli appuntamenti celesti che scandiranno il countdown verso le festività natalizie nel cielo di dicembre, come rilevano gli esperti dell'Unione astrofili italiani (Uai).

La prima data da segnare sul calendario è quella del 3 dicembre, quando si potrà ammirare l'unica Superluna piena del 2017, ovvero la Luna piena nel momento in cui avrà raggiunto la massima vicinanza alla Terra e apparirà più grande nel cielo.

Chi dovesse perderla per colpa delle nuvole, potrà rifarsi nella notte di Santa Lucia: erroneamente considerata la più lunga dell'anno, sarà illuminata da una pioggia di stelle cadenti, le Geminidi, paragonabili per quantità e brillantezza alle Perseidi (le 'lacrime di San Lorenzo' visibili ad agosto). Lo sciame di meteore diventerà particolarmente evidente a partire dal 10 dicembre e raggiungerà il picco "nella notte fra 13 e 14 dicembre", spiegano gli astrofili della Uai. "I più recenti studi hanno rilevato che questo sciame mostra un'attività massima sostenuta per parecchie ore, con due aumenti della frequenza: il primo più consistente, con meteore di debole luminosità, e il secondo meno cospicuo, con meteore più brillanti. Le circostanze con cui potremo osservarle irradiarsi da un'area poco a nord-ovest di Castore saranno quest'anno molto favorevoli, dato che non ci sarà alcun disturbo della Luna".

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Si avvicina la Notte della Superluna, unica visibile del 2017 

 

 

 

mercoledì 29 novembre 2017

AstroPaolo vede l'Italia e canta 'Nel blu dipinto di blu'

La fotografa anche di notte

Non solo fotografo: dopo aver visto e fotografato l'Italia, circondata dal blu intenso del Mediterraneo, astroPaolo si lascia ispirare dalle note de 'Nel blu, dipinto di blu', la celebre canzone di Domenico Modugno. Chi più di lui del resto, dallo spazio, può apprezzare al meglio l'azzurro intenso del mare visto dalla Cupola, la grande finestra panoramica della Stazione Spaziale Internazionale.

Così, guardando l'Italia, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) non può fare a meno di 'intonare' su Twitter il famoso ritornello: "Volare oh oh...Nel blu, dipinto di blu". Sempre all'Italia, Paolo Nespoli ha dedicato un'altra foto, ripresa nella notte e tempestata di luci, per augurare la buonasera ai suoi numerosissimi follower, ben 330.000 che lo seguono costantemente da tutto il mondo.

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sabato 25 novembre 2017

Altro che Black Friday, nello spazio si celebra il "Black Hole Friday": la Nasa pubblica le foto mozzafiato

Mentre sulla Terra si celebra il Black Friday, la corsa agli acquisti super scontati, nello spazio si festeggia il Black Hole Friday, il venerdì dedicato ai buchi neri, misteriose regioni dello spazio-tempo dotate di un campo gravitazionale così intenso da inghiottire tutto ciò che vi finisce dentro, luce compresa. Sempre più protagonisti, soprattutto da quando sono state rilevate le onde gravitazionali nate dai loro scontri, i buchi neri saranno al centro di una pioggia di immagini mozzafiato che la Nasa pubblicherà per tutta la giornata sui social con l'hashtag #BlackHoleFriday, mentre l'Agenzia spaziale europea (Esa) festeggerà con una serie di gadget scontati acquistabili nel suo shop online fino a lunedì.




Previsti dalla teoria della relatività generale di Einstein, i buchi neri devono il loro nome al fisico John Wheeler dell'Università di Princeton, che coniò questa definizione nel 1967. Sebbene 'buco nerò possa far pensare ad uno spazio vuoto, in realtà indica una regione in cui si concentra un'enorme quantità di materia, come se una stella dieci volte più grande del Sole venisse strizzata in una sfera del diametro della città di New York. E in effetti, la maggior parte dei buchi neri nasce dai resti di una supernova, una grande stella che muore generando una spettacolare esplosione.

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venerdì 24 novembre 2017

Perché si fluttua a bordo della Iss? Il libro scolastico sbaglia la risposta. E AstroSam lo boccia: ''E' una sciocchezza"

L'astronauta replica al tweet di una mamma con la foto tratta dal testo per i licei segnalando l'errore nella didascalia. E commenta: "Ma veramente si tratta di un testo scolastico?" E l'editore si scusa su Facebook


UNA mamma posta su Twitter una foto con didascalia tratta dal libro di scuola dei figli che spiega: sulla Stazione Spaziale non c'è gravità perché troppo lontana dalla Terra. E Samantha Cristoforetti risponde secca: "Quanto scritto è una grandissima sciocchezza". Aggiungendo allibita: "Ma veramente si tratta di un testo scolastico?"

 "Primo anno delle superiori" ha risposto la mamma, a questo punto incuriosita, come altri commentatori, che sono intervenuti chiedendo lumi. Il punto infatti è che, come AstroSamantha ha specificato, "alla quota della Iss l'attrazione gravitazionale è circa il 90% di quella sulla superficie terrestre", cioè praticamente uguale. Ma allora, perché fluttuano?

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mercoledì 22 novembre 2017

Meteora illumina la Lapponia, l’incredibile video

Avvistamento davvero suggestivo in Finlandia dove il cielo si è illuminato a giorno per il passaggio di una meteora. 

Una luminosissima meteora è stata immortalata sui cieli della Finlandia, in maniera del tutto fortuita, da un videoamatore intento a riprendere le aurore polari. Era il 16 novembre scorso ad Inari quando il cielo ha cominciato improvvisamente ad illuminarsi di un bagliore quasi accecante, per circa sei secondi. Era una meteora che, a contatto con l’atmosfera, ha prodotto una compressione dei gas atmosferici fino a produrre la ionizzazione degli atomi circostanti emettendo luce. Non è chiaro se i frammenti dell’oggetto abbiano raggiunto il terreno, in quel caso dovrà essere considerata come un meteorite. Il video, ripreso da Tony Bateman, ha fatto rapidamente il giro del web con migliaia di condivisioni.

 


Numerose le segnalazioni anche in Russia ed in Norvegia, data l’estrema luminosità dell‘oggetto. Nonostante siano in pochi ad osservare, almeno una volta nella vita, il passaggio di una meteora, l’evento è tutt’altro che raro, soprattutto in determinati momento dell’anno come il mese di novembre, periodo in cui sono osservabili le Leonidi. Molto spesso, però, le dimensioni dei frammenti spaziali sono talmente ridotte da non essere notate. 

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lunedì 20 novembre 2017

Da 20 anni l'Italia in cerca di ET

Il racconto del pioniere, Stelio Montebugnoli, e di Claudio Maccone, dell'Inaf

Il pioniere della partecipazione italiana al programma Seti (Search for Extra Terrestrial Life) lanciato nel 1960 per la ricerca di intelligenze extraterrestri, Stelio Montebugnoli, associato dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), racconta la storia del programma e delle ricerche svolte con il radiotelescopio dell'Inaf che si trova a Medicina, vicino Bologna. Con lui Claudio Maccone, associato dell'Inaf e direttore per l'Esplorazione scientifica presso l'Accademia Internazionale di Astronautica, fetta  uno sguardo agli scenari futuri della ricerca di vita intelligente nell'universo.

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sabato 18 novembre 2017

La vita vista dallo spazio in sei click della Nasa

Dal microrganismi agli ecosistemi, le osservazioni dei satelliti

La vita sulla Terra vista dallo spazio. E' il racconto per immagini attraverso una bellissima galleria fotografica pubblicata dalla Nasa, che con i suoi satelliti osserva da circa 20 anni il trascorrere della vita sulla Terra in tutte le sue innumerevoli espressioni.
Nel corso degli anni i ricercatori hanno utilizzato le osservazioni fatte dai satelliti per studiare i cambiamenti negli habitat animali, tracciare le epidemie, monitorare le foreste e persino scoprire nuove specie. Le immagini dei satelliti mostrano batteri, piante, animali, creature marine e uccelli e tutto ciò che l'osservazione dallo spazio può rivelare.
Una delle immagini più belle mostra le forme più abbondanti di vita nell'oceano, ossia i microrganismi vegetali che costituiscono il fitoplancton.

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venerdì 17 novembre 2017

Leonidi:“stelle cadenti” d'autunno e osservazione al telescopio

Sabato 18 novembre: Planetario e Osservatorio Astronomico di Cà Del Monte

dalle ore 21:00 alle ore 23:15

Come ad agosto tornano le “stelle cadenti” d’autunno, dopo le Draconidi, le Orionidi ad ottobre, arrivano, con la metà di novembre, le Leonidi.
Piccoli frammenti di roccia piovono sulla Terra regalandoci spettacolari scie di luce nel cielo.
Le Leonidi sono dovute al passaggio di una cometa periodica, la Tempel-Tuttle, che ripassa vicino al Sole ogni 33 anni, nel suo viaggio “sporca” una zona dell’orbita della Terra, nella quale, il nostro pianeta si trova a transitare ogni anno nello stesso periodo, regalandoci un fenomeno che ha affascinato popolazioni di tutto il mondo per millenni.


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giovedì 16 novembre 2017

Scoperta una nuova Terra a 11 anni luce dalla nostra

Ha un clima temperato e dimensioni simili alla Terra il nuovo pianeta scoperto da una squadra di astronomi dell'Osservatorio europeo australe (Eso). Questo nuovo pianeta chiamato RRoss 128b si trova intorno a una stella della costellazione della Vergine, situata a soli undici anni luce dal nostro sistema solare . Secondo i ricercatori sarebbe in grado di ospitare la vita perché per superficie e massa può essere compatibile con la presenza di acqua allo stato liquido.

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domenica 12 novembre 2017

Il ''bacio'' romantico di Giove e Venere: appuntamento a lunedì mattina

Appuntamento alle 6, in direzione Est, del 13 Novembre


Come due teneri amanti Giove e Venere si daranno appuntamento all'alba di Lunedi 13 novembre per scambiarsi un tenero "bacio" avvolti nella luce dell'aurora. Un bacio che sarà anche di addio perché sino a febbraio 2019 i due pianeti non si ritroveranno più così vicini.

Per vedere questa bellissima congiunzione dovremmo tuttavia svegliarci presto: poco dopo le 6 guardando in direzione Est, alle luci dell'alba, potremmo vederli appena sopra l'orizzonte. L'incontro durerà circa 1 ora, giusto il tempo di vedere sorgere il Sole e avvolgerli con la sua luce.

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venerdì 10 novembre 2017

Asteroidi killer, cosa rischierebbe la Terra

Pari al 13% le possibilità di un'estinzione di massa

Se un asteroide killer simile a quello che 66 milioni di anni fa ha provocato la scomparsa dei dinosauri prendesse di mira la Terra, avrebbe il 13% di possibilità di provocare un'estinzione di massa. E' la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell'università Tohoku e dell'Istituto di ricerca metereologico Tsukuba, in Giappone, in uno studio pubblicato su Nature.

Sessantasei milioni di anni fa, un asteroide di circa 9 chilometri di diametro ha colpito una vasta area con rocce sedimentarie ricche di idrocarburi e zolfo in quella che oggi è l'attuale Penisola dello Yucatan, in Messico. Recenti studi hanno dimostrato che l'impatto ha riscaldato gli idrocarburi e lo zolfo contenuti nelle rocce, liberando nell'atmosfera fuliggine e particelle di solfato che hanno oscurato per lungo tempo i raggi solari, causando un crollo globale delle temperature e la siccità. A questi eventi è seguita l'estinzione di massa che ha portato alla scomparsa dei dinosauri

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venerdì 3 novembre 2017

60 anni fa il volo di Laika, primo essere vivente nello spazio

A bordo del satellite Sputnik 2

Un francobollo ungherese dedicato al volo di Laika © ANSA/Ansa

Indossava una tutina spaziale bianca e con il suo muso a punta si guadagnò subito simpatie e affetto mondiali: il cane Laika, il primo essere vivente nello spazio, volava 60 anni fa  a bordo del satellite Sputnik 2.

La partenza avveniva a un mese dal lancio del primo satellite artificiale, lo Sputnik 1, e dalla stessa base russa di Baikonur, nel Kazakhstan, che allora non si chiamava così ed era un luogo segreto. A bordo del veicolo, lanciato il 3 novembre 1957 dall'Unione Sovietica, c'era una cagnolina meticcia, per metà Husky e per metà Terrier, che aveva seguito un lunghissimo addestramento.

Si sapeva sin da subito che la missione di Laika sarebbe stata senza ritorno e per questo suscitò commozione e critiche. La cabina dello Sputnik 2 aveva aria, era stata progettata per permettere alla cagnolina di sdraiarsi e dormire, mangiare un 'budino' di carne e acqua, mentre una serie di sensori permetteva di controllare i parametri vitali di Laika.

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martedì 31 ottobre 2017

Scoperte 6 comete 'aliene', le prime fuori dal Sistema Solare

Le ha 'prese per la coda' il telescopio Kepler della Nasa

Scoperte 6 comete 'aliene', le prime mai identificate al di fuori del Sistema Solare: le ha 'prese per la coda' il telescopio spaziale Kepler della Nasa, rivelando l'ombra che la loro scia di polveri e detriti ha proiettato durante il transito davanti alla stella Kic 3542116, distante 800 anni luce. Le anomale oscillazioni della sua luminosità sono state individuate grazie alla collaborazione tra astronomi amatoriali e professionisti, coordinata dal Massachusetts Institute of Technology (Mit), che ha pubblicato la ricerca sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

"E' incredibile che qualcosa che è più piccolo della Terra di diversi ordini di grandezza possa essere individuato perché emette tanti detriti", commenta Saul Rappaport, professore emerito del Mit. "E' impressionante riuscire a vedere qualcosa di così piccolo e lontano".

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sabato 28 ottobre 2017

Tutti pronti per la Notte della Luna

Eventi in tutto il mondo, decine di appuntamenti in Italia

Da Roma a New York fino a Città del Capo e a Tokyo, stanotte milioni di occhi in tutto il mondo saranno puntati al cielo perché è "La notte della Luna", l'annuale festa dedicata all'osservazione del nostro satellite naturale. L'International Observe Moon Night 2017 (InOMN2017) è un'iniziativa che coinvolge a livello internazionale, istituzioni, ricercatori e appassionati: nel sito web dell'evento sono centinaia, tra associazioni, osservatori e università, i soggetti che hanno aderito proponendo osservazioni ed eventi.

In Italia "La notte della Luna" e' promossa dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dall'Unione Astrofili Italiani (Uai). Per l'occasione l'Inaf apre al pubblico gli osservatori di Torino, Roma-Monteporzio e Catania. Sempre in Sicilia, si svolge l'evento organizzato congiuntamente dall'osservatorio di Catania dell'Inaf, dall'Istituto secondario superiore "Quintino Cataudella" di Scicli, dal Comune di Scicli e dal Centro ibleo di studi astronomici "Pleiades". Telescopi pronti anche ad Arpino (Frosinone), dove la Luna diventa un ologramma.

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The Virtual Telescope  

 

 

lunedì 23 ottobre 2017

Su lune e pianeti in cerca di ET

Un modello della Nasa cerca mondi abitabili e l'Esa punta alle lune di Giove

 

ET è nei pensieri della Nasa, che ridefinisce le caratteristiche dei pianeti esterni al Sistema Solare in grado di ospitare la vita. E lo fa con un modello inel quale sono indicati i parametri in base ai quali i mondi alieni potrebbero essere abitabili. Il risultato della ricerca, coordinata dall'Istituto Goddard della Nasa (GISS) e dall'Istituto di tecnologia di Tokyo, è pubblicato sull'Astrophysical Journal. 

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sabato 21 ottobre 2017

Week end con le Orionidi, le stelle cadenti d'autunno

Prima dell'alba le ore migliori per vederle

Fine settimana con gli occhi al cielo, ma solo per i più mattinieri, disposti al alzarsi prima che sorga il Sole per non perdere lo spettacolo delle Orionidi, le stelle cadenti d'autunno.
Sono le 'lacrime' della cometa di Halley: la nube delle polveri lasciate dal suo passaggio viene attraversata dalla Terra e i granelli che bruciano nell'atmosfera danno origine allo spettacolo. "Le Orionidi sono uno degli sciami di comete che hanno origine dalla cometa di Halley, l'altro è quello delle Acquaridi", ha detto l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.
 

"Il momento ideale per osservare le Orionidi - ha proseguito - è quello che precede l'alba di domani, intorno alle 5,30 e le 6,00". Un'altra opportunità, anche se meno spettacolare, c'è nelle stesse ore del 22 ottobre". La ragione di questo appuntamento così scomodo è nel fatto che la costellazione di Orione, che dà il nome alle stelle cadenti d'autunno, sorge nella seconda parte della notte; sorgendo porta in vista il quadrante, ossia il punto del cielo dal quale sembrano partire le stelle cadenti.

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venerdì 20 ottobre 2017

Smog record a Milano e in Pianura Padana La foto dallo spazio dell’astronauta Nespoli

Una nube ricopre per intero tutta la zona da Torino all’Adriatico, mentre sul resto dell’Europa i contorni delle coste e delle montagne sono perfettamente visibili. Al Nord 24 città già oltre i limiti di legge per l’inquinamento dell’aria. Il comune di Torino: «Non aprite porte e finestre»


«La pianura Padana qualche ora fa: nebbia o smog?»: la foto scattata dall’astronauta italiano Paolo Nespoli, in orbita attorno alla Terra rende perfettamente l’idea della situazione meteo ma anche ambientale in cui si trova il Nord Italia: un «coperchio» di aria stagnante e carica di elementi inquinanti (come dimostrano i dati delle centraline antismog delle città) preme su una vasta area che va da Torino all’Adriatico interessando Piemonte, Lombardia, Emilia, Veneto e Friuli. Sul resto dell’Europa invece il cielo è libero e i contorni di coste e catene montuose sono perfettamente visibili. A riprova che la qualità dell’aria e i suoi effetti sulla salute sono un’emergenza esclusiva dell’Italia settentrionale.
Al Nord 24 città fuorilegge per troppo smog
Passando dal cielo alla Terra, la situazione smog a Milano e nelle principali città del Nord è ben oltre i livelli di guardia. Il rapporto Mal’aria di Legambiente segnala che 24 centri urbani hanno già superato i limiti di legge. La maglia nera tocca a Torino che ha collezionato nel 2017 66 giorni di superamento dei limiti . Seguono Cremona, Padova e Milano. Nel capoluogo lombardo le ultime rilevazioni dicono che la concentrazione di polveri è il doppio rispetto al consentito. La norma stabilisce che sia consentito il superamento dei livelli di smog e PM10 per 35 giorni all’anno. Per questa ragione i sindaci stanno per adottare divieti e stop al traffico. Torino, Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Ferrara fermeranno i diesel euro 4 e imporrano temperature di 19 gradi nelle case. A Milano gli impianti di riscaldamento (complici anche le temperature alte) restano spenti. Anche Rimini in mattinata e Napoli nel pomeriggio si sono aggiunte alle città che lasceranno in garage i diesel euro 4. Ancora più drastica l’amministrazione comunale di Torino, la città con i dati più preoccupanti, che ha invitato i residenti a tenere chiuse porte e finestre e a limitare l’attività fisica all’aperto. Nel capoluogo piemontese la procura ha aperto un’inchiesta sulla base di un esposto di un esperto di problemi ambientali secondo il quale la mortalità è più alta di quella attesa. Nei prossimi gorni l’Asl depositerà una relazione.

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Si avvicina asteroide 2017 TD6, stasera 'saluterà' la Terra

Passerà a una distanza di tutta sicurezza, 190 mila chilometri

 

Si avvicina alla Terra 2017 TD6, piccolo asteroide del diametro di circa 15 metri. Ma niente paura. Nessun pericolo di impatto, considerata la distanza, perché il piccolo 'sasso' cosmico transiterà a circa 190 mila chilometri dal nostro pianeta. Una distanza di tutta sicurezza, che equivale a metà di quella che c'è tra la Terra e la Luna, spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

2017 TD6 raggiungerà la distanza minima dalla Terra alle 20.53, quando è buio e il suo passaggio potrebbe essere facilmente osservabile. Tuttavia, "a ridosso del momento clou del suo passaggio, quando l'asteroide si troverà alla minima distanza dalla Terra, sarà basso sugli orizzonti italiani e ostaggio delle prime nebbie autunnali. Quindi praticamente inosservabile - dice ancora Masi -. E comunque la sua osservazione richiederebbe l'uso di un buon telescopio, uno strumento di grande diametro". 

 

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venerdì 13 ottobre 2017

Il record spaziale di Astropaolo, 6.000 ore in orbita

Il fumettista Leo Ortolani gli dedica una vignetta di Rat-Man

Seimila ore nello spazio. E' il record raggiunto il 12 ottobre da AstroPaolo in orbita dal 28 luglio scorso a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per la missione "Vita" dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Paolo Nespoli ha infatti totalizzato complessivamente ben 250 giorni in orbita, considerando le sue prime due missioni, del 2007 e del 2010-11, e quella tutt'ora in corso.

"Un record assoluto - sottolinea l'Agenzia Spaziale Italiana - la più lunga permanenza di un italiano nello spazio!" E c'è chi ha pensato di festeggiare questo record in maniera speciale: il noto fumettista Leo Ortolani ha infatti dedicato all'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) una divertente vignetta di Rat-Man, il topo-supereroe protagonista di "C'è Spazio per Tutti", il primo albo a fumetti ad aver volato in orbita.

Nella vignetta, Rat-Man si congratula per le 6mila ore nello spazio, ma Nespoli sembra più preoccupato che, dopo tanta assenza dalla terra, il ticket del parcheggio della sua auto sia ormai scaduto. 

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Planetario e Osservatorio Astronomico di Cà Del Monte

Venerdì 13 ottobre: I Buchi neri - Segue osservazione astronomica al telescopio

mercoledì 4 ottobre 2017

L'era spaziale ha 60 anni, il 4 ottobre 1957 volava lo Sputnik

E' stato il primo satellite artificiale

In Italia erano le quasi 23,00 del 4 ottobre 1957 quando Radio Mosca annunciò in inglese che l'Unione Sovietica aveva lanciato in orbita il primo satellite artificiale. Lo Sputnik 1 brillava nel cielo, inseguito dai telescopi di tutto il mondo, e il suo 'bip' veniva ascoltato da radioamatori increduli.

L'era spaziale è iniziata così, 60 anni fa, in uno scenario profondamente diverso da quello attuale. Se oggi lo spazio significa soprattutto cooperazione e astronauti russi, europei, americani e giapponesi vivono e lavorano sulla Stazione Spaziale Internazionale, 60 anni fa il lancio dello Sputnik scatenava un'agguerrita corsa allo spazio fra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Lo Sputnik, il cui nome significa 'satellite', era stato lanciato in occasione dell'Anno Geofisico Internazionale da quella che oggi è la base russa di Baikonur, nel Kazakhstan, e che allora era un luogo assolutamente segreto. Era uscito alle 7,00 in punto del mattino dall'edificio di integrazione finale e ancora oggi è esattamente alla stessa ora che ogni lanciatore e la sua capsula vengono trasportati sul Treno del cosmo per raggiungere la rampa di lancio, in una sorta di scaramanzia che accompagna ogni missione, nella speranza di ripetere quel successo senza precedenti. A portare in orbita lo Sputnik era stato un razzo R-7, derivato dal primo missile balistico intercontinentale.

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lunedì 2 ottobre 2017

La Luna signora del cielo di ottobre

'Danza' con i pianeti e il 28 è la protagonista del Moonwatch Party

La Luna è la protagonista del cielo di ottobre: 'danza' con i pianeti e il 28 avrà gli occhi di tutto il mondo puntati addosso perché si celebra il Moonwatch Party, la Notte della Luna. Nella prima metà del mese tra le 19,00 e le 21,00 ci sono anche molte opportunità di osservare il passaggio della Stazione Spaziale Internazionale, a bordo della quale si trova l'astronauta Paolo Nespoli e che appare come un puntino luminoso che scorre velocemente nel cielo, come un satellite.

''L'evento di maggior rilievo di ottobre è l'edizione 2017 della Notte della Luna'', ha detto Paolo Volpini, dell'Unione Astrofili Italiani (Uai). L'International Observe the Moon Night (InOMN) è una iniziativa lanciata a livello mondiale da numerose organizzazioni, tra cui la Nasa, e in Italia è promossa da Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Uai.

In occasione della sua serata, il 28 ottobre, la Luna sarà poco oltre il primo quarto: la fase ideale per osservarla al telescopio perché si vedono i crateri e i monti. La Luna è anche protagonista anche di numerose congiunzioni, a partire dall'8 ottobre, quando sorgerà accompagnando l'ammasso stellare delle Pleiadi. Il 17 ottobre, invece, prima del sorgere del Sole si potrà osservare, tra le stelle della Vergine, la sottile falce di Luna calante sorgere seguita da Marte e Venere.

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giovedì 28 settembre 2017

Anche l'Italia cattura la sua prima onda gravitazionale


E' stata generata dalla fusione di due buchi neri a 1,8 miliardi di anni luce. Per la prima volta il segnale è stato catturato anche da Virgo, lo strumento italiano dell'Infn. E' la quarta osservazione in appena un anno e mezzo: le onde predette da Einstein promettono di rivoluzionare il nostro modo di guardare l'universo



Ha aperto gli occhi il primo agosto, dopo un lungo periodo di ammodernamento. E subito, il 14 di quel mese, l'antenna italiana Virgo ha catturato la sua prima onda gravitazionale. Anche questa violentissima "scossa" alla trama dello spazio-tempo è stata generata dalla collisione di due buchi neri, avvenuta a 1,8 miliardi di anni luce da noi (e quindi 1,8 miliardi di anni fa). E' la quarta osservazione in quasi due anni: segno che le onde gravitazionali possono diventare un nuovo ramo dell'astronomia, capace di leggere fenomeni estremamente violenti e inosservabili con altri strumenti, almeno per quanto riguarda i buchi neri. E fra le scommesse alla vigilia dell'assegnazione del Nobel (la fisica è prevista per il 3 ottobre) la scoperta di queste onde, prodotte da fenomeni estremamente violenti nell'universo e previste dalle teorie di Einstein oltre un secolo fa, è fra le favorite. La diretta dell'annuncio può essere seguita il 27 agosto dalle 18 e 30 in webcast sul sito di Virgo. L'annuncio è stato dato nell'ambito del G7 della scienza a Torino.

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martedì 26 settembre 2017

La Pianura Padana come una ragnatela

Nell'obiettivo di AstroPaolo la sua Lombardia

La pianura Padana di notte, come una grande ragnatela: AstroPaolo ha fotografato la sua Lombardia sfruttando uno dei passaggi della Stazione Spaziale sull'Italia e ha catturato un'altra immagine bellissima.

''Milano e la Pianura Padana sembrano davvero un'unica gigantesca brillante ragnatela'', scrive su Twitter l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Nella fitta rete di luci spiccano quelle più grandi e luminose di Milano, dove Paolo Nespoli ha studiato.

E' brillante e di una bellezza mozzafiato anche la spettacolare aurora colta dall'astronauta mentre si accende e poi comincia a danzare con i sui colori nelle regioni polari. ''Una splendida aurora... Di una bellezza spaziale!'',scrive AstroPaolo.

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martedì 19 settembre 2017

Planetario e Osservatorio Astronomico Cà del Monte (PV)

...l'universo a un passo da te!


Programmazione settembre:  Scarica QUI il nuovo programma autunno 2017 in PDF

Osservatorio
 
La zona dell'Oltrepò, data la sua specifica collocazione geografica, è il luogo ideale per l'osservazione astronomica. La vicinanza del mare, infatti, conferisce all'atmosfera una straordinaria stabilità che permette di godere di un cielo terso e trasparente. Ed è proprio per questo motivo che qui con noi al Planetario e Osservatorio di Ca' del Monte, sotto uno dei cieli più bui dell'italia nord-occidentale, è possibile connettersi al territorio e alla volta celeste per ammirarne la loro bellezza ed infinita profondità.

La peculiare struttura ad arco dell'Osservatorio è armonicamente inserita nel fianco della collina ed è concepita proprio per costruire un dialogo continuo e integrato tra le attività di ricerca, didattica e divulgazione. I diversi ambienti che costituiscono la struttura (la cupola centrale del Planetario, le due laterali e il teatro retrostante) sono interconnessi tra loro nello svolgimento dell'attività di osservazione che va dalla raccolta ed elaborazione dei dati fino alla loro comunicazione ai diversi utenti coinvolti.

Le cupole laterali sono principalmente dedicate alla ricerca e coinvolte nell'attività osservativa contestualmente alla strumentazione mobile, composta da binocoli giganti e telescopi.
La cupola centrale, invece, ha un diametro di 7,5 metri, accoglie oltre 60 posti a sedere e ospita il planetario digitale, suggestivo strumento per la conoscenza del cielo attraverso il quale sperimentare, in prima persona e con l'ausilio di proiezioni, distanze e fenomeni astronomici.

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lunedì 18 settembre 2017

La prima mappa completa dell'acqua sulla Luna

E' presente quasi ovunque

Pronta la prima mappa completa dell'acqua sulla Luna, con distribuzione e concentrazione. Pubblicato sulla rivista Science advance, il risultato si deve ai ricercatori della Brown University, guidati da Shuai Li. Dopo la scoperta avvenuta nel 2009 sul suolo lunare di acqua e di una sua molecola collegata, l'idrossile (composto da un atomo di idrogeno e di ossigeno), i ricercatori sono riusciti a ricalibrare i dati raccolti dallo strumento Moon Mineralogy Mapper della Nasa, che ha volato a bordo della sonda indiana Chandrayaan-1, diventata celebre appunto per aver individuato ghiaccio d'acqua sulla Luna.

"La 'firma' dell'acqua è presente quasi ovunque sulla superificie lunare, e non solo nelle regioni polari come riportato in un primo momento", sottolinea Li. "Aumenta verso i poli e non ci sono differenze significative a seconda delle composizioni dei terreni", continua. La concentrazione massima trovata, tra le 500 e 750 parti per milione, si ha alle latitudini più alte, e, pur essendo minore di quella delle sabbie dei deserti più secchi della Terra, "è comunque qualcosa. Adesso che sappiamo dove si trova l'acqua e in quali quantità, possiamo pensare a dove valga la pena estrarla", aggiunge Ralph Milliken, coautore dello studio. 

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venerdì 8 settembre 2017

Tempesta magnetica dopo la più forte eruzione solare degli ultimi 11 anni. E stasera ne arriva un'altra

Ha creato problemi a comunicazioni radio e navigazione Gps, ma anche aurore spettacolari



E' ARRIVATA ed è stata più intensa del previsto, la tempesta magnetica innescata dalla più potente eruzione solare degli ultimi 11 anni. E' stata classificata G4 nella scala da 1 a 5 e ha provocato blackout radio, problemi ai sistemi di navigazione Gps, e aurore che hanno fermato il traffico. Lo sciame di particelle elettricamente cariche scagliate dall'eruzione "ha colpito il campo magnetico della Terra alle 1,56 (ora italiana), qualche ora prima rispetto alle previsioni iniziali", ha detto all'ANSA il fisico solare Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell'Inaf e dell'università di Trieste. 

Adesso la tempesta è diventata più debole, ha aggiunto, ma questa notte era classificata di classe G4, cioè severa, nella scala di intensità che va da 1 a 5. 'La tempesta - ha proseguito Messerotti - ha creato problemi alle comunicazioni radio nelle regioni polari e anche a latitudini più basse e ha disturbato i sistemi di navigazione Gps perché l'atmosfera era ricca di particelle elettricamente cariche e i ricevitori a Terra non riuscivano a captare i segnali inviati dai satelliti Gps". Il fenomeno ha innescato anche aurore spettacolari, molto più brillanti del solito, visibili in tutte le zone polari, ma anche a latitudini più basse come l'Arkansas, negli Stati Uniti. In Scandinavia, secondo il sito Spaceweather, le aurore sono state così brillanti che hanno bloccato il traffico

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Tempesta magnetica in atto, la più intensa degli ultimi 11 anni

 

 

La vita passata su Marte diventa più probabile

Confermata la presenza di un ingrediente fondamentale 

Aumentano le probabilità che in passato Marte possa aver ospitato la vita, con la conferma della presenza sul suolo marziano di un elemento, il boro, la cui scoperta era stata annunciata per la prima volta nel dicembre 2016. Il risultato, otenuti nei Laboratori statunitensi di Los Alamos (Lanl) è pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.

A identificare a presenza del boro è stato il robot laboratorio della Nasa Curiosity, che sta esplorando il suolo di Marte dall'agosto 2012 e che ha trovato le tracce di questo elemento nel cratere Gale. Il boro è un elemento chimico che svolge un ruolo importante nella formazione dell'acido ribonucleico, l'Rna, la molecola della vita che è il braccio destro del Dna. "Trovare il boro su Marte, rende più probabile che in passato il pianeta possa aver ospitato la vita", spiega Patrick Gasda, autore principale dello studio. "I borati - ha aggiunto - rappresentano un possibile ponte tra molecole organiche semplici e Rna. Senza l'Rna, non c'è la vita".

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domenica 3 settembre 2017

AstroPaolo fotografa lo stretto di Messina

Intanto si prepara a salutare l’astronauta dei record, Peggy Whitson

Ancora una volta è l'Italia la protagonista delle foto dell'astronauta Paolo Nespoli che pubblica su Twitter una bellissima immagine dello stretto di Messina, con un pensiero a Scilla e Cariddi. Intanto AstroPaolo si prepara a salutare l'astronauta dei record, Peggy Whitson, che il 2 settembre ritornerà a Terra. ''Scilla e Cariddi... Per fortuna noi argonauti dello spazio siamo salvi a questa altezza!'' ha scritto su Twitter riferendosi al mito greco degli Argonauti, i conquistatori del mitico vello d'oro, che durante il loro viaggio sulla nave Argo, nello stretto di Messina dovettero affrontare i mostri Scilla e Cariddi.

Nella foto si vedono due lembi di Sicilia e Calabria separati dal mare di un colore azzurro mozzafiato. Nel frattempo, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) si prepara a salutare Peggy Whitson e gli altri due astronauti in partenza: il russo Fyodor Yurchikhin e l'americano Jack Fischer.

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mercoledì 30 agosto 2017

Un asteroide...

UN ASTEROIDE classificato come “potenzialmente pericoloso” transiterà nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre non lontano dal nostro pianeta, ma comunque a distanza di sicurezza. È poco più grande della cometa esplorata da Rosetta, circa 4,3 chilometri di diametro, e passerà a poco meno di sette milioni di chilometri (18 volte la distanza tra la Terra e la Luna). Si chiama FLORENCE. Non abbastanza per costituire un rischio di impatto ma vicino a sufficienza da poter essere visto comodamente con un binocolo o un piccolo telescopio anche dall'Italia.

Fonte

martedì 22 agosto 2017

Altri cinque possibili 'fratelli' della Terra, due abitabili

Individuati intorno a stelle 'vicine di casa' del Sole

Dopo la scoperta dei pianeti di Trappist-1, si aggiungono altri cinque possibili 'fratelli' della Terra che si troverebbero dietro l'angolo, in orbita intorno a stelle vicine a noi: il primo pianeta, descritto sull'Astrophysical Journal, potrebbe trovarsi a 16 anni luce, intorno alla stella Gliese 832; altri quattro, descritti su Astronomical Journal, sono stati individuati a 12 anni luce da noi intorno alla stella tau Ceti, e due di essi orbiterebbero nella cosiddetta zona abitabile, ossia a una distanza tale dalla loro stella da poter avere acqua liquida in superficie.

Questi quattro pianeti, con masse pari a 1,7 volte quella terrestre, sono tra i più piccoli mai scoperti intorno a una stella simile al Sole e così vicina. La loro presenza è stata individuata grazie agli strumenti dell'Osservatorio europeo australe (Eso) e dell'Osservatorio Keck alle Hawaii, che hanno permesso di riconoscere le piccolissime oscillazioni della stella madre (circa 30 centimetri al secondo) dovute al loro 'abbraccio' gravitazionale. 

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venerdì 18 agosto 2017

21 AGOSTO 2017 » eclissi totale di Sole (VIDEO)

Diciamo subito che l'Italia sarà estranea all'evento...


Toccherà agli Stati Uniti godersi lo spettacolo dell'eclissi totale di sole di Lunedì 21 Agosto.
Il posto migliore, ossia dove la durata sarà massima, e stimata in circa 2 minuti e 47 secondi circa, saranno le Montagne Rocciose.
L'Italia sarà totalmente esclusa dall'evento, ma Irlanda, Scozia e Islanda potranno vedere l'eclissi parziale.
COS'E' un ECLISSI SOLARE - E' un noto fenomeno ottico di oscuramento di tutto o di una parte del disco solare da parte della Luna visto dalla Terra che si verifica durante il novilunio. Si tratta di un evento piuttosto raro: Sole, Luna e Terra devono essere perfettamente allineati in quest'ordine; ciò è possibile solo quando la Luna, la cui orbita è inclinata di cinque gradi rispetto all'eclittica, interseca quest'ultima in un punto detto nodo. Quando il nodo si trova tra la Terra e il Sole, l'ombra della Luna passa in alcuni punti della superficie terrestre e si assiste a un'eclissi solare. Se invece il nodo si trova dalla parte opposta, si ha un'eclissi lunare.

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lunedì 7 agosto 2017

Arriva l'eclissi parziale di Luna, l'ultima dell'anno

GUARDA LA DIRETTA, DALLE 20,50

Se oltreoceano si attende con impazienza la spettacolare eclissi totale di sole del 21 agosto, da questa parte del pianeta dovremo accontentarci di un'eclissi parziale di Luna per il 7 agosto e sara' anche l'ultima visibile dall'Italia. Bisognera' infatti attendere un anno, fino al 27 luglio 2018, per poter ammirare dall'Italia un'eclissi totale di Luna.

Quella del 7 agosto e' anche la migliore eclissi che possiamo vedere, spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope: "la vedremo sorgere piena e bellissima, con il suo disco gia' intaccato da un 'morso' di ombra della Terra, perche' il fenomeno sara' gia' in corso. Sara' quindi molto suggestiva".

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domenica 6 agosto 2017

Eclissi di Luna il 7 agosto, lo spettacolo subito dopo il tramonto

L'ombra della Terra staccherà un 'morsò dal disco del nostro satellite naturale, lasciandolo nell'oscurità. Potremo ammirare il fenomeno quando sarà spuntata ed emersa completamente all'orizzonte, dopo le 20


UN "morso" di Luna nell'ombra della Terra, accadrà domani, al tramonto, quando la Luna piena spunterà dall'orizzonte. Un'eclissi parziale che sarà visibile anche dall'Italia. Solo un pezzetto della Luna sarà interessato dall'ombra, cioè dalla zona più scura che blocca i raggi solari, ma il nostro satellite così basso nel cielo, sarà virtualmente più grande per quella illusione ottica che tutti abbiamo potuto sperimentare: "La prossimità all'orizzonte fornisce in modo spontaneo dei termini di paragone dimensionali come palazzi o alberi - spiega Gianluca Masi, astrofisico del Virtualtelescope - riferimenti che, ovviamente non ci sono quando è alta, nel mezzo del cielo".

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venerdì 4 agosto 2017

L'Italia vista dallo spazio...

Stupenda immagine di questa notte dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Lo stivale italiano illuminato dalla luce della luna e dalle numerose città presenti sul nostro territorio.

Fonte

mercoledì 2 agosto 2017

Lanciato Vega, 10/o successo del razzo costruito in Italia

Con due satelliti costruiti in Israele, uno per Difesa italiana

ROMA- Successo per il decimo lancio di Vega, il lanciatore dell'Agenzia spaziale europea (Esa) costruito in Italia dalla Avio. Il razzo ha portato in orbita due satelliti per l'osservazione della Terra costruiti in Israele: Optsat-3000, del ministero della Difesa italiano, e Venus, destinato a una missione franco-israeliana finanziata da ministero per la Scienza e la Tecnologia di Israele e dal Consiglio nazionale delle Ricerche francese (Cnrs).
Il lancio è avvenuto alle 3:58 italiane dalla base europea di Kourou, nella Guyana francese. 

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Primo tweet di AstroPaolo, 'Non c'è due senza tre'

Scoperta la prima luna esterna al Sistema Solare

 

 

venerdì 28 luglio 2017

Scoperte le prime galassie nate all’alba dell’universo

Osservate com’erano 800 milioni di anni dopo il Big Bang

Scoperte le 23 galassie più antiche che hanno illuminato l’universo ai suoi albori: gli astronomi hanno potuto osservarle com’erano appena 800 milioni di anni dopo il Big Bang, poco dopo la loro nascita. La scoperta, pubblicata sull’Astrophysical Journal, è stata fatta da ricercatori della Arizona State University guidati da Sangeeta Malhotra e James Rhoads, in collaborazione con gruppi provenienti dal Cile e dalla Cina.

Tanto tempo fa, circa 300.000 anni dopo il Big Bang, l’universo era un posto completamente buio, privo di stelle e galassie: queste cominciarono ad apparire solo nel mezzo miliardo di anni seguente, illuminando e trasformando il cosmo. Questa drastica trasformazione è avvenuta in un intervallo di tempo compreso fra 300 milioni di anni e un miliardo di anni dopo l’inizio di tutto e l’attuale ricerca aiuterà gli astronomi a stabilire in maniera più precisa il momento esatto in cui è avvenuto il passaggio dal buio alla luce.

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martedì 25 luglio 2017

La Luna nasconde acqua nelle sue rocce vulcaniche

Lo indicano nuovi dati che fanno rivedere ipotesi su sua origine

La Luna nasconde quantità d'acqua sorprendentemente alte all'interno delle rocce vulcaniche che sono disseminate sulla sua superficie. Lo indicano i nuovi dati presentati sulla rivista Nature Geoscience dai ricercatori della Brown University di Providence, guidati da Ralph Milliken. L'acqua intrappolata in questi antichi depositi, che si ritiene siano fatti di grani di vetro formati dall'eruzione del magma dalle profondità lunari, fa pensare che il mantello lunare (cioè la parte interna) ne sia ricco, contrariamente alle teorie del passato, che lo ritenevano privo. Il quadro è iniziato a cambiare dal 2008, con la scoperta di tracce d'acqua in alcuni grani di vetro vulcanici arrivati sulla Terra con le missioni Apollo 15 e 17 sulla Luna. Nel 2011 poi lo studio dei minuscoli cristalli dentro questi grani ha mostrato che contengono quantità di acqua simili a quelle di alcuni tipi di basalto terrestre, suggerendo così che il mantello lunare, o almeno una sua parte, contenga tanta acqua quanto la Terra. Combinando le misure fatte sui campioni con i dati sulle temperature della superficie lunare, i ricercatori hanno trovato tracce dell'acqua in quasi tutte le rocce vulcaniche mappate, incluse quelle prese vicino i siti di atterraggio dell'Apollo 15 e 17.

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giovedì 20 luglio 2017

Accadde oggi: il 20 luglio 1969 avveniva lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11

« Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità. » Neil Amstrong
Apollo 11 fu la missione spaziale che per prima portò gli uomini sulla Luna, gli statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 20 luglio 1969 alle 20:18 UTC. Armstrong fu il primo a mettere piede sul suolo lunare, sei ore più tardi dell'allunaggio, il 21 luglio alle ore 02:56 UTC. Armstrong trascorse due ore e mezza al di fuori della navicella, Aldrin poco meno. Insieme raccolsero 21,5 kg di materiale lunare che riportarono a Terra. Un terzo membro della missione, Michael Collins, rimase in orbita lunare, pilotando il modulo di Comando che riportò gli astronauti a casa. La missione terminò il 24 luglio, con l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
Lanciata da un razzo Saturn V dal Kennedy Space Center, il 16 luglio, Apollo 11 fu la quinta missione con equipaggio del programma Apollo della NASA. La navicella spaziale Apollo era costituita da tre parti: un Modulo di Comando (CM) che ospitava i tre astronauti ed era l'unica parte che rientrava a Terra, un modulo di servizio (SM), che forniva il modulo di comando di propulsione, energia elettrica, ossigeno e acqua, e un Modulo Lunare (LM) per l'atterraggio sulla Luna.
La prima passeggiata lunare fu trasmessa in diretta televisiva per un pubblico mondiale.

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martedì 11 luglio 2017

Sul Sole una macchia gigantesca, grande quanto Giove

Larga 125mila chilometri, tra due giorni sarà di fronte alla Terra

Il Sole si sta avvicinando alla fase di minima attività, ma non troppo: sulla sua superficie è comparsa una macchia gigantesca, delle dimensioni di Giove. Si estende per 125.000 chilometri ed è già studiata da numerosi telescopi, a partire dal satellite della Nasa Sdo (Solar Dynamics Observatory).

La macchia extralarge si chiama AR2665 ed è visibile anche con telescopi solari amatoriali. Per il momento si trova vicino al bordo del disco del Sole, ''ma tra circa un paio di giorni arriverà al centro del disco e 'punterà' verso la Terra e a quel punto potremmo aspettarci fenomeni in grado di provocare tempeste magnetiche sul nostro pianeta'' ha detto all'ANSA Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per lo spaceweather della direzione scientifica dell'Inaf, e dell'università di Trieste.

''E' una tipica macchia di fine ciclo del Sole: è molto complessa dal punto di vista magnetico - ha aggiunto l'esperto - e si è formata a una bassa latitudine, perché quando la nostra stella si avvicina alla fase di attività minima le macchie tendono a formarsi verso l'equatore''.

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''Io ritorno tra le stelle''. La terza volta dell'astronauta Paolo Nespoli

 

 

sabato 8 luglio 2017

Stephen Hawking: "La terra scotterà come Venere"

In occasione del suo 75esimo compleanno, l’astrofisico Stephen Hawking attacca duramente il presidente Donald Trump 

Nell’intervista rilasciata alla BBC in occasione del suo 75esimo compleanno, l’astrofisico Stephen Hawking critica senza mezze misure la posizione del presidente americano Donald Trump, in relazione alla sua scelta di fare uscire gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi sul clima. Secondo l’astrofisico, le decisioni di Trump causeranno danni ambientali molto seri e in pochi anni il riscaldamento globale diventerà un processo irreversibile causando la fine del nostro pianeta.

Poi prende di mira l’intero genere umano ed indica una possibile soluzione al problema della “fine della terra”. Stephen Hawking nell’intervista rilasciata alla BBC non si limita a parlare solo di questo, ma affronta anche altri temi, come: la Brexit e il futuro della scienza nel Regno Unito, la sua malattia e alcuni obiettivi personali.

Il riscaldamento della terra

L’astrofisico britannico Stephen Hawking attacca Donald Trump per la decisione di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi. Sulla questione, dice: “Potrebbero verificarsi dei danni ambientali evitabili al nostro magnifico pianeta, mettendo in pericolo la natura per noi e i nostri figli.” Poi aggiunge: “Questa potrebbe essere una minaccia per l’ambiente. Siamo vicini al punto di non ritorno in cui il riscaldamento globale diventerà un processo irreversibile.”

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sabato 1 luglio 2017

E' l'Asteroid Day, occhi puntati sui 'sassi cosmici'

E' l'Asteroid Day, occhi puntati sui 'sassi cosmici'

Conto alla rovescia per l'Asteroid Day: il 30 giugno è la giornata internazionale dedicata agli asteroidi vicini alla Terra, i cosiddetti Neo (near Earth Objects) e alla loro sorveglianza. Sono previsti più di 700 eventi in 190 Paesi e sono numerose le iniziative orgaizzate in Italia. In programma anche una maratona online di 24 ore trasmessa dalla Tv della Nasa e dal Vrtual Telescope da Lussemburgo, che il canale ANSA Scienza e Tecnica  trasmetterà rispettivamente alle 19,00 e alle 21,00,  mentre l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha lanciato l'hashtag #Asteroid Day

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